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I piemme avevano messo sotto sequestro la cockeria delle acciaierie, per impedire che la prosecuzione dell´attività dell´impianto avesse l´effetto, inaccettabile, di gravi conseguenze per la salute dei dipendenti dello stabilimento e degli abitanti di Cornigliano3 maggio 2008 - Vincenzo Curia
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Ormai pochissime persone mettono in dubbio la fondamentale superiorità sia fisiologica che psicologica del latte materno e dell'allattamento al seno. Nel mondo inquinato in cui viviamo, però, alcuni si domandano se il latte materno e l'allattamento al seno possano essere consigliati per ogni madre e bambino.13 aprile 2008 - Betty Crase- Due cuori in fondo al pozzo
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Anno 2008: a Gravina si muore ancora come Alfredino!4 marzo 2008 - Concita Occhipinti
In 24 rischiano il processo per la morte di un operaio dell'Ilva
In 24 rischiano il processo per l'incidente costato la vita al 25enne operaio di Mottola Gianluigi Di Leo, schiacciato e ucciso da una trave staccatasi, nel deposito bramme 1, in seguito allo scontro tra due carri-ponte. Si tratta di Giovanni Florio, di 38 anni; Pietro Ettorre, di 38 anni; Antonio Lesto, di 58 anni; Guido Toscano, di 41 anni; Pierangelo Russo, di 33 anni; Francesco Casolare, di 47 anni; Lorenzo Panaro, di 34 anni; Ivano Saracino, di 26 anni; Giovanni Bradiscio, di 35 anni; Pietro Ferlicchia, di 25 anni; Giovanni Santoro, di 41 anni; Antonello Caramia, di 33 anni; Giovanni Leone, di 31 anni; Giovanni Vinci, di 26 anni; Francesco Acquaro, di 33 ani; Antonio Leone, di 31 anni; Paolo Restano, di 30 anni; Salvatore Verardi, di 42 anni; Salvatore Basile, di 48 anni; Damiano Boccardi, di 29 anni; Vincenzo Troilo, di 51 anni; Immacolato Bilotta, di 54 anni; Pietro Paolo Castronovi, di 36 anni; e Massimiliano Sale, di 37 anni.
A carico degli imputati zono ipotizzati i reati di omicidio colposo e omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro. L'udienza preliminare è slittata al 7 ottobre prossimo. Un decreto di sequestro probatorio, con contestuale avviso di garanzia, fu notificato a tre dipendenti dell'Ilva (un gruista e i responsabili di esercizio e di manutenzione del reparto deposito bramme 1) ed al capo reparto di una impresa dell'appalto, la «Nigro» di Crispiano.
In seguito furono iscritti nel registro degli indagati capiturno e capizona dello stabilimento siderurgico, operai e rappresentanti della sicurezza. L'incidente risale al 25 settembre 2005. Stando a quanto emerso, Gianluigi Di Leo, figlio di un ex delegato della Uilm e lavoratore in pensione della stessa Ilva, aveva finito il suo turno di lavoro e si stava dirigendo verso la zona dove si timbrano i cartellini delle presenze.
Passando sotto la campata del ponte dove passano i carri 17 e 18, l'operaio fu travolto e schiacciato da una trave della copertura, divelta proprio dai carri che nel frattempo si erano scontrati. L'impatto fu violentissimo e per Di Leo, che non indossava il casco protettivo, non ci fu nulla da fare malgrado gli immediati soccorsi.
Uno dei due mezzi coinvolti viaggiava a velocità elevata, circostanza che può far pensare a problemi di natura meccanica oltre che al mancato funzionamento dell'impianto anti-collisione. Il sistema potrebbe essere stato manomesso durante i lavori di manutenzione eseguiti da una ditta agli inizi della settimana, ipotesi sulla quale gli investigatori stanno lavorando con estrema attenzione in quanto nella notte tra il 6 ed il 7 settembre si sarebbe già verificato uno scontro tra due carri-ponte, fortunatamente senza conseguenze











