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«Ecco perché chiediamo all’Ilva un risarcimento danni»

La condizione ambientale di Taranto ha trovato finalmente ospitalità nella trasmissione di «Sabato&Domenica». Dal comitato «Taranto Futura», riceviamo questo contributo sul tema ambientale
25 febbraio 2008 - Claudio Monteduro (Comitato «Taranto Futura»)
Fonte: Gazzetta del mezzogiorno

ILVA di Taranto L’argomento contaminazione è stato ampiamente trattato, sottolineato dall’inquinamento che da anni l’Ilva provoca nel territorio, tanto da essere considerato bomba ecologica.

È stato chiesto che cosa fa la Regione e lo Stato. Il Comitato, sostituendosi all’inerzia dell’amministrazione comunale, ha inteso iniziare a percorrere l’iter per richiedere all’Ilva un indennizzo nella misura di 100 milioni di euro che rappresenta solo una quota parte del danno subito dagli abitanti della città.


Tale richiesta trova motivo nella sentenza del 2005 della Suprema Corte che condannò per inquinamento ambientale i dirigenti dell’industria. Uno di essi, Pietro Di Biasi, della dirigenza dell’Ilva, intervenuto telefonicamente in trasmissione, ha contestato i dati che riportano il minaccioso aumento dei casi di tumore provocati dalla diossina emessa nell’ambiente .

A suo tempo dalla precedente amministrazione comunale furono sottoscritti atti d’intesa con il ritiro della costituzione di parte civile, ma in essi non c’è alcun riferimento alla remissione del diritto al risarcimento. Com’era prevedibile e com’era già accaduto in precedenza quando l’iniziativa referendaria di questo comitato è stata conosciuta dai cittadini, diverse sono state le reazioni e le opinioni sulle ricadute che la chiusura dello stabilimento avrebbe provocato in termini di occupazione e quindi sull’economia locale.

Era nelle cose che questo accadesse e l’avevamo messo in conto, come abbiamo valutato anche che la nostra richiesta di risarcimento avrebbe evidentemente innescato diverse valutazioni e apprezzamenti. Ma la cosa che vogliamo stigmatizzare, senza peraltro polemizzare, è quella di una prima reazione venuta dall’intervento di una persona che da anni, almeno così crediamo, si ritiene difensore d’ufficio della proprietà dell’Ilva.

Ha sovente trattato argomenti in ragione dei quali ha espresso riflessioni, in ricordo del suo passato d’interventista verde come ex segretario di un partito ecologista. Parliamo naturalmente di Walter Scotti al quale chiediamo se ancora la passione politica gli consigli, come tra l’altro gli è concesso libero e legittimo diritto, a discettare ogni piè sospinto ora su questo ora su quell’altro argomento. È nostra intenzione insistere sulla legittima richiesta di risarcimento, rassicurandolo, poiché siamo determinati a voler affermare un diritto di tutti gli abitanti di questa città, lui compreso, ad ottenere un indennizzo ai guasti ambientali patiti in tutti questi anni.

Claudio Monteduro
Comitato «Taranto Futura»

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