Una domenica contro i rifiuti
Il Presidio Permanente “No discariche” prepara per domenica prossima una giornata di mobilitazione contro le discariche, gli inceneritori e le piattaforme per l’imballaggio dei rifiuti.
L’appuntamento è fissato per le ore 9, in piazza Milite Ignoto, a San Marzano di San Giuseppe. La manifestazione prevede un pranzo sociale alle 13.30, un pomeriggio di spettacoli dedicati a grandi e piccini, e una serata di ballo.
In questi giorni i componenti del Presidio si stanno opponendo, con la consueta grinta, alla piattaforma per l’imballaggio di rifiuti gestita dalla Universal Service dell’imprenditore Lonoce.
Il Presidio sottolinea che si tratta di un capannone abusivo, in grado di accogliere, stoccare e imballare oltre 200 tonnellate al giorno di rifiuti speciali: scorie ospedaliere, brodi di fermentazione delle industrie farmaceutiche, scarti della lavorazione di industrie siderurgiche, ma soprattutto rifiuti uguali a quelli smaltiti nella vicina discarica Ecolevante di contrada La Torre-Caprarica.
In occasione della manifestazione si affronterà nuovamente il problema della discarica grottagliese che ha una capienza di oltre tre milioni di metri cubi, circa trentacinque ettari di cave dismesse, divise dalla strada provinciale Carosino-Francavilla Fontana. «Sull’area gravano vincoli paesaggistici, archeologici e idrogeologici - denuncia il Presidio - la discarica sorge su una condotta di acqua potabile, tra insediamenti rupestri pressoché distrutti, in una zona di macchia mediterranea. Gli agricoltori cominciano ad abbandonare i vigneti e gli uliveti vicini. Da circa dieci anni, da quando cioè è attiva questa discarica, i capi di bestiame allevati in zona vengono spesso abbattuti perché affetti da brucellosi». Sui primi due lotti della discarica la Corte di Cassazione ha confermato i motivi del sequestro di un anno fa: gravi violazioni delle norme ambientali.
Il terzo lotto è stato invece autorizzato grazie ad un progetto che i presidianti giudicano discutibile. Sulla vicenda sta indagando la magistratura. Sul banco degli imputati la Provincia di Taranto e la stessa Ecolevante. Malgrado la ferma opposizione dei cittadini e le vicissitudini giudiziarie in corso, il terzo lotto è aperto.
Per entrare a regime ha comunque bisogno di una piattaforma come quella progettata dalla Universal Service.«Oltre a smistare rifiuti alla Ecolevante ed alle altre 72 discariche della zona, grazie ad una delibera del Comune di San Marzano e grazie ad una consequenziale Valutazione di Impatto ambientale - spiegano i presidianti - questa nuova struttura è autorizzata a impacchettare ecoballe. Si candida al ruolo di fonte inesauribile di Cdr, combustibile da rifiuti».
La manifestazione in programma il 9 novembre servirà, inoltre, a ribadire il no del Presidio agli inceneritori, impianti che aggiungerebbero nell’aria di Taranto altra diossina a quella già emessa, in dosi massicce, dall’Ilva.
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