Discariche e Centrali: la Puglia scende in piazza
La gente non ci sta più ad accettare imposizioni, dal punto di vista impiantistico, che non danno certezze sul piano della salute. Quale futuro avranno gli abitanti di questa regione se essa continuerà a sacrificarsi per le altre accogliendo rifiuti speciali e/o esportando energia? Già è difficile digerire una copertina dell’Espresso che parlava di Puglia dei veleni! Ma dove sono le linee regionali di tutela ambientale? dove sono le scelte della primavera pugliese?
Qui si vede solo la gente per strada senza speranza e solo tanta rabbia. A Taranto, tra San Marzano e Grottaglie, c’è un mega impianto di rifiuti speciali che vuole triplicarsi e la gente non ci sta e manifesta. Proprio da questa realtà due anni fa è partita la proposta di Legge di iniziativa popolare che chiude la Puglia ai rifiuti delle società che non dimostreranno di non aver trovato nel percorso altri siti più vicini.
Il responsabile della discarica di Grottaglie, interviene sulla stampa e se la prende pure con l’Arcivescovo che aveva solidarizzato con i manifestanti. Dice che è disinformato e che interviene ora, mentre tace sulle discariche abusive. E che vorra dire? Quello che fa la differenza sta proprio in chi inquina legalmente. Mica si può manifestare contro gli ignoti. Al massimo si denunciano. Poi dice che i rifiuti vengono dalla nostra area industriale ( ma la grande industria metallurgica tarantina non ha una propria discarica?) e poi si lascia scappare che per mantenere a regime gli impianti prende rifiuti da altre regioni. Dice che la discarica è controllata, ma la puzza nausebonda che si diffonde per chilometri chi la controlla?
Mettesse in chiaro i codice Cer dei rifiuti che arrivano e poi ragioniamo sulle modalità di recupero e smaltimento. Alle porte di Taranto c’è l’Italcave, una Spa che ha terminato il ciclo di produzione e appena eletto Florido presidente della Provincia è riuscita a farsi autorizzare la discarica che ammorba il paese di Statte. Anche ieri i cittadini sono scesi in piazza, ma sono due anni che lottano con il naso tappato.
A Bari la protesta vede in campo anche il Comune di Modugno che chiede una conferenza di servizi. Il comitato pro-ambiente di Modugno ieri ha portato trecento persone sul molo di Bari impendendo alla Sorgenia di trasportare le turbine nel sito dove stanno costruendo una centrale a turbogas. Nel salento è tutto legato alla carenza impiantista, c’è Poggiardo che scoppia ed il problema è trovareun nuovo sito che nessuno vuole. E nessuno parla della raccolta differenziata dei rifiuti che pure nel salento ha qualche bella esperienza.
Giorgio Nebbia, il professore che è tra i fondatori dell’ambientalismo europeo, dieci anni fa proponeva un piano quinquennale sui rifiuti E concludeva: " E se i governi, come sembra, non hanno nessuna voglia di attuare quel cambiamento pur dichiarato nelle leggi dello stato, occorre far crescere un “movimento di liberazione” dai rifiuti." Mi sembra che ci siamo arrivati.








