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Rigassificatore, si riapre lo scontro tra i sindacati

Polemica Audizione della Commissione Regionale, si riapre lo scontro tra i sindacati. Cgil attacca la Uil. Contestata una posizione diversa tra l'impianto previsto a Brindisi e quello ipotizzato per Taranto
14 settembre 2008 - Marcello Orlandini
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

- BRINDISI — L'operazione British Gas continua dividere le organizzazioni sindacali brindisine. E' stata una giornata di tensioni, quella di venerdì, tra Cisl e Uil da un lato, e Cgil dall'altro. Al centro, le questioni della sicurezza e dell'impatto degli impianti industriali a rischio. Lo scontro più duro è avvenuto in trasferta a Bari, dove sul progetto del rigassificatore di Brindisi sono cominciate le audizioni di parti sociali e governi territoriali da parte della commissione regionale Via, che presto dovrà a sua volta fornire un parere alla commissione nazionale per la Valutazione di impatto ambientale.

La Cgil ha ribadito il proprio no all'impianto a Capo Bianco. Il segretario provinciale Leo Caroli ha sostenuto davanti alla commissione regionale che il sito prescelto nel 1999 dalla multinazionale britannica, e poi autorizzato nel gennaio del 2003 dal governo Berlusconi, è incompatibile con le altre attività portuali e con le prescrizioni della legge Seveso sui rischi industriali (per la vicinanza agli impianti del Petrolchimico consortile). Vi è anche un problema di sostenibilità istituzionale, legato al fatto che pende un procedimento giudizio per corruzione e falso, con cinque persone arrestate tra le quali il sindaco protempore.

L'opposizione della Cgil non è pregiudiziale. Caroli ha infatti ricordato che vi è una sostanziale intesa, e la possibilità di un decreto ministeriale in tempi brevi, per estendere le competenze dell'Autorità portuale brindisina sino a Cerano: «Si può perciò effettuare uno studio preliminare per individuare lungo questi 10 chilometri di costa un'area adatta all'impianto di rigassificazione. Ma c'è anche un'altra condizione - ha aggiunto Caroli che è quella che parte del gas destinato a Brindisi sia utilizzabile per riconvertire ed alimentare le centrali a carbone».

Le tesi della Cgil brindisina sono state subito attaccate da Raffaele Alemanno, di Confindustria Brindisi, che ha accusato Caroli ed il suo sindacato di opporsi ai processi di sviluppo, mentre anche Cisl e Uil hanno confermato il loro sì all'operazione. Poi Giovanni Forte, della segreteria regionale Cgil, ha contestato soprattutto alla Uil di Brindisi di seguire una linea profondamente diversa da quella del segretario regionale Aldo Pugliese, il quale sostiene una opposizione motivata al progetto del rigassificatore di Taranto. «Se queste ragioni sono valide per Taranto, non si capisce perché a Brindisi la Uil provinciale non le prenda invece in considerazione».

Scatenando una forte reazione verbale da parte di Antonio Licchello, segretario della Uil brindisina. Considerando anche le differenziazioni sugli incidenti al Petrolchimico, per i sindacati confederali si prevede un autunno caldissimo sul piano delle relazioni interne. Caroli nei giorni scorsi ha chiesto intanto la costituzione di un comitato di controllo aziende- enti pubblici per la gestione dei dati sulle emissioni e sui malfunzionamenti degli impianti.

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