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Tiene banco quanto avvenuto alla Bestat, sindaco ed ex insieme alla pulizia straordinaria

Stefàno: sull’Amiu la gente è con me

Il leader di At6: «Chi mi attacca pensi piuttosto che Taranto è ridotta ad una fogna. Stimo Stefàno da quasi vent’anni. E’ una persona perbene e questo l’ho detto persino in campagna elettorale. Non cambio idea ogni giorno»
5 dicembre 2007
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

Il Sindaco Stefàno & Cito «Avevo una mezza intenzione di assistere agli interventi di pulizia dell’Amiu solo il primo giorno di questo nuovo corso ma ora dopo questo continuo bla, bla, bla andrò ogni giorno. Di quel che dicono questi signori, non me ne frega niente».

E così, anche ieri mattina, l’on. Giancarlo Cito, leader di At6, poco dopo l’alba era già per strada a seguire le operazioni straordinarie di pulizia dell’Amiu.

«Ma invece di pensare al sottoscritto perchè non guardano alla vivibilità di questa città che è ormai ridotta ad una cloaca? E’ una fogna, se qualcuno non capisce. Perchè non chiedete - insiste l’ex sindaco di Taranto - agli operatori dell’Amiu da quanti anni non ripulivano il sottopassaggio di via Dante? Ecco, ve lo dico io: da ben dodici anni». Cito respinge l’idea che tra il suo movimento politico ed il sindaco possa esserci un patto. «Ma non scherziamo. Stimo Stefàno da quasi vent’anni. E’ una persona perbene e questo l’ho detto persino in campagna elettorale. Non cambio idea ogni giorno. Piaccia o non piaccia - prosegue Cito in quest’intervista rilasciata alla “Gazzetta” - il sindaco di Taranto è il dottor Stefàno ed è un amministratore che non guarda certo alle appartenenze politiche ma che lavora nell’esclusivo interesse della città».

Dal canto suo, il sindaco Stefàno assicura: «Sull’Amiu la gente ha capito la mia scelta. Il mio è stato solo un gesto di conciliazione politica. Basta con l’odio. Cito? Non l’ho neppure informato della scelta. Il blitz alla Bestat? Mica posso impedirgli di stare per strada».

«Ma quale patto con Giancarlo Cito...». Alle 18 di ieri il sindaco Ezio Stefàno è nella sua stanza al Municipio, stremato dopo una giornata (ancora da terminare, a quel punto) fitta di incontri e con l’emergenza casa sempre da fronteggiare.

Sindaco Stefàno, come replica alla valanga di critiche che l’hanno travolta sull’ingresso di At6 nel cda dell’Amiu?

«La gente è con me. Ha capito, le assicuro, la validità e la logica che ha accompagnato la mia decisione».

Ce la illustri.

«Volevo semplicemente coinvolgere nell’amministrazione della più grande azienda di proprietà del Comune un rappresentante della minoranza. Scusate, vengo attaccato perchè la maggioranza che mi sostiene ha rinunciato ad un posto, ad una poltrona. Ma è assurdo, quasi un paradosso».

Se lei avesse scelto il Pd al posto di At6, forse nessuno avrebbe detto nulla. Vuol dire questo?

«Il movimento di At6 è stato l’unico, lo scorso 29 novembre, ad indicarmi un nome da valutare quale componente del cda dell’Amiu. Il Pd non l’ha fatto ed il centrodestra non si è neppure presentato».

Tornando al patto con Cito...

«Basta. Nessun patto con Cito. Sono solo fantasie. Ma se non ho neppure preso alcun contatto con Cito sulla vicenda Amiu. E lo stesso avvocato Ciraci, sino alla conclusione dell’assemblea dei soci non era assolutamente sicuro di entrare nel consiglio d’amministrazione dell’Amiu spa. Come vede, dunque, nulla di preordinato».

D’accordo, ma secondo alcuni lei poteva almeno evitare di stare in piazza Bestat accanto all’ex sindaco Cito. Condivide?

«Non sapevo che c’era l’on. Cito. Mi sono fermato lì solo per qualche minuto e poi sono andato a lavorare. Certo, sono stato contento nel vedere questo straordinario e notevole intervento di pulizia. Da cittadino di Taranto, prima ancora che da sindaco, sono rimasto molto soddisfatto nel vedere una zona così importante ben ripulita. E, a dire il vero, sono stato un po’ perplesso nel verificare il numero dei mezzi Amiu in azione in quel momento. Prima, purtroppo, non ne vedevo così tanti all’opera. Detto questo, a me interessa solo che la città sia ripulita».

E per questo serve Cito? Sindaco, la sua stessa immagine, pure molto popolare, non rischia di essere fagocitata e oscurata da quella del leader di At6?

«Non lo so e non mi interessa. Ho voluto solo dare un segnale di conciliazione politica, un gesto di distensione. Basta con l’odio che imperversava in questa città. A me interessa collaborare con le minoranze per il futuro di Taranto. E su questa scia mi sto muovendo dall’inizio del mio mandato. Quanto a Cito, mica posso impedirgli di stare per strada ad assistere alle operazioni di pulizia dell’Amiu. Dovrei per caso vietargli di passeggiare? Io non sono certo fascista...».

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