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    Comunicato stampa

    Rigassificatore. Piero Angela conferma la possibilità di un incidente catastrofico: "Possibili decine di migliaia di vittime".

    Come mai la Gas Natural nasconde questo scenario nel suo Studio di Impatto Ambientale? Perché i cittadini non devono sapere?
    7 marzo 2007

    Ora lo dice anche Piero Angela: i rigassificatori nascondono un rischio enorme.

    Nel suo ultimo libro è stato intervistato sulla questione di un possibile incidente. Piero Angela non lo esclude e spiega: "Una grande nave metaniera, che trasporta 125 mila metri cubi di gas liquefatto a bassissima temperatura, contiene un potenziale energetico enorme. Se nelle vicinanze della costa, per un incidente, dovesse spezzarsi e rovesciare in mare il gas liquefatto, potrebbe cominciare una sequenza di eventi catastrofici".

    Piero Angela delinea uno scenario da brividi: "Il gas freddissimo, a contatto con l'acqua di mare, molto più calda, inizierebbe a ribollire, a evaporare e formare una pericolosa nube. Questa nube di metano evaporato rimarrebbe più fredda e più densa dell'aria e potrebbe viaggiare sfiorando la superficie marina, spinta dal vento, verso la terraferma. Scaldandosi lentamente la nube comincerebbe a mescolarsi con l'aria. Una miscela fra il 5 e il 15 percento di metano con l'aria è esplosiva. Il resto è facilmente immaginabile".

    E qui Piero Angela descrive ciò che la Gas Natural ossia l'azienda che propone il rigassificatore a Taranto non vuole ammettere. Nello Studio di Impatto Ambientale che la Gas Natural ha commissionato alla Medea non trova nulla di ciò che scrive Piero Angela, ossia questo scenario: "Se questa miscela gassosa, invisibile e inodore, investisse una città, qualsiasi (inevitabile) scintilla farebbe esplodere la gigantesca nube. La potenza liberata in una o più esplosioni potrebbe avvicinarsi a un megaton: un milione di tonnellate di tritolo, questa volta nell'ordine di potenza distruttiva delle bombe atomiche. Le vittime immediate potrebbero essere decine di migliaia, mentre le sostanze cancerogene sviluppate dagli enormi incendi scatenati dall'esplosione, ricadendo su aree vastissime, sarebbero inalate in "piccole dosi", dando luogo a un numero non calcolabile, ma sicuramente alto, di morti differite nell'arco di 80 anni".

    Come mai non vi è nulla di questo scenario nello Studio di Impatto Ambientale del rigassificatore?

    E' semplice: viene scartato a priori.

    Piero Angela invece specifica: "Si tratta di uno scenario assolutamente improbabile, ma non impossibile".

    Il fatto che non sia impossibile non autorizza la Gas Natural ad escluderlo a priori, come invece ha fatto adottando nello Studio di Impatto Ambientale la discutibile metodologia del "massimo scenario credibile". Se si parla di "massimo scenario credibile" e si definisce "non credibile" tutto ciò che invece ipotizza Piero Angela come "caso limite" allora si restringono gli scenari presi in considerazione.

    A questo punto occorre essere chiari: con la metodologia adottata dalla Gas Natural sarebbe escluso a priori anche l'incidente di Chernobyl.

    Piero Angela sostiene a questo proposito: "Chernobyl è stato il peggior incidente teoricamente possibile in una centrale atomica. Lo scenario da incubo per qualsiasi ingegnere nucleare. Cioè la fusione del nocciolo, lo scoperchiamento del reattore, e la fuga dei composti radioattivi volatili nell'atmosfera. E' difficile pensare a qualcosa di peggio".

    Pertanto occorre riflettere sul fatto che "il peggior incidente teoricamente possibile" non va escluso, come invece ha fatto la Gas Natural per il rigassificatore, a vantaggio della discutibile metodologia del "peggior incidente credibile", che è ben altra cosa in quanto restringe il caso ad una valutazione soggettiva che esclude ciò che per la Gas Natural "non è credibile".

    Con questo comunicato vogliamo sottolineare che quanto abbiamo sostenuto in questi mesi aveva un fondamento scientifico. Lo scenario di Piero Angela non riduce ma aggrava la valutazione della pericolosità di un incidente rilevante ad una nave metaniera.

    Per quanto remoto possa essere tale incidente ipotizzato da Piero Angela, occorre che le commissioni di Valutazione di Impatto Ambientale non lo escludano. Altrimenti verrebbe taciuto l'enorme rischio a cui sarebbero sottoposte le popolazioni in caso di installazione di un rigassificatore nei pressi di un centro industriale o di una zona abitata.

    Noi non condividiamo l'approccio l'approccio della Regione Puglia alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) secondo cui è possibile realizzare "un impianto di rigassificazione lì dove la procedura di VIA lo consentirà", come hanno recentemente sostenuto Vendola, Frisullo e Losappio. E' un approccio antiscientifico. Infatti la VIA non deve "consentire" o meno un impianto ma deve definire il suo livello di rischio. Ormai dopo le dichiarazioni di Piero Angela è evidente a tutti che il problema non è quello di accertare se è possibile o meno un evento catastrofico ma è quello di delinearne i contorni probabilistici e le conseguenze oggettive sottoponendo alla popolazione il quesito: questo rischio lo accettate sul vostro territorio?

    Chiediamo che nel prossimo incontro del 7 marzo a Roma per la conferenza dei servizi sul rigassificatore di Brindisi i vertici della Regione Puglia non barattino Taranto in cambio di benefici su Brindisi. Deve essere chiaro che sia Taranto che Brindisi sono definite per legge "città ad alto rischio ambientale" e ospitano entrambe già un elevato numero di impianti pericolosi.
    Non accettiamo pertanto ricatti e imposizioni dopo il recente memorandum di Prodi in 12 punti in cui i rigassificatori sono dichiarati "non negoziabili".

    Alla luce degli scenari gravissimi ipotizzati da Piero Angela riconfermiamo la nostra richiesta: occorre una proroga congrua per approfondire questa gravissima questione che tocca la sicurezza e la vita di tutti i cittadini.

    La prossima settimana il Comitato contro il rigassificatore organizzerà la presentazione dell'ultimo libro di Piero Angela "La sfida del secolo", quello in cui è descritto lo scenario dell'incidente catastrofico ad una nave gasiera. I cittadini hanno diritto a sapere e ad essere consultati.

    Il Comitato contro il rigassificatore di Taranto
    Maria Giovanna Bolognini
    Francesco Brigati
    Lea Cifarelli
    Giuseppe D'Aloia
    Stefano De Pace
    Antonella De Palma
    Salvatore De Rosa
    Farella Giulio
    Francesco Maresca
    Alessandro Marescotti
    Piero Mottolese
    Luigi Oliva
    Giancarlo Petruzzi
    Antonietta Podda
    Daniela Spina

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