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Premio per la Pace a un inviato di guerra e a PeaceLink

La prima sezione del Premio è dedicata al mondo del giornalismo. La seconda sezione è dedicata al mondo dell’associazionismo.

Alessandro Marescotti (PeaceLink) e Pier Paolo Cito (Associated Press)

Ad un reporter inviato di guerra e a Peacelink i riconoscimenti del “Premio Nazionale per la Pace ed i Diritti Umani” che saranno consegnati, stasera dalle ore 18, nel castello Muscettola. Il premio è nato dalla necessità di spronare la società civile e il mondo dell’informazione a non sottovalutare l’importanza della Pace. Oggi più che mai, in questa era della globalizzazione, anche le guerre sono globalizzate e questo deve spronare ad una politica globale di pace. I tantissimi conflitti sparsi in tutto il mondo, ci stanno anestetizzando verso il problema della guerra e anche gli eventi bellici “reali” rischiano di venire percepiti come un reality show. Il premio è diviso in due sezioni: la prima sezione è dedicata al mondo del giornalismo dal titolo “Reportage di pace in aree di guerra”. La seconda sezione è dedicata al mondo dell’associazionismo dal titolo “Un mare di diritti umani”. Il premio relativo alla prima sezione (“mondo del giornalismo”) sarà consegnato al reporter di origine brindisine, inviato di guerra per l’Associated Press, Pier Paolo Cito (finalista nel 2007 per il premio internazionale Pulitzer. Il premio relativo alla seconda sezione (“mondo dell’associazionismo”) sarà consegnato all’Associazione PeaceLink conosciuta a livello europeo per aver prodotto molteplici documenti di denuncia tra cui ricordiamo quella sull’uranio impoverito per il quale furono convocati 2001 dal Parlamento Europeo. L’associazione è nota per aver sollevato la questione della diossina a Taranto. Le motivazioni dei due premi sono: per il giornalista Pier Paolo Cito : “Aperto alla Pace, attraverso la propria professione di cronista, ma anche attraverso l’attenzione e la dedizione verso il prossimo ed il mondo multirazziale con cui é stato in contatto, ha costruito un mondo di pace attraverso una cronaca precisa e lontana dalla censura suggerita dalla politica”. Per l’Associazione Peacelink : “Si è prodigata per la promozione e la cultura dei valori umani, universali e sociali della Pace e della Giustizia nel Bacino del Mediterraneo; attraverso la sola forza della volontà i suoi attivisti hanno denunciato fatti gravissimi che minavano il più basilare diritto umano, quello della vita”.

Note:

Comunicato di Espedito Alfarano, giornalista, ideatore e organizzatore del Premio

Premio Nazionale per la Pace e i Diritti Umani nel Mediterraneo


Sabato 30 maggio 2009 dalle ore 18.00, nella cornice del Castello Muscettola di Leporano, sono stati consegnati due riconoscimenti del "Premio Nazionale per la Pace ed i Diritti Umani". "Con il patrocinio dell'Assessorato Regionale al Mediterraneo e del Comune di Leporano questo premio è nato dalla necessità di spronare la società civile e il mondo dell’informazione a non sottovalutare l’importanza della Pace - ha commentato il giornalista Espedito Alfarano ideatore del premio - oggi più che mai, in questa era della globalizzazione, anche le guerre sono globalizzate e questo deve spronare ad una politica globale di pace. I tantissimi conflitti sparsi in tutto il mondo, ci stanno anestetizzando verso il problema della guerra e anche gli eventi bellici “reali” rischiano di venire percepiti come un reality show".
Il premio è stato diviso in due sezioni:
- la prima sezione è dedicata al mondo del giornalismo dal titolo “REPORTAGE DI PACE IN AREE DI GUERRA”;
- la seconda sezione è dedicata al mondo dell’associazionismo dal titolo “UN MARE DI DIRITTI UMANI”.
Il premio relativo alla prima sezione (“mondo del giornalismo”) è stato consegnato al giornalista di origine brindisine, inviato di guerra per l’Associated Press, Pier Paolo Cito (finalista nel 2007 per il premio internazionale PULITZER).
Il premio relativo alla seconda sezione (“mondo dell’associazionismo”) è stato consegnato invece all’Associazione PeaceLink conosciuta a livello europeo per aver prodotto molteplici documenti di denuncia tra cui ricordiamo quella sull’uranio impoverito per il quale furono convocati 2001 dal Parlamento Europeo. L’associazione è nota per aver sollevato la questione della diossina a Taranto.
Le motivazioni dei due premi sono:


