A colpirlo sono i sorrisi dei ragazzi. «Un clima che nelle assemblee sindacali non trovi più». Basta poco a Nichi Vendola per trasformare l'improvvisato podio dal quale parla ai lavoratori del call center Teleperformance nel solito laboratorio di parole: «Questa azienda - ha detto ieri il presidente della Regione - rappresenta un fiore all'occhiello perché abbiamo stabilizzato 1500 lavoratori.
L'impresa può guadagnare competitività se investe in formazione e punta alla stabilizzazione dei posti di lavoro. Perché il lavoro non cresce con la precarietà, e questo dovrebbe capirlo anche un parte del centrosinistra.
Stabilizzare il lavoro significa far crescere le imprese. E vedere un gran numero di donne lavoratrici, alcune delle quali non più giovani, assunte regolarmente, alle quali vengono versati i contributi è senza dubbio per me una gioia».
"Arrivederci a Taranto" un documentario sull'ILVA di Taranto
Saranno il regista russo Nikita Mikhalkov e Michele Placido, uno dei nostri attori e registi più quotati, i grandi protagonisti della IX edizione del Festival del Cinema Europeo di Lecce, in programma dal 15 al 20 di aprile nelle quattro sale del Citiplex Santalucia. Il programma della manifestazione è stato presentato ieri a Roma, alla presenza del Sindaco di Lecce Paolo Perrone, dell'Assessore al mediterraneo della Regione Puglia, Silvia Godelli e dei direttori del Festival, Cristina Soldano e Alberto La Monica, che hanno introdotto come guest star Michele Placido.
Particolarmente attesa, in questa sezione, anche l'anteprima del documentario Arrivederci a Taranto di Paola Podenzani e Roberto Paolini sulle problematiche legate al nucleo industriale della città di Taranto. Dalla variegata storia dell'ex Italsider, le morti bianche, la questione inquinamento, la questione sanitaria in toto, fino ai più recenti risvolti sociali, il documentario si basa su interviste a personaggi coinvolti nella complessa realtà cittadina e si avvale dell'importante contributo dei giornalisti Diego Cugia, con un monologo inedito appositamente scritto, Ettore Raschillà e Michele Tursi del "Corriere del Giorno".
Il governatore, accompagnato dall'assessore alla Formazione Marco Barbieri, camminava sul velluto. Parlare per immagini gli è congeniale e ai ragazzi di Teleperformance ha voluto dire che
«Taranto è un laboratorio della speranza». Speranza di cosa? Vendola lo ha detto intrecciando, come canapi sottili e resistenti, il problema lavoro e il problema ambiente:
«Taranto è una capitale del Mezzogiorno in ginocchio, spolpata viva; dove i problemi si chiamano diossina, povertà e malattia. E' intollerabile vedere i bambini malati di cancro. Chi vuol continuare a rappresentare in futuro Taranto in questo modo sbaglia perché una realtà come Teleperformance contribuisce a rendere Taranto laboratorio di speranza».
Secondo il presidente della Regione lavoro e ambiente sono regolatori delle prospettive di vita. Perciò non si possono avere elementi di precarietà nell'occupazione e nell'ecosistema. «Occorrono - ha detto il governatore della Puglia - criteri generali che guidino l'azione delle imprese: la formazione, appunto, e l'abbattimento degli ostacoli allo sviluppo economico e sociale derivanti dalla precarietà del sistema-lavoro. Tutto ciò rende competitive società e aziende.
Esiste poi - ha detto Vendola - la grande partita ambientale. A Taranto occorre stabilire criteri generali per le emissioni inquinanti, validi per tutto il territorio. Occorre un piano generale per le diossine e finanziamenti che consentano la bonifica del territorio».
Importante l'appello lanciato dal direttore generale di Teleperformance, Paolo Vestri: «Questo è un settore - ha dichiarato Vestri - dove è importante investire seriamente in tecnologie e formazione per poter offrire un prodotto di qualità.
Abbiamo scommesso in questo business - ha aggiunto Vestri - ma è importante che le istituzioni traccino regole chiare e uguali per tutti. Chiedo quindi alla Regione Puglia che vengano effettuati controlli su tutto il comparto call center per verificare che tutti, come noi, rispettino la legge e chiedo che le istituzioni ci aiutino a far capire ai nostri committenti che il call center è cambiato: oggi è un posto di professionisti, assunti, formati, fieri e scegliere chi lavora seriamente come noi, contribuisce anche a combattere la precarietà».
Il processo di stabilizzazione a Teleperformance è quasi completato. Dopo la prima circolare del governo, datata 2006, Teleperformance ha avviato il processo di assunzione dei lavoratori, anticipando la seconda circolare del 2008. E' stato quindi raccolto il segnale di cambiamento lanciato dal ministro Damiano con il quale si imponeva ai call center di uscire dalla precarietà.