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Noi, ignoranti come le pecore

Queste pecore hanno mangiato a Taranto diossina. E anche noi abbiamo mangiato diossina. La differenza? Nessuna. Sia le pecore sia noi abbiamo vissuto nella più completa ignoranza. E nessuno ci ha detto niente. Ma un giorno abbiamo fatto analizzare un pezzo di formaggio e la verità è venuta a galla. Le pecore (quasi 1200 assieme alle capre) verranno abbattute nei prossimi giorni perché contaminate da diossina.
11 ottobre 2008 - Alessandro Marescotti

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Questo video vi colpirà. Vi chiederete perché in tutti questi anni la verità non è venuta a galla.

Noi abbiamo mangiato diossina con la stessa incoscienza delle pecore. Sia le pecore sia noi abbiamo vissuto nella più completa ignoranza. E nessuno ci ha avvertito. Siamo andati a scuola, abbiamo fatto le traduzioni di latino, ci siamo cimentati con i polinomi, abbiamo fatto le nostre ossidoriduzioni come da programma ministeriale e... a tavola diossina, sempre diossina. Con lo stesso livello di informazione delle pecore.

Le pecore (quasi 1200 assieme alle capre) verranno abbattute nei prossimi giorni perché contaminate da diossina.

Ci siamo laureati e con la nostra laurea che ci proteggeva le spalle e l'onore, abbiamo dato ai nostri figli cibi con la diossina, salvo poi a volerli "tutelare" con una bella bevuta di acqua minerale purificatrice.

Abbiamo vissuto nella più totale ignoranza e ci siamo fatti trattare come degli ignoranti al pascolo.

Dal "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia"
O greggia mia che posi, oh te beata,
Che la miseria tua, credo, non sai!
Quanta invidia ti porto!
Non sol perché d'affanno
Quasi libera vai;
Ch'ogni stento, ogni danno,
Ogni estremo timor subito scordi

Giacomo Leopardi

Ma le assurdità non si fermano qui. A Taranto l'acciaieria Ilva dichiara di emettere 91,3 grammi di diossina all'anno su un totale nazionale di 99,5 grammi. Questi sono i recenti dati INES 2006. Un rapido calcolo: l'Ilva da sola raggiunge il 92% del totale nazionale. Ma questa cosa non ce l'hanno detta. Lo abbiamo scoperto per caso, sfogliando gli archivi europei fra carte in inglese in una mattina primaverile del 2005. Inviammo un comunicato stampa firmato PeaceLink che sembrava venire da Marte per quanto era assurdo: a Taranto l'8,8% di tutta la diossina europea.

Ma le persone-pecore vanno anche mandate al macello. Ed eccoli i signori al potere fare una legge che consente tutto questo: nel 2006 si consente di emettere fiumi di diossina con un allegato tecnico al Codice dell'Ambiente che nessun parlamentare va a controllare.

Il risultato è paradossale: a Taranto le emissioni industriali di diossina sono a norma per la "legge italiana". Però al contempo gli animali che pascolano si riempiono di diossina e fanno latte, carne e formaggi contaminati e immangiabili per le "norme europee".

Proviamo a riassumere...

L'Ilva viola il Codice dell'Ambiente? Assolutamente no. Perché il Codice dell'Ambiente approvato nel 2006 consentirebbe di emetterne ancora di più. Il limite per le diossine è stabilito in 10.000 nanogrammi su metro cubo (calcolati in concentrazione totale). Il valore "europeo" indicato come valore guida per la diossina è 0,4 nanogrammi su metro cubo (calcolati in tossicità equivalente) per gli impianti siderurgici (e questo limite è applicato nell'impianto di Servola, nei pressi di Trieste).

Per gli inceneritori il limite massimo è 0,1 nanogrammi su metro cubo di emissioni (in tossicità equivalente).
-
Poiché la le due unità di misura ("tossicità equivalente" e "concentrazione totale") non si equivalgono, proviamo a vedere quanto il Codice dell'Ambiente consente di inquinare.

Questi dati sono ottenuti partendo dalle rilevazioni dell'Arpa Puglia sul camino E312 dell'Ilva di Taranto:

I valori di diossina sono calcolati in concentrazione totale

12/06/07 63,5ng/m3 (limite massimo italiano 10.000)
14/06/07 104,2ng/m3 (limite massimo italiano 10.000)
16/06/07 124,3ng/m3 (limite massimo italiano 10.000)
26/02/08 167,0ng/m3 (limite massimo italiano 10.000)
27/02/08 276,2ng/m3 (limite massimo italiano 10.000)
28/02/08 271,5ng/m3 (limite massimo italiano 10.000)

Cosa significa questo? Significa che se anche l'Ilva emettesse 36 volte più diossina... non supererebbe il limite di legge sancito dal Codice dell'Ambiente.

