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23 settembre 2005
Fonte: Redattore Sociale

Informatici al lavoro in un lavoratorio del C4i

TARANTO - “Dobbiamo costruire un’informatica di pace che dia lavoro per progetti lontani dalla guerra”, ha dichiarato Carlo Gubitosa, segretario di PeaceLink ed ingegnere delle telecomunicazioni, in merito a quanto è stato recentemente rivelato a Taranto dal quindicinale locale Voce del Popolo. Nella città jonica è apparso un dettagliato servizio che ha portato alla ribalta due aziende informatiche specializzate nel campo militare: la Datamat e la SSI (Space Software Italia). Esse lavorano in sinergia con le forze armate italiane e Nato offrendo oltre un centinaio di posti di lavoro. La Datamat e la SSI hanno ottenuto la certificazione aziendale in materia di segretezza e, grazie al loro software, lo Stato Maggiore della Difesa di Roma può comunicare in tempo reale con le truppe schierate in Iraq e in Afghanistan. Il personale vive in locali continuamente sorvegliati, dotati di sbarre alle finestre, senza linea telefonica con l’esterno e i cui computer non sono connessi con Internet. La zona dove è ubicata la SSI è considerata off limits e, per questo motivo, è stato messo in funzione un disturbatore di cellulari atto a evitare qualsiasi comunicazione con l’esterno per tutelare il segreto militare.

Datamat e SSI sono due aziende così poco note – nonostante la ricaduta economica e occupazionale significativa sul territorio – che lo stesso esperto di studi militari Andrea Margelletti, interpellato sulla questione, ha dichiarato di non conoscerle e ha definito SSI e Datamat una “scoperta”.

I dipendenti di SSI hanno realizzato il 41% dei progetti per scopi militari e il 59% per scopi civili. La Datamat invece lavora esclusivamente per scopi militari e dispone in Italia di 13 sedi dislocate sul territorio. Una di queste è presso la Marina Militare a San Vito, a Taranto, dove è installato un nodo del sistema C4i, la rete americana di spionaggio militare più avanzata al mondo. La Datamat lavora a sistemi destinati all’addestramento delle Forze Armate. L’azienda è impegnata inoltre nella realizzazione di sistemi informativi di supporto alle attività logistiche ed amministrative delle strutture centrali e periferiche della Difesa. Infine la Datamat gioca anche un ruolo nel mercato spaziale con sistemi per la guida e il controllo di navicelle e vettori spaziali.

PeaceLink sta preparando un appello alla città – che apparirà sul prossimo numero di Voce del Popolo – per proporre una riconversione di questi centri di ricerca e per puntare invece su sistemi civili ad alta tecnologia.

“Occorre “smilitarizzare i cervelli”, liberare decine e decine di tecnici dai vincoli oppressivi del segreto militare e di una vita semi-clandestina e ipercontrollata”, afferma Carlo Gubitosa.

Ad esempio sul sito di PeaceLink sono apparsi i primi articoli relativi a una nuova generazione di cellulari che sfrutta la tecnologia Adsl wireless per avviare la rivoluzione della “telefonata gratuita” anche tramite i telefonini.

Secondo Carlo Gubitosa “SSI e Datamat potrebbero riconvertirsi specializzandosi ulteriormente nella rilevazione dell'inquinamento marino. Ma la politica e i governi – accusa il segretario di PeaceLink – danno più soldi per il militare e meno per la difesa ambientale e così le linee di progettazione tecnologica seguono a volte i finanziamenti e le strategie perverse di chi comanda”.

Carlo Gubitosa si sofferma in particolare sulle potenzialità occupazionali di una sperimentazione nell’ambito della telefonia mobile tramite Voip, ossia la tecnologia che consente di telefonare tramite Internet a costi insignificanti: “Sono convinto che questa proposta del Voip per i cellulari darebbe a Taranto molti più posti di lavoro rispetto a quanti ne dà l'informatica militare”. (Daniele Marescotti)

Note:

Per gentile concessione dell'agenzia stampa http://www.redattoresociale.it
La titolazione è stata elaborata da Tarantosociale.

Per approfondimenti:
http://www.elsag.it/html/News/ELSAG_LINK/pop_up/pop17_3.htm

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