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PeaceLink ha realizzato la guida "I DIECI COMANDAMENTI"

Diossine e PCB, occorre intervenire subito e ridurre la contaminazione

Ma siamo rimasti allibiti nel vedere i dati presentati da TarantoViva che, raffrontati con dati mondiali analoghi, pongono inquietanti interrogativi su ciò che è avvenuto in questi anni a Taranto. Come è possibile avere tante diossine e PCB nel sangue? Intanto l'Ilva risponde con un comunicato "incredibile"...
9 febbraio 2008 - Alessandro Marescotti (Presidente di PeaceLink)

E' da poco terminata la conferenza DIOSSINE UOMO TARANTO (cfr. http://www.tarantosociale.org) e vi consigliamo vivamente di leggere la relazione del dott. Mario Collura (TarantoViva)
http://www.tarantoviva.it/corpo/iniziative/2008/DUT/contenuti/DUT_Collura.pdf
La molecola del PCB


I dati rinvenuti nel sangue dei tarantini del gruppo "anziani" raggiungono, se si sommano diossine e PCB, un picco che svetta nel panorama mondiale delle analisi fin qui effettuate.

Siamo rimasti allibiti nel vedere questi dati raffrontati con dati mondiali analoghi.

Ma al tempo stesso la relazione del dott. Stefano Raccanelli (INCA Venezia) ha messo in luce un trend positivo in alcuni paesi europei "virtuosi": abbiamo visto che ridurre si può. Con apposite politiche di contenimento delle emissioni e di monitoraggio degli alimenti alcune nazioni stanno uscendo dal tunnel della contaminazione da diossine e PCB.

L'imbarazzo dell'Ilva sulla diossina
"Lo stabilimento ha ridotto del 40% le emissioni totali annue di diossina con la chiusura e la demolizione dell'impiano di agglomerazione I", scrive il portavoce dell'Ilva in contemporanea con la conferenza di TarantoViva.

Chi conosce l'Ilva rimane a bocca aperta: l'impianto di agglomerazione I è stato chiuso da almeno una decina di anni!

Rispetto a quando si sarebbe ridotta del 40% la diossina? Per caso dieci anni fa l'Ilva sapeva quanta diossina produceva?

Ogni riduzione va comparata con un termine di riferimento. La dichiarazione dell'Ilva non ha alcun senso statistico.

In ogni caso oggi l'impianto di agglomerazione attuale produce agglomerato in pari quantità, se non superiore, rispetto al passato, quando erano in funzione due camini.

Riassumendo: un tempo c'era l'impianto di agglomerazione I e II. Oggi c'è solo il secondo. Ma produce l'equivalente di quanto producevano l'impianto di agglomerazione I e II.

E' interessante scoprire come l'Ilva di arrampichi sugli specchi pur di fare comparire un comunicato stampa da cui spunta una fantomatica diminuzione del 40%. Si inventano statistiche, si danno per notizie attuali "demolizioni" avvenute anni or sono.

Tutto questo significa solo una cosa: profondo imbarazzo.

Ma a Taranto (e in altre città d'Italia) la situazione è molto seria. Come del resto a Brescia, dove è stato prodotto il PCB destinato a Taranto.

Che fare?
Vi invitiamo a leggere anche "I dieci comandamenti", ossia le dieci cose da fare assolutamente (a cura di PeaceLink) http://www.peacelink.it/ecologia/docs/2529.pdf

PeaceLink ha da tempo diffuso a livello nazionale un dato terribile: il 90,3% della diossina industriale inventariata nell'archivio INES (Inventario Nazionale Emissioni e loro Sorgenti) si produce a Taranto. Questo grido d'allarme ha oggi un drammatico riscontro nelle analisi del sangue promosse da TarantoViva e presentate a Palazzo di Città. Alla diossina si sono sommati anche i PCB (policlorobifenili), che sono "diossino-simili" e che, come la diossina, hanno effetto cancerogeno.

Il tempo degli indugi è finito. Occorre agire subito.

La nostra non è una lotta locale ma una proposta globale perché i cibi sono ormai globalizzati e ciò che avviene a Taranto rimbalza in altre parti d'Italia: la contaminazione da microinquinanti è globalizzata.

Le emissioni cancerogene volano a migliaia di chilometri di distanza per i venti. Ma giungono sulle tavole con dinamiche favorite non dal vento ma dai camion che trasferiscono formaggi, latte, carni, pesce.

La nostra è una proposta di attenzione e di monitoraggio che può essere estesa anche ad altri siti nazionali.

Le analisi promosse dall'associazione TarantoViva dimostrano che la società civile e le sue competenze sono una risorsa capace di stimolare e smuovere realtà incrostate da anni di omissioni.

La analisi in questione sono le PRIME analisi del sangue fatte su tarantini per verificare quante diossine e PCB c'è nel sangue.

E' una proposta di attenzione che ha come destinatario in particolare il Sindaco in quanto garante della salute dei cittadini.

Come PeaceLink abbiamo avviato una campagna informativa nazionale perché i cittadini partecipino all'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) con proposte di riduzione delle emissioni inquinanti e adozione delle migliori tecnologie. A tal fine stiamo diffondendo su Internet il "DIOXIN TOOLKIT" dell'ONU che è la "Bibbia della Diossina" scritta da esperti internazionali e che serve a capire in quali processi di produzione si sprigiona diossina.

Vogliamo che il DIOXIN TOOLKIT (scaricabile da www.peacelink.it/ecologia/a/25036.html) e i "DIECI COMANDAMENTI" divengano strumenti nelle mani di chi vuole garantire, in particolare ai bambini, un futuro pulito in cui il diritto alla salute venga difeso e salvaguardato.

Stiamo lottando per il diritto al futuro e non c'è più tempo da perdere perché ormai la diossina e il PCB sono entrati nel sangue.

Note:

Per approfondimenti
http://www.tarantoviva.it

La relazione del dott. Mario Collura (TarantoViva) con i dati su diossina e PCB nel sangue di dieci tarantini
http://www.tarantoviva.it/corpo/iniziative/2008/DUT/contenuti/DUT_Collura.pdf

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