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il Pd a Berlusconi «Taranto è come Napoli, porti qui il suo governo»

Taranto, emergenza storica. Alfonso Oddo, segretario del circolo democratico del rione Tamburi, chiede l'impegno del governo contro l'inquinamento. Il rappresentante del Pd chiede che «venga rispettata la dignità delle persone»
12 agosto 2008 - Cesare Bechis
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

- TARANTO — La lettera al premier sarà pronta subito dopo ferragosto. «Chiederò a Berlusconi se organizza un consiglio dei ministri sull'inquinamento qui a Taranto, come l'ha fatto a Napoli sulla monnezza. Il nostro problema non è meno grave di quello».

Segretario del circolo del partito democratico al quartiere Tamburi-Lido Azzurro da meno di un mese, Alfonso Oddo ha deciso di non perdere tempo e di avviare una serie di iniziative. «Io vado avanti, i cittadini condividono perché la situazione è pesante, il partito se vuole mi segue. Ogni giorno leggiamo di tavoli di confronto e di sottoscrizioni di intese sui problemi legati all'inquinamento. Qui noi ce l'abbiamo addosso da oltre trent'anni, le malattie aumentano e non vediamo avvicinarsi la soluzione. Ho deciso, perciò, di fare una lettera aperta al presidente del consiglio per vedere se ce l'ha lui una soluzione. A Napoli, in qualche modo, la monnezza dalle strade è sparita. Anche come gesto simbolico una riunione del consiglio dei ministri centrata su inquinamento e salute sarebbe importante».

Nel frattempo Oddo, in un comunicato, chiede «che venga rispettata la dignità delle persone che vivono a ridosso della zona industriale, poiché da troppo tempo viene offesa da numerosi tavoli di lavoro che non danno mai risposte certe. Ormai nella gente si è creata una sorta di diffidenza nei confronti delle istituzioni e della Politica. Occorre ora - prosegue Oddo dimostrare che di fatto l'Ilva possa diventare lo stabilimento più compatibile d'Europa.

Per far ciò è necessario obbligare Emilio Riva a reinvestire parte degli utili in soluzioni progettuali per rendere ecocompatibile l'impianto, dal momento che il polo siderurgico di Taranto con i suoi cinque altoforni ed un'estensione di 15 milioni di metri quadri, è il più grande d'Europa e porta ogni anno guadagni stratosferici che superano i 700 milioni di euro di utile, i quali recano beneficio solamente alle casse del proprietario a scapito della nostra salute.

Qualche guadagno in meno non ridurrebbe in miseria nessuno e favorirebbe un'inversione del trend negativo, gettando le basi per un futuro più sano. E' ovvio che questo criterio dovrebbe essere inteso come un dovere imprenditoriale e non come un gesto di favore nei confronti di Taranto e dei tarantini, che continueranno ad essere in credito per ancora molti anni».

Secondo Oddo «pensare che si possa aumentare la produzione a prescindere dai livelli di inquinamento è sbagliato e nessuno può sottoscrivere un progetto del genere, anche se purtroppo in passato si è scelto di far correre un rischio sanitario alla popolazione in cambio di poche migliaia di posti di lavoro. Di conseguenza, è assolutamente necessario che Arpa e Spesal abbiano un ruolo principale all'interno delle aziende, al fine di effettuare controlli e rilevamenti a loro discrezione».

Il segretario del circolo democratico allarga il discorso anche alle altre industrie, come Cementir ed Eni. «Tutti hanno le stesse responsabilità, poiché l'obiettivo primario è rendere meno disastrosa l'aria che respiriamo. Oggi, se si vuole, ciò è possibile. In caso contrario il risultato sarà l'aggravamento, serio, della salute dei cittadini ».

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