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Risposta alla Regione Puglia, al Ministero dell'Ambiente, al Ministero dell'Interno

Il comitato contro il rigassificatore di Taranto chiede un provvedimento di autotutela: l'annullamento del Nulla Osta di Fattibilità

La mancata applicazione della Convenzione di Aarhus, e dell'art. 23 della Seveso II ha spinto il Comitato a richiedere l’annullamento del Nulla Osta di Fattibilità e il riavvio ex novo della procedura della Seveso II
7 febbraio 2007 - Antonietta Podda

Dopo innumerevoli richieste inviate dal Comitato contro il rigassificatore di Taranto all’Assessorato all’Ecologia della Regione Puglia, di ottenere la documentazione relativa alle integrazioni presentate dalla Gas Natural e al Rapporto Preliminare di Sicurezza, finalmente possiamo comunicare che la documentazione è giunta al Comitato in data 01/02/2007. In particolare la documentazione relativa alle integrazioni presentate dalla Gas Natural non solo ci è stata recapitata, ma si trova ora pubblicata nel Portale Ambientale della Regione Puglia, come da noi più volte domandato, al fine di consentire a tutti cittadini di avere libero accesso ai dati sulle questioni ambientali.
Tuttavia è da evidenziare come tale nostra richiesta sia stata espletata con notevole ritardo. Infatti ricordiamo che dopo venti lunghi giorni (dal 12 gennaio scorso) e perché spinto da pressanti richieste da parte del comitato, l’Assessorato all’Ecologia della Regione Puglia ha finalmente pubblicato on line la documentazione in suo possesso. Venti lunghi giorni contro i due giorni impiegati dal Comitato contro il rigassificatore a pubblicare on line sul sito di Taranto Sociale, la documentazione sul rischio di incidente rilevante che non era mai stata resa nota ai cittadini di Taranto, come invece prevede l'articolo 23 della legge Seveso II.
In particolare le difficoltà rilevate, sono state riscontrate nell’ottenere il Rapporto Preliminare di Sicurezza, atto fondamentale da sottoporre agli organismi locali e alla popolazione, in cui vengono analizzati gli scenari di rischio di incidente rilevante. Infatti questo rapporto, conservato presso il Ministero dell’Interno, il Ministero dell’Ambiente e presso la Regione Puglia, non è mai stato reso pubblico, fino al 01/02/2007.
Inoltre nella lettera allegata alla documentazione che il Comitato ha ricevuto, il dott. Ventresca scrive che "in relazione a quanto lamentato da codesta Associazione" (ossia il Comitato contro il rigassificatore di Taranto) la Gas Natural avrebbe depositato presso la Regione Puglia il Rapporto Preliminare di Sicurezza e che di tale fatto è stata "data evidenza con avviso pubblicato il giorno 24.2.2006" su due quotidiani.
A tal proposito, il Comitato ha provveduto ad inviare risposta al Ministero dell’Ambiente precisando quanto segue.
In primo luogo si precisa come la “Regione Puglia”, nonostante tutte le nostre sollecitazioni, “non abbia mai provveduto ad inviare il Rapporto Preliminare di Sicurezza in formato digitale al Comitato contro il rigassificatore di Taranto; di recente, infatti, ci è stato inviato un CD-ROM con lo Studio di Impatto Ambientale anziché il sopra citato Rapporto che è invece essenziale per approfondire la conoscenza dei rischi di incidente rilevante (cfr. Seveso II)”. Inoltre rispondiamo che “l'avviso sulla stampa del 24.2.2006 - a cui fa riferimento il dott. Ventresca - è posteriore al 24.5.2005, data in cui è stato rilasciato il Nulla Osta di Fattibilità (NOF) dal Comitato Tecnico Regionale ai sensi della Seveso II. Pertanto è evidente che il NOF è stato rilasciato senza che fosse stato reso noto al pubblico il Rapporto Preliminare di Sicurezza. Quindi risulta assolutamente inapplicata la procedura prevista nell'art. 23 della Seveso II con cui si prevede che"la popolazione deve essere messa in grado di esprimere il proprio parere nei casi di creazione di nuovi insediamenti e infrastrutture attorno gli stabilimenti esistenti".”
Pertanto la mancata applicazione della Convenzione di Aarhus, insieme alla mancata applicazione dell'art. 23 della Seveso II, evidenziano oggettivamente il vizio di fondo dell'iter che ha portato al rilascio del NOF in data 24.5.2005 senza il necessario coinvolgimento del pubblico interessato.

Quanto evidenziato, ci ha spinto a richiedere al Ministero dell’Interno, al Ministero dell’Ambiente a alla Regione Puglia, un provvedimento di autotutela motivato con le ragioni fin qui esposte, e a richiedere pertanto che gli stessi Enti ritengano NULLO il NOF rilasciato nel maggio del 2005. E’ stata inoltre richiesto il riavvio ex novo della procedura prevista dalla Seveso II con il coinvolgimento del pubblico interessato.
Tale potere amministrativo discrezionale di autotutela - da adottarsi a norma di legge per la tutela dei soggetti interessati in caso di procedimento viziato che leda pubblici interessi - era da noi già stato richiesto in data 23 ottobre 2006 all'Assessorato all'Ecologia della Regione Puglia senza ottenere tuttavia alcuna risposta.

Inoltre, e sempre per ciò che concerne il Rapporto Preliminare di Sicurezza ricordiamo, che la questione della mancata conoscenza di questo importante atto, era stata sollevata - oltre che dai comunicati del Comitato contro il Rigassificatore - anche da una interrogazione parlamentare presentata da un deputato napoletano dell'UDC in merito alle violazioni della legge Seveso II relative al rigassificatore di Taranto.
Attualmente le uniche interrogazioni che hanno trattato il rigassificatore di Taranto sono state presentate da un deputato veneziano di Rifondazione e da un deputato napoletano dell'UDC.

Ci si domanda a tal proposito perché i parlamentari jonici non hanno fatto altrettanto?

E per quale motivo la Regione Puglia ha tentato in tutti modi –riuscendoci - di “ritardare” l’attività del Comitato e di chiunque fosse interessato alla sicurezza cittadina, nell’elaborare le proprie valutazioni, in vista della ormai prossima scadenza del 10 febbraio?

A tutte queste domande il Comitato ancora una volta non trova altrettante risposte, ma solo impedimenti al suo percorso, soprattutto da parte di un’amministrazione, la Regione Puglia, che non curandosi della partecipazione e dell’applicazione della Convenzione di Aarhus, tiene chiuse nei cassetti per un lunghissimo tempo le informazioni che dovrebbero essere, invece, “pubbliche” a tutti.

Antonietta Podda
antonietta_podda@yahoo.com
comitatopertaranto@yahoo.com

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