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Cari scout, unitevi alla "pecora nera" antidiossina

Vi chiediamo di unirvi al gruppo di associazioni che sta costruendo un movimento anti-inquinamento perché le prossime autorizzazioni ambientali siano rigorose e impongano anche alle industrie di Taranto quelle misure di sicurezza che sono attive da anni nel resto dell'Europa civile.
17 ottobre 2008 - Alessandro Marescotti

Lettera aperta agli scout di Taranto

Cari amici,
- in questi giorni un ampio gruppo di associazioni sta stringendo una alleanza anti-inquinamento per Taranto. E' un momento decisivo per la città. L'ARPA ha accertato livelli di inquinamento di IPA e benzoapirene, specie al quartiere Tamburi, che non hanno raffronti in Europa. I picchi di emissione avvengono di notte, mentre i cittadini dormono e non vedono.

A Taranto viene riversata inoltre una quantità di diossina, proveniente dall'ILVA, pari al 90,3% del totale nazionale certificato dal registro ufficiale INES che censisce le emissioni industriali. I dati 2006 portano tale percentuale addirittura al 92%.

Inoltre l'Ilva stessa dichiara di aver riversato nell'ambiente oltre 2 tonnellate di mercurio (nel solo 2005) che è neurotossico.

La produzione "a caldo" più inquinante rifiutata a Genova è stata trasferita a Taranto in questi anni provocando un incremento delle emissioni inquinanti certificate dal registro INES. Ad esempio l'arsenico scaricato nell'ambiente è aumentato di quasi 9 volte dal 2002 al 2005.

Ma anche le altre aziende dell'area industriale presentano criticità di rilievo. Ad esempio i serbatoi dell'Agip emanano esalazioni (chiunque percepisce "a naso" la puzza di greggio anche solo passando di sfuggita nella zona) per via della cattiva tenuta dei serbatoi stessi. E la Cementir ha chiesto nella nuova autorizzazione a produrre di poter bruciare rifiuti nel processo produttivo, divenendo un grande cementificio-inceneritore.

Cosa avviene dentro i corpi dei tarantini? Gli abitanti di Taranto non si sono "corazzati" o "immunizzati", come alcuni pensano ingenuamente, ma sono sempre più vulnerabili.

I tumori in città e provincia sono in costante aumento, come pure i casi legati all'autismo. I medici constatano un aumento di patologie a carico della tiroide. E anche le banali allergie, esplose specie fra i bambini di Taranto, hanno una correlazione con le polveri sottili abbondantemente presenti nell'aria, in quanto predispongono l'organismo alle infiammazioni magari provocate da agenti anche naturali (polline, ecc.). La sinergia fra emissioni industriali e normali patologie fa sì che le prime divengano un moltiplicatore delle seconde. E anche gli stili di vita errati (come il fumo da sigaretta) provocano danni ancora maggiori se si combinano con - tanto per fare un esempio - l'inalazione di fibre d'amianto: dieci sigarette fumate a Taranto fanno più male che dieci sigarette fumate a Bolzano.

L'impatto del cocktail micidiale di sostanze cancerogene, mutagene e teratogene a spasso per l'ambiente non ci può lasciare indifferenti.

Il dott. Patrizio Mazza, ematologo di Taranto, parla esplicitamente di un possibile effetto genotossico sulle future generazioni nel caso in cui vengano intaccate le cellule germinali dei giovani.

Ma perché, in tanta disgrazia, questo è un momento decisivo? Perché è importante allearsi e fare fronte comune?

Semplice: perché da qui a poco verranno rilasciate le nuove autorizzazioni industriali. I cittadini e le associazioni hanno potere di intervento proponendo al Ministero dell'Ambiente delle "osservazioni". Le aziende sono obbligate dalla normativa europea (la normativa IPPC recepita dalla normativa AIA) ad adottare le migliori tecnologie disponibili per ridurre al massimo le emissioni.

E' venuto il momento di esercitare tutto il nostro potere di cittadini, di dare forza e visibilità al nostro senso etico oltre che ai nostri diritti. E' il momento di esercitare la nostra responsabilità verso gli altri, verso i bambini in particolare e verso chi dovrà ancora nascere.
E' in gioco il diritto alla salute, all'ambiente e alla vita stessa.

Nei momenti più difficili gli scout si sono sempre distinti proprio per il loro senso di responsabilità.

Ecco perché questo è il momento degli scout.

Vi chiediamo di unirvi al gruppo di associazioni che sta costruendo un movimento anti-inquinamento perché le prossime autorizzazioni ambientali siano rigorose e impongano anche alle industrie di Taranto quelle misure di sicurezza che sono attive da anni nel resto dell'Europa civile.

Vi proponiamo di diffondere nei vostri gruppi la "pecora nera" della vignetta che alleghiamo e che sta diventando il simbolo della nostra iniziativa: quella della lotta alla diossina.

Per PeaceLink
Alessandro Marescotti
www.peacelink.it
per SMS: cell. 3471463719

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