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All'ILVA di Taranto aumentano le emissioni di diossina giungendo fino a 8 nanogrammi a metro cubo. In Europa (e in Friuli Venezia Giulia) il limite è 0,4 nanogrammi

«Quasi raddoppiate le emissioni di diossina in meno di un anno»

Balza subito evidente agli occhi il sostanziale raddoppio delle emissioni di diossina, come si evince in 2 dei 3 rapporti di prova, frutto del recente monitoraggio dell'Arpa Puglia
19 marzo 2008 - Peacelink (Biagio De Marzo, Alessandro Marescotti)

PRIMO COMUNICATO ORE 18

PeaceLink invierà nelle prossime ore un comunicato stampa sulle emissioni di diossina rilevate dall'Arpa Puglia nei suoi ultimi monitoraggi e poco fa pubblicati sul sito http://www.arpa.puglia.it

Balza subito evidente agli occhi il raddoppio delle emissioni di diossina, come si evince in due dei tre rapporti di prova. Quindi a meno di un anno di distanza l'Ilva peggiora le sue già pessime prestazioni e si conferma una delle aziende più inquinanti per le emissioni di una sostanza altamente cancerogena come la diossina.

Le diossine: cancerogeni riconosciuti per l'uomo, fra i più potenti composti tossici conosciuti

Ciò è la conferma di quanta considerazione goda, nelle scelte di Emilio Riva, la salute dei cittadini. Ed è la spia del fallimento dei tavoli di trattativa e degli atti di intesa a carattere volontaristico. Ribadiamo la necessità di vincolare la concessione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) al rispetto dei limiti europei per la diossina, come sollecitato anche dal Presidente della Regione Nichi Vendola. Preliminare all'AIA è l'Accordo di Programma (comma 20 art. 5 decreto legislativo 59/2005) tra Governo nazionale, Regione Puglia, Provincia di Taranto, Comuni di Taranto e di Statte con il gestore Ilva. Tale accordo è di carattere vincolante per legge e va a sostituire ogni precedente atto di intesa a carattere volontaristico.

Il nuovo accordo di programma consentirà - se ben realizzato - di imporre in modo cogente nell'AIA tutti i limiti di emissione, l'effettiva adozione delle tecnologie ambientali e le procedure necessarie alla salvaguardia della salute dei lavoratori e dei cittadini.

Per PeaceLink
Ing. Biagio De Marzo
Prof. Alessandro Marescotti
http://www.peacelink.it
http://www.tarantosociale.org

SECONDO COMUNICATO - ORE 20

Esistono due Italie: il Friuli Venezia Giulia e la Puglia.

C'è il Friuli Venezia Giulia dove viene applicato il limite "europeo" per la diossina di 0,4 nanogrammi a metro cubo (indice di tossicità equivalente) per l'impianto di agglomerazione di Servola, a pochi chilometri da Trieste. In questo impianto hanno recentemente fatto un monitoraggio che ha fornito questo dato: 0,1 nanogrammi per metro cubo. Le misure sono state effettuate nello scorso dicembre dal professor Marco Boscolo, perito del Tribunale di Trieste (1) e hanno rilevato la quantità di diossina uscita dal camino E5.

In Puglia invece vigono limiti nazionali di emissione di 10000 nanogrammi (diossine in concentrazione totale); tale valore limite, se convertito nell'indice di tossicità equivalente, dà circa 400 nanogrammi, ossia un valore mille volte più alto rispetto al limite del Friuli Venezia Giulia.

I controlli effettuati dall'ARPA (Agenzia regionale per la protezione ambientale) della Puglia, con il supporto del Consorzio Interuniversitario INCA, sono stati effettuati nel periodo che va dal 26 al 28 febbraio e sono relativi ai fumi dell'impianto di agglomerazione dello stabilimento siderurgico Ilva.

"E' da rilevare – si legge nel comunicato Arpa Puglia - che i valori ottenuti risultano significativamente superiori rispetto a quelli rilevati nella precedente campagna, eseguita nel giugno 2007".

Ecco i dati che confermano il trend crescente della diossina Ilva.

Minitoraggio Arpa sul camino E 312 (giugno 2007)

2,4 nanogrammi a metro cubo il 12/6/2007

4,3 nanogrammi a metro cubo il 14/6/2007

4,9 nanogrammi a metro cubo il 16/6/2007

MEDIA: 3,9

I dati sono stati pubblicati a p. 18 della relazione Arpa Puglia diffusa il 17/9/2007.

