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L’Arpa controllerà l’aria

Ieri via libera dalla giunta per la gestione delle centraline di rilevamento. E sul caso Tamburi l’Agenzia: l’errore nei dati scoperto da noi. Ieri sera Stefàno ha affidato all’agenzia regionale il monitoraggio della qualità dell’aria, fermo da oltre un anno. Ilva cede a Palazzo di Città un terreno di tre ettari. Si farà un canile.
21 febbraio 2008 - Fabio Venere
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

- La giunta comunale, presieduta dal sindaco Stefàno, ieri pomeriggio, ha dato il via libera alla sottoscrizione di uno schema di convenzione che, sotto la formula del comodato d’uso gratuito, assegna all’Arpa Puglia la gestione del sistema di monitoraggio della qualità dell’aria. Si tratta di 17 centraline che erano, praticamente, non utilizzate da circa un anno. E l’Arpa chiarisce il giallo della centralina di via Macchiavelli ai Tamburi che aveva fatto emergere uno scostamento enorme dei valori delle polveri sottili. Per l’Arpa, l’impresa che ha installato la macchina, l’ha tarata male. E comunque l’errore nei dati l’abbiamo scoperto noi, dice l’Arpa.

Riparte la lotta all’inquinamento. Anzi, alla prevenzione o, ancor meglio, all’elaborazione dei dati. La giunta comunale, presieduta dal sindaco Stefàno, ieri pomeriggio, ha dato il via libera alla sottoscrizione di uno schema di convenzione che, sotto la formula del comodato d’uso gratuito, assegna all’Arpa Puglia la gestione del sistema di monitoraggio della qualità dell’aria. Verso aprile, tempi tecnici permettendo, torneranno così in funzione le 17 centraline che insistono nel territorio comunale. Si tratta di impianti, non più attivi, da oltre un anno, da quando cioè era terminato l’affidamento del servizio alla Gecom srl (ottobre 2006).

Da quel che risulta alla «Gazzetta», l’Agenzia regionale per l’ambiente potrebbe in futuro anche razionalizzare il numero delle stesse centraline, riducendole da 17 a 13. In questo modo, il Comune di Taranto (attraverso l’Arpa diretta dal professor Giorgio Assennato) avrà a disposizione dei dati scientifici. Elementi, questi, indispensabili per poi eventualmente adottare delle misure per contrastare l’inquinamento atmosferico (ad esempio, l’istituzione delle targhe alterne o la definizione di zone a traffico limitato).

Recentemente, sempre su questo fronte, il Comune ha anche presentato ai ministri per l’Ambiente e alla Salute un progetto, d’intesa con i cardiologi e i chirurghi vascolari, perché sia monitorato lo stato di salute di una più ampia fascia di popolazione e soprattutto si pensi ad interventi terapeutici per ridurre le malattie o prevenirle.

Inoltre, Stefàno non si sottrarrà ad ulteriori compiti. Chiederà anche un campionamento del latte materno. Sempre nella riunione dell’esecutivo di ieri, è stata assunta un’altra decisione in chiave ambientale per dir così.

Provvedimento che riconduce all’Ilva. L’esecutivo, infatti, ha dato il via libera allo schema di convenzione per il comodato gratuito con cui il gruppo Riva concede all’Amministrazione comunale l’utilizzo di un terreno di sua proprietà di circa 3 ettari che insiste sulla strada provinciale Taranto-Statte, nei pressi pare della discarica Italcave.

Il comodato, da quel che si apprende, durerà dieci anni, rinnovabile per altri dieci. Ma cosa farà Palazzo di città con questo gentile concessione della grande industria? Il Comune di Taranto dovrebbe, nei prossimi mesi, risolvere una delle sue principali emergenze. Ovvero, quella del sos randagismo. Su quell’area, infatti, dovrebbe sorgere il nuovo canile comunale. La struttura, per la quale è ancora in corso la ricerca dei possibili finanziamenti, dovrebbe così ospitare i cani compresi, in parte, quelli presenti nel canile rifugio ora gestito dall’Anpa. Come è noto, il fenomeno è presente è particolarmente presente in diversi quartieri periferici della città (Lama, Tramontone, Salinella) ma anche al Borgo e nei pressi della stazione ferroviaria.

«Scoperti dall’Arpa i dati sbagliati»

«Più trasparenza di così... Abbiamo scoperto l’errore e l’abbiamo corretto pubblicando una relazione tecnica dettagliatissima sul nostro sito. Ma, pur corretti, quei dati, si badi bene, mostrano un tasso di superamenti di PM10 e PM2.5 (sono i valori delle polveri - ndr) sempre maggiore rispetto al massimo consentito dalla norma vigente. La responsabilità degli errori delle misurazioni è da attribuire alla ditta che ha installato e tiene la manutenzione degli strumenti, ditta che aveva tarato male quella strumentazione».

Il direttore generale dell’Arpa Puglia (Agenzia regionale di protezione ambientale), Giorgio Assennato, spiega così quell'errore che portava la centralina della rete di monitoraggio della qualità dell’aria di via Machiavelli a dare un numero eccessivo di superamenti di polveri sottili, superamenti troppo difformi rispetto alle altre centraline.

Ma l’errore, sia pure visto e corretto e non imputabile alla propria struttura, è costato qualche critica allo stesso Assennato. Montata a giugno, questa nuova strumentazione sperimentale che consente di monitorare contemporaneamente PM10 e PM2.5, aveva misurato 129 superamenti nel 2007 a fronte dei 35 consentiti. Troppi. I sospetti sono nati subito. «Il problema è che successive misurazioni sembravano ugualmente validare quei dati. Ma abbiamo insistito.

Abbiamo anche proceduto - dice Assennato - con u n’unità mobile. Abbiamo insistito fino a quando i tecnici del nostro Dipartimento provinciale, che ringrazio, hanno compreso l’errore ed hanno corretto ogni cosa come era giusto che fosse. I dati della qualità dell’aria sono molto delicati». Le correzioni hanno portato quei superamenti da 129 a 47, comunque sempre di più del massimo consentito (35). E così pure nel mese di gennaio, apparivano esserci stati 17 superamenti, invece erano 5. Dal primo gennaio ad oggi, non sono stati complessivamente 22, bensì 11 i superamenti. Sempre tanti, insiste Assennato. Peraltro, senza che mai ci fossero stati provvedimenti di natura amministrativa. «Ora continueremo con un programma molto spinto per via Machiavelli - aggiunge il direttore dell’Arpa -.

Intendiamo effettuare la speciazione chimica ed ulteriori valutazioni molto approfondite. Noi siamo rigorosi e facciamo misure accurate. Certo, possiamo anche sbagliare, ma se ce ne accorgiamo e correggiamo. Per dieci anni la città è andata avanti con i dati della Gecom che nessuno controllava. La ditta? Intanto, l’abbiamo convocata. Certo, le agenzie che hanno mille dipendenti hanno anche un gruppo di tecnici che provvede alla taratura ed ai controlli in tutta la Regione. Ma noi questo non possiamo permettercelo»

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