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    Il rapporto di Legambiente sulla vivibilità dei centri urbani per la popolazione più giovane.

    Puglia, l´infanzia dimenticata

    Bari è comunque la prima tra le pugliesi: Foggia è 50esima, mentre Lecce, Taranto e Brindisi non sono state nemmeno prese in considerazione. "C'è ancora molto da fare ma è importante l'inversione di tendenza"
    5 gennaio 2008 - Giuliano Foschini
    Fonte: Repubblica

    - Bari non è una città a misura di bambini. O per lo meno non lo è abbastanza. Il giudizio è di Legambiente che ieri ha presentato il rapporto "Ecosistema bambino" del 2008, la tradizionale classifica tra i capoluoghi di provincia stilata sulla base delle iniziative che ciascuna amministrazione intraprende a favore dei ragazzini sotto i 14 anni.

    Sulla base dei parametri del 2007, Bari è al 36esimo posto su 72 città. È però in forte risalita rispetto agli ultimi due anni (era scivolata oltre la cinquantesima posizione) ma ancora lontana da quel numero 20 raggiunto nel 2004.

    Bari è comunque la prima tra le pugliesi: Foggia è cinquantesima, mentre Lecce, Taranto e Brindisi non sono state nemmeno prese in considerazione. «Il dato interessante - spiega il presidente regionale dell´associazione ambientalista, Francesco Tarantini - è che dopo il crollo degli ultimi due anni Bari stia tornando a crescere: c´è però ancora moltissimo da fare per i bambini. Penso a iniziative culturali destinate a loro, all´apertura di spazi di gioco e di ritrovo ma anche a investimenti economici. Bisogna investire sui più piccoli».

    Legambiente nel rapporto bacchetta la gestione dei fondi ricevuto per l´infanzia negli ultimi anni dopo «l´impegno nei primo triennio di applicazione: prima fornisce - si legge - strumenti partecipazione e momenti di confronto, ma abbandona il campo non sfruttando appieno le possibilità che si e´ costruita negli anni precedenti». «Va ricordato - attacca Filippo Melchiorre, ex assessore ai Servizi sociali nella giunta Di Cagno Abbrescia e ora capogruppo di opposizione di Alleanza nazionale - che i primi tre anni, a cui fa riferimento Legambiente, riguardano il lavoro svolto dalla precedente amministrazione comunale di centrodestra. Quindi, anche sulle politiche dell´infanzia, l´amministrazione Emiliano non riesce a rispondere al fabbisogno reale perdendo nei servizi offerti in qualità e quantità».

    Melchiorre cita la chiusura «della città dei ragazzi allo stadio delle Vittoria, la sospensione del servizio di arteterapia o la chiusura dei nove consigli di quartiere dei ragazzi. Situazione determinate anche da sciatteria istituzionale - dice il capogruppo di An - per esempio per un mancato coordinamento tra gli assessorati alla solidarietà sociale, alle politiche giovanili e alle politiche culturali. Non bisogna però dimenticare che devianza e microcriminalità proliferano lì dove non ci sono spazi o strutture sufficienti».

    Il Comune però non ci sta a queste accuse. Dice l´assessore alle Culture, il pediatra Nicola Laforgia che «l´impegno della giunta Emiliano nei confronti dell´infanzia e dei suoi problemi è massimo. Per i bambini si può fare sempre di più, e quindi accettiamo le critiche di Legambiente. Ma quello che dice l´opposizione non è ricevibile». Laforgia fa riferimento a tutte le iniziative «dell´ospite bambino, ai momenti di cultura e gioco nell´ospedale pediatrico e nei quartieri, da Bari vecchia a Enziteto. I fondi destinati al sociale sono aumentati in maniera esponenziale: siamo però pronti a impegnarci ancora».

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