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Officina di creatività per un’economia alternativa che non provenga solo dall’acciaio

Regione e Comune insieme per recuperare 2 stabili in Città Vecchia
5 agosto 2007
Fonte: corgiorno

Da sinistra Massimo Ostillio, Paolo Ciocia, Peter Giacovelli, Alfredo Cervellera, Ezio Stefàno, Nichi Vendola, Guglielmo Minervini, Lucio Pierri Recupero del centro storico attraverso la condivisione, associazionismo giovanile per un’economia alternativa, risanamento sociale ed incentivi alla creatività. Questi gli obiettivi di cui si è discusso nell’ambito della presentazione del progetto “Cantiere Maggese”, parte del programma regionale per le politiche giovanili denominato “Bollenti Spiriti” e orientato alla riqualificazione di aree urbane. All’evento, tenutosi mercoledì sera alla Biblioteca Comunale “Acclavio”, erano presenti Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno, Guglielmo Minervini, assessore regionale alle Politiche giovanili, Alfredo Cervellera, assessore all’Urbanistica e all’Edilizia, Lucio Pierri, assessore per il Restauro della Città Vecchia e i Beni archeologici, Peter Giacovelli, assessore provinciale alle Politiche giovanili, e Fabio Massi, responsabile tecnico del progetto.

Il progetto Cantiere Maggese, già ammesso ai finanziamenti, rappresenta la voglia di riscatto e di riqualificazione realizzati tramite il recupero di due stabili della Città Vecchia, il sito di via Cava 90 e l’ex convento di S. Gaetano, destinati ad essere veri e propri laboratori di idee e centri di aggregazione giovanile.

“E’ un progetto importante e ambizioso - ha esordito l’assessore Pierri - perchè tassello di crescita culturale e sociale all’interno della Città Vecchia. Ma è anche un’iniziativa partecipata perchè le proposte sono arrivate dai cittadini”. Cantiere Maggese è un’inversione di tendenza dato che il risanamento parte dalle abitazioni, e non dai monumenti. “Luoghi che si tramutano in centri di aggregazione - ha concluso Pierri - di cui i giovani non hanno potuto usufruire in passato”.

L’assessore Giacovelli ha poi elencato tre aspetti alla base dell’iniziativa che rendono il progetto “rivoluzionario”: il recupero di luoghi storici, il coinvolgimento e la partecipazione a livello di associazioni ed istituzioni”. La spiegazione tecnica del progetto è stata affidata a Fabio Massi. Da quanto riferito, le due associazioni partner che hanno portato avanti il progetto sono “Programma e Sviluppo”, responsabile della parte documentale, e “Punto e a Capo”, con funzione di coordinamento e raccolta di proposte del territorio. “Il Maggese, pratica agricola usata per rigenerare parti di terreno incolte, è per noi un processo di fertilizzazione di cui la comunità ha bisogno. Processo da cui parte la voglia di riscatto e riqualificazione”.

Molteplici gli obiettivi del progetto. Coinvolgere la cittadinanza, effettuare una promozione culturale. E ancora, favorire la mobilità giovanile, rivitalizzare il tessuto socio-economico della città attraverso la creazione di laboratori urbani, promuovere l’integrazione e la coesione giovanile. Nell’ex Chiesa di S. Gaetano troveranno posto un salone multifunzionale per eventi, rappresentazioni e mostre, una sala da adibire a laboratorio e un punto ristoro. Lo stabile di via Cava ospiterà uno studio di registrazione con annessa sala prove, una mediateca e un caffè letterario.

I giovani e le periferie sono stati al centro dell’intervento del presidente Vendola. “Da troppo tempo considerati un impaccio. Invece, anche attraverso i Pirp (Piani di riqualificazione delle periferie), si favorisce una politica della vita”. Una politica che ricerca la discussione con gli abitanti e la condivisione al fine di offrire delle periferie non solo urbanizzate e moderne, ma anche curate dal punto di vista estetico e vissute come principali laboratori urbani. Una politica che non vuole portare avanti “giostrine del clientelismo”, e si pone contro la mercificazione e il potere calcolatore e distruttivo. Cantiere Maggese rappresenta appunto una forma di politica della vita. “Se ci sono luoghi di aggregazione sociale - ha proseguito Vendola - si può cambiare il destino dei giovani. Attraverso questa iniziativa, si può favorire un’economia informale che produce nuovi posti di lavoro. Si costruiscono officine di creatività per un’economia alternativa che non provenga solo dall’acciaio”.

Nell’ottica del presidente Vendola ci sono dunque quartieri non muti che devono raccontarsi e cambiare in base ai loro bisogni e desideri. “E’ nella riuscita del progetto che risiede la vera rinascita della città”. Periferie e centri storici come luoghi di espressione, dove mostrare ciò che si è e interagire con esperienze di vita concreta. Questo il pensiero dell’assessore Minervini secondo il quale occorre soprattutto una piena fiducia nei giovani e il recupero di una cittadinanza attiva con la costanza e la tenacia.

Bollenti Spiriti Bollenti Spiriti non ha solo valenza sociale, ma anche valenza economica che si esplica attraverso il contratto etico: si finanzia lo studio all’estero dei giovani meritevoli che hanno poi l’impegno morale di ritornare nel proprio paese. “Lo scopo è quello di mettere in gioco l’energia più fresca, i giovani appunto. La loro capacità di produrre idee nuove rappresenta la misura della competitività di un territorio”.

“E’ importante anche partire dal cuore di Taranto, la Città Vecchia - ha concluso il sindaco Stefàno - per decenni costretta ad uno stato di isolamento e abbandono. Non mancherà il sostegno ai giovani, i primi attori che potranno tradurre speranze in azioni concrete”.

Al termine della presentazione, è stato firmato l’accordo di programma con il quale saranno disciplinati i rapporti tra Regione e Comune per passare alla fase esecutiva del progetto.

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