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    I valori di PM10 continuano a crescere a livelli smisurati al di fuori di ogni controllo

    «Ultimi dati da Via Macchiavelli, Taranto»

    «Nel mentre si discute su Bat e quant’altro necessario a ridurre l’emissione di inquinanti, non è il caso di cominciare a pensare a provvedimenti tesi al contingentamento dei volumi produttivi nel quadro di un programma che punti ad una graduale dismissione dell’area a caldo?»
    31 ottobre 2007 - Nello De Gregorio

    ILVA di Taranto 199 microgrammi/mc il 6 e il 13 luglio 2007. Impietosamente la centralina Arpa di via Machiavelli registra valori di PM10 che continuano a crescere a livelli smisurati al di fuori di ogni controllo. Nel solo mese di luglio c’è stato praticamente uno sforamento dei limiti di legge ogni giorno. Non accade in nessuna parte del mondo industrializzato che dopo un periodo così lungo non ci sia un intervento per combattere una simile emergenza. In soli due mesi, tanti sono i mesi nei quali è entrato in funzione nella centralina di via Machiavelli un nuovo e più efficiente analizzatore, si sono avuti ben 45 superamenti rispetto ai 35 che la legge pone come limite annuo.

    La bella manifestazione di domenica 28 ottobre ci richiama tutti alla responsabilità di non perdere altro tempo. Ormai siamo ben oltre l’emergenza, ma nulla cambia. Certo da qualche tempo i tavoli tecnici dell’Atto d’Intesa sono qualcosa di più serio rispetto al passato. L’Arpa è ormai un’entità che ha recuperato prestigio professionale ma soprattutto forte autonomia di giudizio nel suo ruolo di principale controllore dei livelli di inquinamento prodotti dalla grande industria, come dimostrano le forti critiche rivolte all’effimero progetto di superbarrieramento proposto da Ilva su progetto CNR.

    Ma tutto questo non basta, la situazione è sempre più drammatica. Basta con le discussioni mentre Sagunto viene espugnata.

    L’allegato III del D.M. 2.4.2002 n.60 definisce i valori limite che non devono superare le emissioni di particolato PM10. A partire dal 1° gennaio 2005 il valore di 50 microgrammi/mc non deve essere superato più di 35 volte per anno. Dal 1° gennaio del 2010 i superamenti non potranno essere superiori a 7 volte per anno.

    Qualche settimana addietro avevamo preso a riferimento i dati della stazione di rilevamento di via Archimede al rione Tamburi. In questa stazione il rilevatore di PM10 è stato installato l’11 marzo 2005. I dati rilevati nei report mensili pubblicati dall’Arpa segnalavano la seguente situazione:

    Marzo 2005 9 superamenti
    Maggio 5 superamenti fra i quali uno di 102 microgrammi/mc
    Giugno 7 superamenti con una punta max di 90
    Luglio 11 superamenti con una punta max di 111
    Agosto 9 superamenti con una punta fino a 138

    Fra settembre ed ottobre il numero complessivo di superamenti arriva a 53. Considerando che la stazione è stata attivata a marzo e che mancano i dati relativi ai mesi di novembre e dicembre si può realisticamente ipotizzare che il numero di superamenti complessivi nell’anno 2005 si aggira attorno a poco più di 70.

    Più completi i dati rilevati dai report del 2006

    Gennaio 2006 1 superamento
    Febbraio 7 superamenti con una punta di 109
    Marzo 7 superamenti
    Aprile 6 superamenti
    Maggio 6 superamenti con una punta di 117 microgrammi/mc
    Giugno 16 superamenti
    Luglio 13 superamenti con una punta di 100
    Agosto 8 superamenti con una punta di 91
    Settembre 8 superamenti con una punta pari a 149
    Ottobre 3 superamenti
    Novembre 2 superamenti
    Dicembre 1 superamento

    Pur considerando che i dati di novembre e dicembre sono stati condizionati da un basso rendimento dei rilevatori, l’anno 2006 si chiude con un numero complessivo di superamenti pari a 78 ovvero più del doppio del limite previsto per legge, ma a nessuno sembra importare più di tanto così come lo era già stato al termine dell’anno 2005. Da considerare inoltre che sempre nel 2006, sia pur di poco il superamento complessivo di 35 volte ha riguardato anche il rilevatore posto a Paolo VI.

    Si pensava che i dati del 2005 e 2006 fossero una sorta di trend in via di stabilizzazione, con dati preoccupanti, in quanto superiori per due volte alle medie sui superamenti previsti dalla legge ed invece nel 2007 ecco il dato a dir poco agghiacciante. Dopo l’installazione, nel mese di maggio, nella stazione di rilevamento di via Machiavelli di un analizzatore polveri tipo Swam al posto di quello obsoleto e non più efficiente installato in precedenza nei soli mesi di giugno e di luglio vengono registrati ben 45 superamenti (18 a giugno e 27 a luglio) mentre siamo in attesa che vengano pubblicati i dati di agosto, settembre ed ottobre. Ma la cosa più grave è che i superamenti giornalieri in molti casi raggiungono punte di gran lunga superiori al limite giornaliero di 50 microgrammi/mc con punte fino a ben 199.

    Ormai il quartiere Tamburi sembra essere avvolto quotidianamente da una coltre di micidiali polveri PM10 che senza soluzioni di continuità aggredisce l’apparato respiratorio di chi abita in questo martoriato rione. Insomma la sensazione secondo cui più si incrementano i livelli di produzione, più sono attivi i processi di combustione e più PM10 si sprigiona è più che un’ipotesi.

    E dunque, nel mentre si discute su Bat e quant’altro necessario a ridurre l’emissione di inquinanti, non è il caso di cominciare a pensare a provvedimenti tesi al contingentamento dei volumi produttivi nel quadro di un programma che punti ad una graduale dismissione dell’area a caldo?

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