per il giornalista Pier Paolo Cito
- Aperto alla Pace, attraverso la propria professione di cronista, ma anche attraverso l'attenzione e la dedizione verso il prossimo ed il mondo multirazziale con cui é stato in contatto, ha costruito un mondo di pace attraverso una cronaca precisa e lontana dalla censura suggerita dalla politica.

Per l’Associazione Peacelink
- Si è prodigata per la promozione e la cultura dei valori umani, universali e sociali della Pace e della Giustizia nel Bacino del Mediterraneo; attraverso la sola forza della volontà i suoi attivisti hanno denunciato fatti gravissimi che minavano il più basilare diritto umano, quello della vita.


"E’ opportuno sottolineare che lo scopo unico di questo riconoscimento é quello di spronare la società civile tutta ad essere più attenta su queste tematiche. Urge impegnarsi seriamente per la promozione della cultura della Pace, della solidarietà, della difesa del bene comune, della Legalità e della convivenza civile - ha commentato l'Assessore al Marketing Territoriale del Comune di Leporano dott. Peluso - senza la difesa di questi valori non c'é futuro. Per questo diventa necessario dare l'esempio in prima persona, mediante una vita coerente ai principi prefissi. L'educazione alla Pace é l'educazione civica del futuro e la si può praticare fin da oggi mediante azioni di nonviolenza e di dialogo".
Alla fine della serata c'è stata una degustazione gratuita di prodotti tipici locali e di vini gentilmente offerti dall’Antica Cantina de Quarto di Leporano.

