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    Taranto, l'Ilva non è il «male assoluto»

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    Abbiamo detto NO al rigassificatore... e all'energia nucleare?

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    Raccolta differenziata, la Giunta si muova!

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Le opinioni di Pino Sgobio (Comunisti italiani), Ludovico Vico (Pd) e Donatella Duranti (Rifondazione comunista)

«E ora Taranto perde un alleato»

I deputati del centrosinistra: «L'esecutivo ci aveva inserito tra le priorità nazionali» Vico (Pd) «Ora si allungano i tempi per la risoluzione dei problemi e si allenta il rapporto che la città ha vantato col governo». Duranti (Rifondazione) «Sono preoccupata per il futuro dell'Arsenale»
26 gennaio 2008 - Fabio Venere
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

- «Sono davvero pochi i governi che, nella storia repubblicana, hanno sostenuto così fortemente la città di Taranto. Sono state varate misure straordinarie che, in quanto tali, naturalmente conservano la loro efficacia».

Pino Sgobio, capogruppo alla Camera del Pdci, riflette su quanto avvenuto a Palazzo Madama poi rivolge il suo sguardo verso Palazzo di città ed afferma: «Il governo Prodi ha fatto davvero molto per far uscire Taranto dal baratro in cui le destre l'avevano ricacciata. S'interrompe, dunque, un lavoro positivo.

Vedremo, nella sciagurata ipotesi che al governo dovesse andare Berlusconi, se il territorio di Taranto usufruirà degli stessi benefici».

Per l'on. Ludovico Vico, deputato del Pd, «la crisi di Governo e le elezioni anticipate complicano la situazione per Taranto. Si allungano i tempi per la risoluzione dei problemi e si allenta il rapporto che, in questi mesi, la città ha potuto direttamente vantare con la presidenza del consiglio». E' questo il primo, laconico, commento dell'on. Ludovico Vico, a poche ore dalla caduta di Prodi al Senato. Per l'ex segretario di Cgil e Ds «questo Governo aveva assunto Taranto come priorità nazionale e lo aveva dimostrato in più e più occasioni - dice Vico - riparando di fatto alle storture di una sistema, quello delle lobby politico-elettorali, che avevano dissanguato le casse del Comune e consegnato la città all'oblio e alla disperazione».

Vico aggiunge: «Una politica di risanamento che sul doppio livello nazionale e locale stava curando le ferite del passato e che ora rischia di rallentare il suo processo per una crisi che in assenza di una seria riforma del sistema elettorale - afferma il parlamentare tarantino - anche senza speranze. Poi la mappa delle esigenze, le stesse evidenziate solo una settimana fa dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta in visita a Taranto per riprendere - continua l'on. Vico - le fila di quel tavolo istituzionale sorto all'indomani dal dissesto».

Vico non ha dubbi: «L'impegno di questo Governo verso Taranto - continua - non si è mai esaurito, e solo sabato scorso di questo avevamo avuto assicurazione nell'incontro con Letta, che aveva già annunciato altri aiuti alla città, attraverso l'impegno di altri 60-70 milioni di euro da destinare alla conclusione delle transazioni commerciali previste dalla procedura semplificata». Vico vede così l'immediato futuro: «Ora si tratta di impegnarsi, tutti, affinché, la situazione non precipiti. Penso ad esempio alla continuità per la mobilità e la cassa integrazione in deroga per il comparto dei lavoratori colpiti dalla crisi del Comune di Taranto - specifica Ludovico Vico -. Ma si tratta anche di evitare che quel tavolo istituzionale, così duramente conquistato e che prevedeva, tra l'altro impegni forti sull'Arsenale, sulla zona franca urbana, sul Porto e sull'Accordo di programma per le bonifiche, possa considerare ancora Taranto e la sua realtà dissestata come un impegno nazionale».

L'on. Donatella Duranti (Rifondazione comunista) ritiene che «il sostegno dato dal Governo alla città di Taranto è stato senza precedenti. Speriamo che il prossimo esecutivo mostri la stessa attenzione. Di certo, le misure già istituite a sostegno del Comune di Taranto, essendo contenute nella Finanziaria 2008 e nel decreto fiscale collegato, restano tali in tutta la loro efficacia. Spero soltanto che questa crisi di governo non allunghi i tempi per la risoluzione di alcune problematiche strutturali che riguardano il nostro territorio. Penso, ad esempio, all'Arsenale ancora in attesa del piano industriale».

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