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Cabina di regia in Prefettura per decidere il raddoppio della raffineria

La città chiede all’EniPower più chiarezza sulle emissioni

Ampliamento industriale e nuovi posti di lavoro, o salvaguardia dell’ambiente e rispetto per il territorio?
Questo il grande dilemma con cui Taranto si misura ormai da decenni.
17 settembre 2007 - Angela Todaro
Fonte: Tarantosera

Raffineria ENI di Livorno Oggi Taranto è chiamata a decidere sulla proposta di raddoppiamento avanzata dalla raffineria dell’Eni-Power, a cui continua a chiedere più chiarezza dal punto di vista delle emissioni di sostanze chimiche nell’aria.

La seconda riunione, che ha investito parti sociali ed enti locali, si è celebrata in mattinata in Prefettura, in una cabina di regia convocata dall’assessore regionale all’Ecologia Michele Losappio. Sono 16 le sigle rappresentative delle istituzioni, delle forze sociali ed imprenditoriali, delle associazioni chiamate ad esprimere il proprio contributo tecnico sul progetto, e che questa mattina hanno manifestato dubbi e pregi riscontrati nell’esame del progetto.

Porte chiuse alla stampa in questo incontro che è stato più che altro interlocutorio, visto che l’esame e le verifiche del progetto sono ancora in via di svolgimento. Un aspetto tuttavia appare evidente, l’Eni dovrà rispondere a molte delle perplessità avanzate dall’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa), i cui rilievi hanno portato all’individuazione di alcuni punti bui dal punto di vista dell’impatto ambientale. «Per fortuna ci sono delle leggi da rispettare - ha detto in apertura dei lavori il prefetto Alfonso Pironti - e bisognerà capire come questo progetto possa servire al futuro di Taranto senza tuttavia ledere all’ambiente». L’Arpa, in particolare, ha presentato all’Azienda un documento all’interno del quale ha elencato 36 punti di osservazione, nei quali sono condensate le perplessità relative all’impatto ambientale.

Su alcuni di essi l’Eni aveva già elaborato chiarimenti, e si è impegnata a fornire spiegazioni al più presto anche per le restanti osservazioni. Anche la Provincia di Taranto ha chiesto rassicurazioni, in particolare per ciò che concerne la compensazione dei benefici occupazionali che dovrebbero ricadere sul territorio. Va in ogni caso evidenziato il fatto che l’Eni si è dichiarata assolutamente disponibile e recepire le istanze che arriveranno dagli enti locali e dalla popolazione. Il progetto presentato alla città dall’Eni prevede un investimento di un miliardo di euro con la centralità nel Centro Sud dello stabilimento di Taranto nel contesto produttivo.

Due oleodotti collegheranno la Raffineria a Nola in Campania e a Brindisi. Il primo sarà lungo 350 chilometri e attraverserà il territorio di 56 comuni, il secondo porterà i prodotti intermedi fino al Petrolchimico di Brindisi. I lavori di potenziamento della raffineria e di ammodernamento della centrale EniPower non determineranno però l’aumento della superficie occupata della Raffineria. Dopo il vertice di questa mattina si darà il via nei prossimi giorni all’apertura di una serie di tavoli specifici che dovranno discutere il progetto. A metterli in campo sono chiamati gli enti locali, per l’esame capillare dei pro e dei contro di un raddoppiamento della raffineria.

L’Eni, intanto, dovrà provvedere all’elaborazione delle controproposte da presentare a fronte delle perplessità segnalate questa mattina, e che saranno presentate nel corso del prossimo vertice, in programma tra qualche settimana.

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