Vediamo che cosa succederebbe se venisse fissato il valore "europeo" di 0,4 nanogrammi a metro cubo calcolati in tossicità equivalente, come fissato nel Protocollo di Aarhus (allegato 5, tabella 2). Riprendiamo le stesse analisi dell'Arpa e controlliamo quali valori di diossina risultano nell'Ilva di Taranto se i dati vengono calcolati in tossicità equivalente. Rispettano l'obiettivo fissato dal Protocollo di Aarhus (recepito tra l'altro dalla legislazione italiana con legge 125/2006) o no?

Ecco i dati...

Valori calcolati in tossicità equivalente (I-TEQ)

12/06/07 2,4ng/m3 (limite europeo 0,4)
14/06/07 4,3ng/m3 (limite europeo 0,4)
16/06/07 4,9ng/m3 (limite europeo 0,4)
26/02/08 4,4ng/m3 (limite europeo 0,4)
27/02/08 8,3ng/m3 (limite europeo 0,4)
28/02/08 8,1ng/m3 (limite europeo 0,4)

Con il limite europeo l'Ilva dovrebbe fermare l'impianto da cui fuoriesce tutta quella diossina. Se L'Ilva fosse a Trieste la Regione avrebbe già fermato l'impianto perché in Friuli Venezia Giulia hanno adottato il limite europeo a tutela della salute dei cittadini.

Questa è la base da cui partire per capire quanto è ABNORME un limite legislativo nazionale (estremamente più "permissivo" rispetto a quello europeo) che NON TUTELA IL DIRITTO ALLA VITA e che pertanto VA RIMOSSO.

Un'associazione a Taranto, l'AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie), ha avviato negli scorsi giorni una raccolta di firme per denunciare ai parlamentari questa assurdità: ha raccolto oltre 7.000 firme on line in una settimana.

La si può firmare qui: www.ail.taranto.it/ail_appello.php

Quando si firma, l'appello arriva nella casella email dei parlamentari che dovrebbero provare vergogna per quanto potevano fare e non hanno fatto per rimuovere quel valore ABNORME di 10.000 nanogrammi di diossina.

Ma c'è anche chi, invece di provare vergogna, ha reazioni di opposta natura.

Concludiamo con questa e-mail di risposta dell'on. Paolo Guzzanti che scrive quanto sotto riportiamo e su cui preferiamo non fare alcun commento perché l'onorevole in questione non ha assolutamente bisogno di commenti.

Vi informo che sto rispondendo alle centinaia di mail che mi aggrediscono, invadono e provocano soltanto una crisi di ira e di violazione della persona, e nessuna solidarietà o curiosità, con il seguente testo:

DESIDERO FARLE SAPERE CHE L'IDEA DI QUESTO BOMBARDAMENTO DI MAIL E' VISSUTO COME UN'AGGRESSIONE E PORTA ESATTAMENTE ALL'EFFETTO OPPOSTO DA QUELLO VOLUTO.

QUESTA E' UN'AGGRESSIONE FISICA CHE MI OBBLIGA A PASSARE ORE A CANCELLARE CENTINAIA DI MAIL TUTTE UGUALI E COSTITUISCE UNA VIOLENZA E UNA VIOLAZIONE DELLA PRIVACY.

SAPPIA, SAPPIATE, CHE COSI' MESSA NON MI IMPORTA ASSOLUTAMENTE NULLA DEI VOSTRI PROBLEMI COSI' MALPOSTI E ARROGANTEMENTE PRESENTATI E VI ASSICURO CHE NON OTTERRETE ALTRO EFFETTO CHE IL FASTIDIO E L'IRA DI CHI VIENE BOMBARDATO.

FATE CAUSA A CHI VI HA CONSIGLIATO QUESTA STRATEGIA.
E' UNA STRATEGIA IMBECILLE E PERDENTE.

PAOLO GUZZANTI, DEPUTATO AL PARLAMENTO.

Aggiungo che voi potreste fare una campagna di informazione, inviare documenti, fare lobbying, ma non questa aggressione ai computer dei cittadini sui loro indirizzi privati.

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