I nuovi dati del monitoraggio del febbraio 2008 sono questi (2):

4,4 nanogrammi a metro cubo il 26/2/2008 (esattamente 4443 pg/Nm3)

8,3 nanogrammi a metro cubo il 27/2/2008 (esattamente 8344 pg/Nm3)

8,1 nanogrammi a metro cubo il 28/2/2008 (esattamente 8082 pg/Nm3)

MEDIA 6,9

Se si escludono i valori iniziali generalmente più bassi, frutto di evidenti "pulizie straordinarie" degli elettrofiltri fatte appositamente per l'arrivo dei controlli Arpa, si coglie subito il sostanziale raddoppio dei valori: dai circa 4 nanogrammi "stabilizzati" l'Ilva è passata ai circa 8 nanogrammi "stabilizzati".

A Taranto è quindi avvenuto l'esatto opposto di Trieste: mentre "là" le dissine sono state dimezzate, "qua" sono quasi raddoppiate. E questo nonostante l'Ilva abbia ospitato il monitoraggio Arpa in condizioni di conduzione "ottimale" e non "routinaria", offrendo ai tarantini nei giorni dei controlli un cielo più pulito del solito: non osiamo pensare quanta diossina stia uscendo in questi giorni dai camini, adesso che non ci sono controlli.

Vorremmo infine far notare che non intendiamo muovere una critica puramente distruttiva all'Ilva. Il confronto con Trieste ha invece valore eminentemente costruttivo.

Lo perizia a Trieste del professor Boscolo mette infatti in luce, sottolineandoli, alcuni punti molto importanti. L'abbattimento delle diossine è accompagnato da un aumento della produttività dell'impianto e da un calo significativo del fabbisogno energetico del processo di agglomerazione. Meno diossina significa dunque più produzione congiunta a un minore dispendio di energia.

Per tirare le somme a Trieste sono riusciti a dimezzare le emissioni di diossina e a rimanere quattro volte al di sotto dei "limiti" europei ottenendo anche una risparmio energetico. Perché si può fare così anche a Taranto?

Questo è possibile con l'Accordo di Programma (comma 20 art. 5 decreto legislativo 59/2005) tra Governo nazionale, Regione Puglia, Provincia di Taranto, Comuni di Taranto e di Statte con il gestore Ilva. Tale accordo è di carattere vincolante per legge e va a sostituire ogni precedente atto di intesa a carattere volontaristico. E' un accordo preliminare alla concessione dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). Il nuovo accordo specifico - se ben elaborato - fisserà, in modo cogente, tempi, modi e contenuti tecnici idonei a mettere gli impianti di Ilva Taranto in condizioni di rispettare tutti i limiti di emissione che saranno fissati nell'AIA, adottando effettivamente le tecnologie ambientali già disponibili nel mondo e le procedure operative e di controllo, il tutto necessario per la salvaguardia della salute dei lavoratori e dei cittadini. Tale accordo specifico garantirà, "in conformità con gli interessi fondamentali della collettività, l'armonizzazione tra lo sviluppo del sistema produttivo nazionale, le politiche del territorio e le strategie aziendali" e il Ministero dell'Ambiente assicurerà "il necessario coordinamento tra l'attuazione dell'accordo e la procedura di rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale".

Chiediamo che il nuovo accordo sia stipulato nella massima trasparenza e con tempestiva informazione alla cittadinanza.

Per PeaceLink www.peacelink.it

Ing. Biagio De Marzo
Prof. Alessandro Marescotti

1. "Ferriera, diossine più che dimezzate" http://www.peacelink.it/ecologia/a/25462.html
2. Legenda: pg sta per picogrammi. Mille picogrammi fanno un nanogrammo (un miliardesimo di grammo). Nn3 sta per metro cubo "normalizzato".

Note:

Dal sito Arpa Puglia:

"Le rilevazioni si riferiscono ai controlli effettuati dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale, con il supporto del Consorzio Interuniversitario INCA, nel periodo che va dal 26 al 28 febbraio. Nel dettaglio, sono resi disponibili 3 rapporti di prova contenenti i risultati delle rilevazioni di policlorodibenzodiossine e policlorodibenzofurani nei fumi dell’impianto di agglomerazione dello stabilimento siderurgico Ilva. E’ da rilevare che i valori ottenuti risultano significativamente superiori rispetto a quelli rilevati nella precedente campagna, eseguita nel giugno 2007".

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