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No da Legambiente all’integrazione al progetto del terminal di rigassificatore della Gas Natural

Dal Corriere del Mezzogiorno di mercoledì 4 aprile 2007.
4 aprile 2007 - Antonietta Podda
Fonte: Corriere del Mezzogiorno - 04 aprile 2007

Si riporta qui di seguito per intero l'articolo di Donatella Romagno, pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno (Lecce e Puglia), il 4 aprile 2007 pag. 7. Vengono nel dettaglio descritte le risposte negative che Legambiente da alle integrazioni del progetto del terminal di rigassificatore di Taranto presentate dalla Gas Natural. In particolare Legambiente sottolinea la carenza nella valutazione del rischio di incidente rilevante, anche alla luce del prossimo raddoppio della raffineria da parte dell'adiacente insediamento Eni.

Tali assunti sono peraltro condivisi dal Comitato contro il rigassificatore di Taranto, il quale sta per sottoporre le proprie controdeduzioni agli Enti competenti.

«Raddoppio Eni incompatibile col rigassificatore»
Nuovo No di Legambiente al progetto di Gas Natural: «Carente nella valutazione del rischio».

"Assolutamente inadeguato: così Legambiente Puglia giudica l'integrazione al progetto di terminal del rigassificatore di Taranto presentato da Gas Natural. Carente nella valutazione del rischio di incidente rilevante, anche alla luce del prossimo raddoppio della raffineria da parte di Eni adiacente, insufficiente la valutazione sulla fattibilità di una rotta di ingresso alternativa e sulle interferenze al traffico commerciale attuale e futuro. Inadeguate sono risultate anche le risposte sulla bonifica dei siti inquinati e sul riutilizzo dei sedimenti dragati che attualmente sono presenti per circa 4,5 milioni di metri cubi. Riutilizzarli, allora, diventa imperativo categorico, una "soluzione obbligata" per ridurre al minimo i conferimenti in discarica, nel rispetto della normativa sul recupero dei rifiuti pericolosi e non, e i prelievi della natura di inerti per le opere previste nell’ambito degli ampliamenti dei moli del porto. E infine, è stata disattesa la richiesta fatta da Legambiente di proporre misure di compensazione ambientale.
I quattro punti – analizzati da Legambiente nel corso di una doppia conferenza stampa, al mattino a Bari e nel pomeriggio a Taranto – sono bastati a far bocciare il progetto, dopo le integrazioni apportate dalla Gas Natural che hanno fatto seguito ai 40 chiarimenti richiesti dalla Commissione Via nazionale del Ministro dell’Ambiente della tutela del territorio e del mare. In riferimento al canale d’accesso delle gasiere, previsto da nord-est, la commissione chiedeva di valutare la fattibilità di soluzioni alternative di accesso sulla base di proposte fatte dall’Autorità Portuale di Taranto. «Ma in merito non c’è stata nessuna risposta soddisfacente – ha spiegato Francesco Tarantini, presidente regionale di Legambiente – e soprattutto non sembra essere stata fatta alcuna analisi costi-benefici delle interferenze sul traffico delle realtà imprenditoriali già presenti sul molo polisettoriale e su quelle potenzialmente previste nel futuro con l’ampliamento del quinto sporgente». «Continuiamo a ritenere importante – ha specificato Stefano Diafani, responsabile scientifico nazionale – che in Italia si costruiscano alcuni rigassificatori per aumentare e rendere flessibile l’approvvigionamento di gas naturale, fondamentale per uscire dall’era del petrolio e del carbone e per liberalizzare una volta per tutte il mercato italiano. Ma accettare queste soluzioni significa lasciare nel dubbio diverse questioni importanti che non tengono conto di quanto queste zone siano già degradate, sottoposte continuamente a inquinamento ambientale»".

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