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    17 dicembre 2008 - Alessandro Marescotti
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    Chi aiuterà adesso gli allevatori che sono vittime della mancata informazione su quelle emissioni cancerogene che fanno di Taranto la "capitale della diossina"?

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Da lunedì nuove rilevazioni Arpa

Nel mirino le emissioni di diossina. Il direttore di ARPA Assennato: «L'Ilva ci ha comunicato di aver completato la sperimentazione destinata a ridurre, se non proprio ad eliminare, le emissioni di diossina, verificheremo quanto fatto»
4 giugno 2008 - Cesare Bechis
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

- TARANTO — Da lunedì 9 giugno a sabato 15 Arpa e Cnr effettueranno insieme la terza campagna di rilevamento sulle diossine emesse dal camino E 312 dello stabilimento siderurgico di Taranto. La prima fu portata a termine nel giugno dell'anno scorso; la seconda fu realizzata nel febbraio di quest'anno. Tra qualche giorno, a un anno esatto di distanza dall'avvio del monitoraggio, prende il via quella che può essere considerata la controprova della buona volontà dell'azienda di abbattere uno tra gli elementi inquinanti più pericolosi.

«L'Ilva ci ha comunicato di aver completato la sperimentazione destinata a ridurre, se non proprio ad eliminare, le emissioni di diossina - spiega il direttore generale dell'Arpa, Giorgio Assennato, - e la nostra terza campagna di rilevamenti servirà anche a questo, a verificare se gli interventi dell'azienda hanno raggiunto lo scopo per il quale sono stati compiuti».

La prima rilevazione, durata sei giorni nel giugno dell'anno scorso, dette come risultato medio una produzione di diossine pari a 3.9 nanogrammi per metro cubo, un valore alto ma al di sotto dei limiti stabiliti dalla legge italiana.

Otto mesi più tardi l'Agenzia regionale di protezione ambientale (Arpa) condusse da sola la seconda campagna. L'esito fu la registrazione di un innalzamento medio del valore rilevato pari a 6.9 nanogrammi per metro cubo, molto più alto del precedente, tuttavia ancora al di sotto dei valori soglia fissati dalla normativa italiana troppo permissiva. La spiegazione fornita da Arpa riconduceva a una condotta «ottimale» degli impianti da parte dell'azienda la prima volta, a una gestione ordinaria la successiva.

Questa circostanza suscitò non poche polemiche perché veniva sottolineato che, se esisteva una maniera ottimale di produrre acciaio con un'emissione ridotta di diossina, non si capiva perché questa smettesse di essere l'eccezione per diventare la regola. Ora si attende il terzo monitoraggio. Sei giorni durante i quali i tecnici dell'Arpa e gli esperti del Cnr si alterneranno sugli impianti per effettuare le rilevazioni, autonome le une delle altre.

Potrebbe rappresentare quello della svolta. Difatti l'Ilva ha messo in campo una sperimentazione a base di urea per arginare drasticamente le emissioni di diossine. Rappresenta, a quanto pare, l'adeguamento alle migliori tecnologie disponibili (Bat) indicate nell'Accordo di programma per ottenere l'autorizzazione integrata ambientale (Aia). «Come Arpa non entriamo per nulla nel merito della polemica tra Regione e Ilva a proposito della così detta autosospensione delle procedure da parte dell'azienda. E' una questione politica. Ci preme avviare la terza campagna di rilevamento e verificare se, in effetti, l'Ilva ha applicato le migliori tecnologie possibili per adeguare gli impianti. Siamo pronti a sperimentare se questo è vero e, in caso positivo, sarebbe una notizia molto positiva».

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