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Massafra, «Gravine come discariche»

I siti più belli letteralmente invasi da rifiuti di ogni genere. Il Comune lancia una campagna di bonifica: 150mila euro per ripulire tutto
3 maggio 2008 - Graziano Fonsino
Fonte: Corriere del Giorno

La primavera del mandorlo delle gravine MASSAFRA – Se Massafra è la città delle Gravine, ancora qualche cittadino stenta a capire cosa questo significhi. Provate ad immaginare Crispiano ‘Territorio delle Cento Masserie’ con le masserie utilizzate come discariche. Provate poi ad immaginare l’interno del monumento più bello e conosciuto di Roma (tanto per fare un esempio illustre), il Colosseo, con l’interno di quest’ultimo utilizzato come deposito di inerti.

Adesso recatevi nelle zone meno accessibili delle gravine massafresi e capirete di cosa parliamo.

Qui non serve immaginare, ma è sufficiente solo guardare verso il fondo o le pareti rocciose di uno dei ‘monumenti’ naturalistici più belli e ricchi del mondo (almeno questo dicono la maggior parte degli studiosi del ramo, e scusate se è poco).

Incuria comunale, dicono molti cittadini che passano laddove i turisti di solito non arrivano. Maleducazione nostrana, come tipologia di fenomeno, andrebbe però sicuramente meglio, perché lavatrici, televisori, frigoriferi e resti di auto, moto e tanto altro ancora, di sicuro non ce li va a gettare qualche distratto operaio comunale. Ora, però, si sta procedendo alla bonifica del prezioso bene naturalistico.

I finanziamenti per poter ripulire quella parte di gravina equivalgono a 150mila euro, e gli interventi saranno, per il Comune di Massafra, eseguiti a costo ‘zero’, che di questi tempi è un bel miracolo. Della questione se ne sta occupando l’assessorato ai Lavori Pubblici e all’Ambiente, retto da Giuseppe Marraffa.

A spiegare le modalità di intervento è l’ingegnere Simone Ceppaglia, dirigente del settore urbanistico e ambientale di Massafra. “I fondi – come spiega Ceppaglia – derivano da una gara vinta dal Comune di Massafra, al quale successivamente sono stati assegnati dei fondi Por, per la pulizia delle gravine ‘Madonna della Scala’ e ‘San Marco’. L’intervento prevede la rimozione, dal fondo delle gravine e dalle pareti laterali, delle cosiddette ‘sostanze pericolose’.

Tra le zone da bonificare anche quella dell’ultima parte della gravina San Marco, quella che passa attraverso il Ponte Garibaldi e Ponte Nuovo, tanto per intenderci, proprio dove pare che ‘gli scaricatori’ si siano abituati maggiormente a scaricare di tutto”.

I lavori sono già partiti, ma attualmente sono fermi. Niente di preoccupante, si tratta solo di un fermo temporaneo atto a non disturbare l’avifauna presente in zona e a rischio estinzione, come il Nibbio o la Poiana, che in questo periodo nidifica e si riproduce (speriamo non nidifichino in un televisore).

Passato questo periodo, più o meno coincidente con la fine di giugno, i lavori di bonifica potranno riprendere, per poi essere conclusi entro la fine di luglio o i primi giorni di agosto, e di conseguenza entro quella data le gravine massafresi saranno del tutto ripulite.

Poi verrà il difficile, e cioè bonificare la testa di quei cittadini che pensano alla gravina come un bel pozzo da riempire con carcasse di ogni genere. Per evitare questo sarà richiesto un maggiore controllo da parte della Polizia Municipale, che ha il potere di controllare uno per uno gli automezzi per il trasporto di questo materiale, verificando se tutto è in regola.

Poi, e magari succedesse un bel giorno, ci sarebbe bisogno anche della collaborazione di ogni cittadino, che oltre a non sporcare potrebbe anche denunciare eventuali casi di ‘scarico merci in gravina’. La città d’altronde appartiene a chi paga le tasse, ed è per questo che si dice ‘dei cittadini’. Un giorno qualcuno potrebbe venire a scaricare immondizia nell’angolo più affascinante della vostra casa. Pensate che bello.

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