BIOGRAFIA DEI PREMIATI

Pier Paolo Cito nasce a Brindisi nel 1963. Nel 1991 inizia l’attività di fotografo freelance collaborando con la redazione brindisina di “Quotidiano”. Nel 1992 la sua collaborazione si estende a gran parte dei quotidiani nazionali. E’ testimone, con il suo lavoro, della migrazione del popolo Albanese sulle coste pugliesi. Ciò lo porterà successivamente ad occuparsi delle varie ondate migratorie e dei disordini in Albania e, più ampiamente, delle vicissitudini della ex Yugoslavia fino al conflitto con la NATO nel 1999. Nel 1997 inizia la sua collaborazione con l’agenzia internazionale Associated Press. Nello stesso anno diventa giornalista pubblicista. Lavora per tre mesi in Portogallo coprendo per la AP l’esibizione internazionale “EXPO 98” di Lisbona. Al suo ritorno, entra definitivamente nello staff di Associated Press in qualità di editor e fotografo nella sede di Roma. Dal 1998, in qualita di “staffer” della redazione romana dell’agenzia “Associated Press” comincia a seguire le attività di Papa Giovanni Paolo II in Vaticano e in tutte le visite extraterritoriali. Nel 1999 copre il conflitto nei Balcani lavorando in Montenegro durante i primi raid aerei e in Kosovo dopo l’ingresso delle truppe NATO. Nel 2000 lavora in Africa occupandosi della guerra tra Etiopia ed Eritrea. Fotografa la presa della città di Zalambassa, una svolta decisiva nel conflitto del Corno d’Africa. Nel 2001 ritorna in Medio Oriente coprendo per vari mesi i disordini nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania e gli attacchi esplosivi in Israele . Nel 2002 continua il suo lavoro in Medio Oriente. Rientra in Italia per diventare giornalista professionista. Copre il vertice Nato a Pratica di Mare, quello FAO a Roma, quello dell’European Social Forum a Firenze e il vertice dei leader dell’Unione Europea a Siviglia, in Spagna. Nel 2003 lavora ripetutamente in Medio Oriente a seguito dell’acuirsi del conflitto israelo-palestinese. E’ in Iraq durante l’ attacco alla base Maestrale a Nassiriya. Per un mese segue tutti gli avvenimenti conseguenti all’attentato. Nel 2004 lavora in Iraq, in Israele e copre gli scontri tra la comunità serba e quella albanese in Kossovo. Nel 2005 copre le ultime fasi del pontificato di Giovanni Paolo II, la sua morte e le elezioni di Benedetto XVI. Inizia quindi a seguire i viaggi del nuovo pontefice. Rientra in Israele e nella striscia di Gaza per coprire il ritiro degli israeliani dalle colonie nella striscia di Gaza. Nel 2006 lavora in Turchia, al confine nord-orientale con l’Iran, sugli effetti mortali dell’influenza aviaria. Rientra in Israele per lavorare al confine con il Libano durante la guerra tra Israele ed Hezbollah. Nel 2007 segue l’attività del Santo Padre in Vaticano ed in vari visite al di fuori dello Stato Pontificio. Copre gli scontri a Roma in occasione della vista del presidente Gorge W. Bush. Il suo lavoro, attraverso il circuito dell’agenzia Associated Press, è stato pubblicato nelle principali testate mondiali. Realizza la sua prima mostra fotografica a Brindisi nel 1992, “Desert Forms” a seguito di una spedizione paleontologica nel deserto del Sahara. Da allora ha organizzato, e partecipato a molte mostre fotografiche in Italia ed all’estero. Nel 1998 pubblica il libro fotografico “Patà”, a seguito di un lavoro sulle case famiglia di Matera, Pomarico, Tricarico e Grassano, e di "Libera-Mente", una mostra allestita ed inaugurata dagli stessi ospiti delle case famiglia nella piazza centrale di Matera. Nel 1998 partecipa alla realizzazione del cd-rom: “Un Pianeta in Movimento”, sulle migrazioni dei popoli, al quale hanno lavorato i più conosciuti fotografi italiani. Nel 2003 partecipa al libro fotografico “Giovanni Paolo II” costituito dalle migliori immagini dei fotografi accreditati al Vaticano in occasione dei 25 anni del pontificato. Nel 2006 le sue foto sono inserite nel libro “Iraq: A War”, una raccolta della migliori immagini dei fotografi di Associated Press che hanno lavorato nel conflitto. Nel 2002 viene premiato dalla NPPA (National Press Photographers Association) negli USA per il suo lavoro sull’eruzione dell’ Etna nel 2001.Lo stesso lavoro viene segnalato dalla rivista TIME che include il suo servizio tra le “Foto dell’anno 2001”. Vince nel 2007 il premio APME (Associated Press Managing Editors) nella categoria News Photography. Il premio, nato negli anni Trenta, riconosce l’eccellenza nel giornalismo tra i fotografi dell’Associated Press ed è assegnato annualmente da un’associazione di giornalisti appartenenti a oltre 1.500 giornali membri dell’agenzia AP negli USA e in Canada. Nel 2007 è finalista al PREMIO PULITZER, il più prestigioso riconoscimento assegnato dalla Columbia University a giornalisti e fotoreporter distintisi nei vari settori dell’informazione a livello internazionale. Ha svolto cicli di lezioni e seminari sulla Fotografia giornalistica e sul Giornalismo in guerra in diversi centri di formazione giornalistica e presso la Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia, la Scuola di specializzazione in Giornalismo Luiss Guido Carli, la Libera Università Maria SS. Assunta (LUMSA) e l’Università degli studi di Udine e in altri centri di formazione giornalistica Italiani. Fa parte del corpo docente del master di “Giornalismo Internazionale” presso il Centro Studi Americani di Roma e del corso in “Geopolitica e Relazioni Internazionali” del Centro studi Geopolitica.info di Roma. E’ docente presso il corso delle Nazioni Unite di Fotogiornalismo dedicato allo staff internazionale e palestinese operante in Medio Oriente presso le sedi UNWRA (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East).

