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Un camino Ilva come 10mila inceneritori

Audizione in Regione, Analisi dell'Arpa e intanto Taranto si prepara alla marcia per l'ambiente organizzata da «Alta Marea», organismo che raggruppa gran parte delle associazioni che lottano contro l'inquinamento.
20 novembre 2008 - Francesco Strippoli
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

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BARI — Si potrebbe cominciare parlando della nuova scaramuccia tra la ministra dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e il governatore Vendola. Si potrebbe. Ma conviene stare ai dati, impressionanti, che riguardano l'area industriale di Taranto. Ieri seconda tornata di audizioni della commissione Ambiente, in consiglio regionale, sul caso Ilva.

Sotto la regia del presidente Pietro Mita sono state ascoltate le voci di Regione, Arpa, Comune di Taranto e dell'Osservatorio epidemiologico. La situazione è grave. I grafici forniti dal direttore dell'Arpa, Giorgio Assennato, danno evidenza del fatto che il capoluogo jonico è in assoluto la città più inquinata d'Italia per diossine ed Ipa (idrocarburi policiclici aromatici).

Per avere un'idea: «Dal camino E 312 dell'Ilva - dice Assennato - sono emesse ogni anno diossine pari a quelle di 10mila inceneritori». Le concentrazioni sono «alte» rispetto agli standard europei, anche se al di sotto dei valori che possono provocare «effetti sanitari ». Che tuttavia ci sono. Quelli apprezzabili ora, dice Assennato, derivano da decenni di pressione ambientale insostenibile.

Prima degli anni Novanta l'area ha subito concentrazioni anche «dieci volte superiori» alle attuali. La professoressa Cinzia Germinario (Osservatorio epidemiologico) ha esibito l'atlante dei casi di mortalità aggiornato al 2005. Mostra un aumento dei decessi e dei ricoveri per tumori e malattie broncopolmonari. «Dati alla mano - afferma - il problema esiste». È la ragione per la quale Assennato sostiene di condividere il disegno di legge, predisposto dalla giunta, che indica i nuovi limiti per la diossina (2,5 nanogrammi entro 31 marzo 2009; 0,4 entro il 2010).

L'assessore Michele Losappio insiste però su un punto. «Continuiamo a percorrere - spiega - un doppio binario: da un lato la legge; dall'altro il protocollo con Ilva del 2006 (strumento utile ma non determinante) e l'accordo di programma per l'Aia del 2008. In quest'ultimo caso, si convenne col ministero che la procedura riguardasse tutte le aziende che sono insediate a Taranto».

Il riferimento concreto è a Cementir, Enipower, Agip. Quanto alle norme, Losappio spiega che quelle nazionali sono insufficienti. «Quelle che intendiamo approvare - aggiunge - vengono temute dall'Ilva solo in parte. Pare che Siderurgico non tema il limite di 0,4 da raggiungere nel 2010 con probabili nuove tecnologie. Quanto la quota da conseguire a marzo 2009: ovvero 2,5, limite massimo in Europa». Per ottenerlo, Ilva dovrebbe introdurre la produzione di urea (che abbassa le diossine).

Le sperimentazioni in tal senso danno frutti confortanti. Assennato, sul punto, apre ad una possibile variazione del testo di legge. «Si potrebbbe chiarire spiega - che il dato da prendere a riferimento sia quello mediano di tre rilevazioni. A giugno, con la sperimentazione Urea, si ebbero valori di 2,1 - 3,4 - 1,9 su tre giornate diverse».

Quello mediano è 2,1: come dire, Ilva ce la farebbe con l'urea, a patto di far partire l'impianto. L'assessore comunale Sebastiano Romeo ha comunicato di aver ricevuto solo il 30 ottobre la richiesta da parte di Ilva. «E comunque - aggiunge - la prima autorizzazione spetta al ministero». Plaude al ddl il neo assessore regionale Michele Pelillo.

Ora però, dice in una nota, occorrono tre cose: la bonifica del sito industriale, l'implementazione del reparto Oncologico, la definizione del Registro tumori. Con il ddl si schiera Mino Borraccino (Pdci). «Sostanzialmente d'accordo» si dice anche il consigliere di opposizione Nicola Tagliente (Fi). Ma con molti punti interrogativi. È fiduciosa la ministra Prestigiacomo: «Con le prescrizioni della commissione Aia - dice - condurremo l'Ilva a ridurre le emissioni». Poi, rivolta a Vendola, lo accusa di aver scatenato «una bagarre». Il governatore: «Agli inviti alla collaborazione, l'onorevole Prestigiacomo risponde con gli insulti».

Sabato a Taranto è in programma una marcia per l'ambiente organizzata da «Alta Marea», organismo che raggruppa gran parte delle associazioni che lottano contro l'inquinamento. Intanto, l'Ilva fa sapere di aver conseguito la certificazione Ohsas per la gestione della sicurezza e di aver dimezzato gli infortuni dal 2005 ad oggi.

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