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Brindisi e Taranto, il governo congela la bonifica

Sono oltre 170 i milioni di euro fermi dallo scorso maggio, quando si insediò il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola. La Regione: è uno scandalo. Stop alle opere già programmate. E Italgest non può far partire la la centrale.
1 novembre 2008 - Paolo Russo
Fonte: Repubblica

- La bonifica di Brindisi e Taranto è ferma sulla scrivania di Claudio Scajola. Il ministro per lo Sviluppo economico, dallo scorso maggio, non ha ancora concesso il nulla osta per far arrivare nelle aree più inquinate della Puglia 170 milioni di euro. Questa è la cifra concordata dalla Regione Puglia con il ministero dell´Ambiente nell´accordo di programma siglato il 6 dicembre 2007.

Ma, a quasi un anno dalla stipula di quell´accordo, nella terra dei pascoli alla diossina e della falda contaminata, non è arrivato un solo euro per la lotta all´inquinamento. Per questo, mentre la polemica sull´Ilva è ancora aperta, il governatore Nichi Vendola, ha dovuto indirizzare una lettera preoccupata rivolta al ministro Claudio Scajola e al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi per chiedere ragguagli su questi ritardi. Il presidente Vendola, nella missiva partita da Bari lo scorso 28 ottobre ha invitato il ministro per lo Sviluppo economico «A voler imprimere la necessaria accelerazione per quanto di propria competenza».

Il blocco dei finanziamenti da parte del governo ha un duplice effetto negativo: dall´altro impedisce alle amministrazioni locali di Brindisi e Taranto di mettere in pratica gli interventi di bonifica necessari. Dall´altro si pone anche come un ostacolo all´economia. Infatti, in base all´accordo stipulato nel dicembre dello scorso anno, nessuna nuova azienda può aprire i battenti in una delle aree classificate ad alto rischio ambientale. Da diversi mesi, secondo dati riportati dall´assessorato regionale all´Ecologia, l´Italgest non può precedere alla realizzazione di una centrale fotovoltaica da 11 megawatt, che dovrebbe sorgere a Brindisi, nell´area del Petrolchimico. «Senza gli interventi di bonifica - spiega l´assessore regionale all´Ecologia, Michele Losappio - non si potrà procedere alla restituzione delle aree agli usi legittimi ed all´insediamento di nuovi investimenti con le conseguenti positive ricadute sull´occupazione».

Complessivamente sono oltre 170 i milioni di euro fermi dallo scorso maggio, quando si insediò il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola. Settanta dovrebbero essere destinati al disinquinamento di Brindisi (cofinanziato dalla Regione con altri 65 milioni). Per la bonifica di Taranto, invece, il governo deve ancora stanziare cento milioni tondi ai quali saranno aggiunti altri 50 milioni di provenienza regionale.
«Il blocco inspiegabile di questi fondi presso il Ministero dello Sviluppo Economico - ha sottolineato Michele Losappio - blocco che si protrae dal mese di maggio, sta protraendo i tempi e desta preoccupazione sulla reale volontà politica del governo». Dopo le pesanti schermaglie sui veleni dell´Ilva è all´orizzonte un nuovo braccio di ferro ambientale tra le Regione Puglia e il Governo di Silvio Berlusconi.

E solo di due giorni fa la notizia, dei tagli di Tremonti ai fondi destinati all´amministrazione comunale di Taranto per la creazione di una barriera di alberi tra la diossina dell´Ilva e la città. Oltre due milioni destinati a infoltire il verde di una delle aree più grigie d´Europa sono stati sacrificati sull´altare del risparmio della spesa pubblica. «Questo caso è diverso - spiega Losappio - fortunatamente il Governo non può venire meno all´accordo di programma già stipulato e non può destinare questi fondi per compensare il taglio dell´Ici». Ma è fondato il sospetto che il governo possa aprire al rallentatore i cordoni della sua borsa, per fare pressioni sulle regioni, e convincerle a mediare in altri campi. Vedi Ilva.

«Quello di scorretto che possono fare è ritardare, senza fornire motivazione alcuna, l´erogazione di questi soldi. L´arroganza di questo Governo e la sua indifferenza rispetto alle esigenze delle regioni e del Sud, non conosce confini», ha concluso l´assessore regionale all´Ecologia.

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