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10 luglio 2008 - Marcello Orlandini
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

No al Rigassificatore a Brindisi BRINDISI — «Vorrei sapere da che parte sta la Regione Puglia », ha detto ieri mattina in consiglio provinciale Vincenzo Baldassarre del Pd. Poco prima aveva presentato un'interrogazione al presidente della Provincia, Michele Errico, perché relazionasse sulla riunione del giorno precedente del Comitato tecnico regionale (Ctr), in cui è stato deciso di non sottoporre a modifiche e integrazioni il Nulla osta di fattibilità (Nof) per il rigassificatore Brindisi Lng.

Riunione in cui, malgrado su questo fronte siano sempre molto attivi l'assessore regionale all'Ambiente, Michele Losappio, e il governatore Nichi Vendola, era assente proprio il funzionario che rappresenta la Regione.

Fonte di delusione cocente, quest'assenza, sia per Errico che per il «fronte del no» al progetto inglese. Il presidente della Provincia, reduce dall'incontro - ma non ha potuto seguirlo direttamente perché non fa parte del Ctrha parlato di «amaro in bocca ». E ieri mattina in consiglio Errico - rispondendo anche all'interrogazione della verde Bianca Asciano - ha garantito che «la battaglia continuerà ». Forse anche con ricorsi appropriati, non appena saranno disponibili e studiati i verbali della riunione. L'amministrazione provinciale di Brindisi non si attendeva, però, neppure che l'Arpa Puglia si allineasse al rifiuto di modificare il Nof. Ha pure sostenuto la necessità di non modificare il Nulla osta rilasciato nel 2002 a Brindisi Lng dal comando provinciale dei Vigili del fuoco.

Sconcerto della Provincia, che aveva chiesto la revisione del Nof alla luce del Piano di emergenza esterna adottato dalla prefettura di Brindisi, ma anche dell'innegabile, alta concentrazione di impianti a rischio nell'area, che potrebbero innescare un effetto-domino in caso d'incidente industriale. Ieri pomeriggio, in una nota, il fronte ambientalista brindisino ha accusato il Ctr di aver respinto la richiesta di revisione «non facendo ricorso a motivi procedurali (ipotesi questa meno grave per la sua possibile plausibilità) ma entrando nel merito e disattendendo con generiche e inconsistenti argomentazioni i pertinenti rilievi formulati dalla Provincia in ordine all'estrema pericolosità dell'impianto ». E nascondendosi dietro motivazioni come la seguente: «Si ritiene che il riesame del Nof, ancorché non espressamente previsto dalla normativa vigente, possa esporre il Ctr a responsabilità in ordine a possibili ricorsi da parte della società Brindisi Lng».

Non ritenendo comunque la vicenda del Nof decisiva per le sorti del progetto, gli ambientalisti parlano però di «una decisione grave, fragile e contraddittoria della quale il Ctr si assume l'intera responsabilità. E che segnaliamo all'attenzione della politica, delle istituzioni e in particolare dei vertici della Regione Puglia che non sono apparsi adeguatamente interessati in tale occasione».
Le 13 associazioni «continuano a ritenere sostanzialmente invalido il Nulla osta di fattibilità (Nof), e continuano ad insistere nella richiesta che venga revisionata, in sede di autotutela, l'intera procedura autorizzativa anche alla luce di quanto è emerso e potrà ancora emergere dall'inchiesta penale in corso».

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