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La commissione Assetto del Territorio punta ad ovest

Zona Franca, il Comune individua le aree

«Zona franca» è il nome di un progetto di riqualificazione sociale di un territorio dove investire e programmare ricchezza non è poi così agevole. La commissione Assetto del Territorio stringe i tempi perchè l'atto di indirizzo giunga al più presto in Consiglio. Proposte di Forza Italia e Pd; Alla fine, tutti concordi per Città Vecchia-Porta Napoli-Tamburi e Paolo VI ovest
27 gennaio 2008 - Angelo Di Leo
Fonte: Corriere del Giorno

Comune di Taranto Sarà il Comune ad indicare al ministero - e al Cipe - la perimetrazione delle zone nelle quali applicare le franchigie fiscali e tributarie per i prossimi cinque anni. «Non è scritto da nessuna parte che Taranto sia tra le città beneficiarie. Il Tavolo Istituzionale dovrà lavorare in questo senso, partendo dal Dpcm che un anno fa lo aveva istituito. Bisogna lavorare e seguire con attenzione. Ma sono ottimista». L'on. Vico stato ospite ieri della commissione Assetto del Territorio presieduta da Michele Patano. Un confronto interessante e quantomai concreto per modulare al meglio l'atto di indirizzo che l'architetto La Gioia dovrà adesso modificare per precisare alcuni riferimenti normativi, confermando però finalità e criteri dello strumento adottato.

Il Comune intende incentivare gli investimenti e la libera impresa, tentando contestualmente di rianimare zone strategiche quanto... abbandonate. La commissione ragiona su un' ipotesi sostanzialmente condivisa, pur con i distinguo emersi ieri dai banchi forzisti (Condemi) e del Pd (Capriulo). Il primo chiede di non dimenticare Salinella, quindi ogni zona che - purtroppo - per limiti sociali e ambientali sia identificabile con gli obiettivi economici (e non solo) da perseguire.

A Palazzo di Città si pensa di suggerire la perimetrazione di un'area abitata da trentamila abitanti (come prevede il bando) a cavallo tra Paolo VI ovest, Porta Napoli, Tamburi e Città Vecchia. Ed è sull'Isola che, ad esempio, Capriulo pone l'accento.

«Zona franca» è il nome di un progetto di riqualificazione sociale di un territorio dove investire e programmare ricchezza non è poi così agevole. Da qui, sull'esempio francese, il Governo ha varato una serie di agevolazioni fiscali e tributarie, per sollecitare e stimolare la libera iniziativa. Negozi, piccole imprese, studi associati: tutti possono accedere alle franchigie, purchè investano sul territorio che il Comune avrà individuato e perimetrato. Le zone franche urbane sono infatti caratterizzate da una fiscalità di vantaggio per le piccole imprese.

Nell'idea del legislatore, quelle aree rappresentano strumenti di contrasto alla disoccupazione, alla delinquenza e alla depressione sociale ed economica del ter ritorio. Il vantaggio, come detto, consiste in un sistema di esenzioni e agevolazioni nel periodo 2008-2013 per ogni nuova attività economica. È un modello che ricalca quello francese, come detto. I benefici sono limitati a piccole e microimprese, ovvero quelle che occupano meno di 50 persone e realizzano un fatturato annuo, o un totale di bilancio annuo, non superiore a 10 milioni di euro. La "microimpresa" occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo, oppure un totale di bilancio annuo, non superiore a 2 milioni di euro.

La commissione ieri mattina, in piazza Pertini, ha affrontato alcuni dei nodi riguardanti la zona da scegliere. Un dibattito concreto, che ha tenuto conto dei livelli di disoccupazione e di degrado stratificato nella città, confermando al termine l'idea di puntare e quindi proporre quale «zona franca». Le modalità di applicazione delle agevolazioni fiscali e di quelle contributive (incentivazione del lavoro non precario) dovranno comunque essere delineate entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della Finanziaria, da un apposito decreto del ministro dell'Economia e delle Finanze. Non ci sono dubbi nemmeno per le imprese già avviate nella zona che eventualmente sarà riconosciuta come "franca".