PEACELINK

Le iniziative realizzate dai volontari dell'associazione PeaceLink ruotano attorno alla gestione redazionale, alla progettazione grafica e strutturazione dei contenuti del portale www.peacelink.it , che comprende vari contenitori tematici, tra cui: Conflitti, Consumo Critico, Cybercultura, Diritti Animali, Diritto in rete, Disarmo, Ecologia, Editoriali, Europace, Genova G8, America Latina, MediaWatch, Migranti, NoBrain, Pace, Palestina, PeaceLink, PhPeace, Sociale, Storia della Pace. All'attività relativa al sito web si aggiungono anche i servizi di animazione, moderazione e amministrazione tecnica di varie mailing list tematiche (tra cui Africa, Animalisti, Asia, Balcani, Conflitti, Consumo critico, Diritti globali, Disarmo, Ecologia, Economia, Educazione, Free, Kimbau, Latino America, News, Buone Nuove, Pace, Nonviolenza, Voce, Volontariato, Taranto, Napoli) pubblicate su http://lists.peacelink.it . I server di PeaceLink inoltre ospitano anche newsletter esterne quali "La nonviolenza è in cammino", bollettino quotidiano del Centro di Ricerca per la Pace di Viterbo ed "Internet per tutti" di Paolo Attivissimo, la più seguita newsletter italiana di divulgazione informatica. A queste liste si aggiungono altre mailing list di servizio dedicate al coordinamento dei membri dell'associazione (tecnica, owner, staff, redazione, progetto, coord). Il totale delle persone che utilizzano le mailing list di PeaceLink si aggira attorno al valore di 34 mila iscritti. Sui server dell'associazione PeaceLink, sono ospitati anche i siti di altre realtà di volontariato italiane e internazionali, tra cui segnaliamo:

Africa Peace Point - http://www.africapeacepointkenya.org/

Antenne di Pace - http://www.antennedipace.org

Campagna Cris - http://www.cris-italia.info/cris/

Casa per la Pace - http://www.casaperlapace.it/

Coalizione Italiana contro la Povertà - http://www.nientescuse.it

Controllarmi - Rete Italiana per il Disarmo - http://www.disarmo.org/

Mosaico di Pace - http://www.mosaicodipace.it/

News From Africa - http://www.newsfromafrica.org/

Pax Christi Italia - http://www.paxchristi.it/

Reti Invisibili - http://www.reti-invisibili.net/

Shalom House Kenya - http://www.shalomhousekenya.org/

Movimento Internazionale della Riconciliazione - http://ospiti.peacelink.it/mir

Gruppo Oscar Romero - http://ospiti.peacelink.it/romero

Molti di questi siti sono realizzati utilizzando la piattaforma di software libero PhPeace (http://www.phpeace.org), un CMS (Content Management System) programmato e realizzato da Francesco Iannuzzelli ed altri volontari dell'associazione, per offrire un sistema di gestione dei contenuti mirato alle esigenze delle realtà no-profit. Tutti i servizi telematici realizzati dall'associazione sono basati sull'utilizzo di software libero e sul sistema operativo Linux. PeaceLink è composta da una rete decentrata di Nodi locali (http://nodi.peacelink.net) che, agendo in linea con i principi e gli scopi dell'Associazione, la rappresentano negli ambiti provinciali e/o regionali, fornendo, ove possibile, sostegno e supporto tecnologico a comitati ed associazioni locali. L'infrastruttura tecnica di di PeaceLink è costituita al momento da due server principali: il primo (Alex, in memoria dell'europarlamentare Alex Langer) ospitato presso ITBnet a Napoli; il secondo (Vanunu, tecnico israeliano che ha denunciato il piano nuclere segreto d'Israele, pagando con 18 anni di galera la sua testimonianza) presente presso la webfarm di I.Net a Milano. PeaceLink è un´associazione di volontariato priva di funzionari pagati e che non offre alcun compenso a chi scrive, organizza, programma, interviene tecnicamente sulla rete. