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    Ail non si occupa di problemi ambientali ma di assistenza agli ammalati, e casomai, quindi, del risvolto negativo che i problemi ambientali possono avere sulla salute. Firma per una Taranto più sana su www.ail.taranto.it
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  • Noi, ignoranti come le pecore
    Un video sconvolgente della RAI, uno scandalo sollevato da PeaceLink, una petizione lanciata dall'AIL e la risposta dell'on. Paolo Guzzanti

    Noi, ignoranti come le pecore

    Queste pecore hanno mangiato a Taranto diossina. E anche noi abbiamo mangiato diossina. La differenza? Nessuna. Sia le pecore sia noi abbiamo vissuto nella più completa ignoranza. E nessuno ci ha detto niente. Ma un giorno abbiamo fatto analizzare un pezzo di formaggio e la verità è venuta a galla. Le pecore (quasi 1200 assieme alle capre) verranno abbattute nei prossimi giorni perché contaminate da diossina.
    11 ottobre 2008 - Alessandro Marescotti
L’invasione delle Aleke a Taranto

«Taranto punto di riferimento dell'arte contemporanea»

Di seguito pubblichiamo la lettera che lo scultore Davide Intelligente ha inviato al sindaco, all’assessore alla Cultura e alla città di Taranto. Davide Intelligente, lo scultore che ha realizzato “L’invasione delle Aleke”, lancia una proposta e intanto ringrazia le istituzioni e la città per come hanno accolto la sua performance
1 febbraio 2008 - Davide Intelligente

- Un sentito ringraziamento al sindaco Stefàno, all’assessore alla Cultura Mignogna, alle Istituzioni, agli organi di stampa, ai cittadini di Taranto per l’apprezzamento e la sensibilità dimostrate in merito alla mia performance artistica avuta luogo nella notte tra il 16 e il 17 dicembre: "L’invasione delle Aleke" realizzata nel mese scorso per le vie della città; grazie per aver compreso in pieno il messaggio che con essa ho voluto esprimere…la città si risveglia… Taranto è stata ferita ma non è morta. Ringrazio anche chi, notando le mie Aleke sparse per la città, ha smesso di pensare, anche se per poco, ai suoi problemi, alle cose da fare, alla routine della giornata, avvertendo la presenza di qualcosa di nuovo proprio sotto casa sua.

L’arte, quella vera, non inquina, non deturpa, non offende: e non mi si paragoni a chi ha versato il colorante rosso nella Fontana di Trevi o peggio le palline di plastica giù per le scale di Piazza di Spagna. Simili trovate, lungi dal fare notizia, andrebbero scrupolosamente censurate, soprattutto per prevenire ulteriori simili "stravaganze" in danno dei nostri più cari monumenti nazionali, oltre a provocare lo spreco di denaro publico per riportare alla normalità ciò che uno pseudo artista definisce arte… … io la definirei, una triste trovata pubblicitaria di colui, che di arte e di storia sa poco o forse niente.

Un progetto ambizioso il mio, confortato dall’entusiasmo con cui è stata accolta questa mia prima mostra d’arte a cielo aperto: quello di fare di Taranto, nella splendida cornice naturale che da sempre le appartiene, un punto di riferimento per l’arte contemporanea e per artisti nati a Taranto e non, un po’ come Valentia, Berlino, New York.

Nell’ottobre scorso, scoprendo per caso una parete argillosa nella punta estrema della baia di Gandoli avevo pensato di riempirla con un bassorilievo che avrebbe dovuto prendere la parete intera. Un mese di lavoro intenso per dare un corpo e un volto alla mia creatura, una sirena che pareva uscire dalle acque del mare per ricongiungersi alle radici degli alberi sovravrastanti e alla terra. Mentre lavoravo non temevo le mareggiate o le intemperie, temevo l’ignoranza e l’insensibilità di chi di arte,
nella nostra città, non ha mai sentito neanche parlare.

Il giorno dopo averla finita, la mia paura è diventata certezza: la mia si-sorena è stata immediatamente distrutta. Le ho dato comunque un nome: Anorà, che non si vede e il suo sacrificio ha rafforzato in me la convinzione che, in tempi fatti di immediatezza mediatica (tv, internet, cellulari), l’arte per essere conosciuta e riconosciuta da chiunque deve poter essere visibile da tutti in tempo reale, per le strade come al supermercato, lontana dai canonici e ormai tramontati luoghi di esposizione.

In me una convinzione: un popolo sul suo territorio che non riconosce e non protegge chi fa arte nel suo tempo, è un popolo senza identità, muto e invisibile ai posteri, destinato a non lasciare traccia a chi verrà nei secoli a venire, terra di conquista di chi, invece, un’identità ce l’ha, ce la importa giorno per giorno, e ce la impone senza che ce ne rendiamo conto.Per questo dico: grazie sindaco Stefano, grazie assessore alla Cultura Mignogna, grazie alla Taranto che vuole rinascere dalle proprie ceneri. Ora, inizio a intravedere la forza dei nostri avi, le nostre radici… … la Magna Grecia……la nostra memoria……la nostra forza.

Cordiali saluti
Davide Intelligente
artperformer

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