Per loro verrà applicato il cosiddetto "de minimis" degli aiuti (ammontare massimo 200mila euro distribuiti su 36 mesi), e potranno fruire delle agevolazioni. Alla riunione di ieri mattina, oltre il presidente Patano e il vicepresidente della commissione Urbanistica, Scasciamacchia, hanno preso parte l'assessore e vicesindaco Cervellera, il dirigente La Gioa, l'onorevole Vico, i consiglieri Todaro, Lupo, Capriulo, Bitetti, Cataldino, Ungaro e Condemi.

Infine, l'Area Vasta. A Palazzo di Città si è svolto il vertice informale tra i sindaci della provincia. In molti hanno delegato a Stefàno la possibilità di rimuovere il dirigente Romandini. Con tutta probabilità, la responsabilità del procedimento (finanziamenti per 1 miliardo di euro) sarà assegnata a Vincenzo La Gioia.

Ecco i vantaggi per chi avvia nuove attività

Taglio tasse e sgravi
La Finanziaria 2008 (legge n. 244/2007) ha introdotto, nell'ambito delle politiche di sviluppo e di riequilibrio territoriale, nuove disposizioni in materia di "zone franche urbane" (zfu) finalizzate all'integrazione sociale e culturale nelle circoscrizioni e nei quartieri degradati delle città. Tali previsioni hanno modificato e integrato la disciplina già contenuta nella Finanziaria 2007 (legge n. 296/2006), recependo le osservazioni effettuate dalla Commissione europea sulle modalità di realizzazione di agevolazioni di carattere fiscale e contributivo.

Cos'è la Zona Franca
Sono aree caratterizzate da una fiscalità di vantaggio per le piccole imprese e rappresentano strumenti di contrasto della disoccupazione, della delinquenza e della depressione sociale ed economica del territorio, in maniera del tutto analoga a quanto già avviene in Francia, dove sono state delineate ben 85 aree di riqualificazione. La fiscalità di vantaggio, confermemente ai principi comunitari, consiste in un sistema di esenzioni che può essere applicato - a prescindere da espliciti riferimenti geografici a zone del Mezzogiorno - ad aree individuate in base ad indicatori di crisi e a parametri di selezione da definire a livello ministeriale.

Le agevolazioni
L'ultima Finanziaria, in dettaglio, stabilisce ai commi 561 e 562 le modalità di determinazione delle zone franche - ciascuna delle quali non potrà contare più di 30mila abitanti - e dispone, contestualmente, una serie di agevolazioni per le piccole e microimprese che iniziano, nel periodo 2008 2012, una nuova attività economica; - esenzione dalle imposte sui redditi, totale per i primi cinque periodi di imposta, pari al 60% nei seguenti cinque periodi di imposta, al 40% per l'undicesimo e il dodicesimo e al 20% per le successive due annualità.

Questa agevolazione spetta fino a concorrenza dell'importo di 100mila euro per il reddito derivante dall'attività svolta nell'area urbana, maggiorato, a decorrere dal 2009 e per ciascun periodo d'imposta seguente, di un importo pari a 5mila euro, ragguagliato ad anno, per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato, residente all'interno del sistema locale di lavoro in cui ricade l'area esentata;

- esenzione dall'Irap per i primi cinque periodo di imposta, fino a concorrenza di 300mila euro del valore della produzione netta per ciascun periodo di imposta; esenzione dall'Ici, a decorrere dall'anno 2008 e fino al 2012, per gli immobili di impresa siti nelle zfu, posseduti e utilizzati per l'esercizio delle nuove attività economiche;

- esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente, per i primi cinque anni di attività, nei limiti di un massimale di retribuzione, definito con decreto del ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, per i contratti a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata non inferiore a dodici mesi, con la condizione che almeno il 30% degli occupati risieda nel territorio oggetto di agevolazione. Per gli anni successivi l'esonero è limitato per i primi cinque al 60% per il sesto e settimo al 40% e per l'ottavo e nono al 20 per cento. Tale esonero riguarda anche i titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono l'attività all'interno della zona franca.

Fondi disponibili
Viene istituito dal ministero dello Sviluppo economico un fondo con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. Sarà il Cipe, Comitato interministeriale per la Programmazione economica, di concerto con il ministro dello Sviluppo economico e quello della Solidarietà sociale, a determinare le zone di interesse e a definire i criteri.

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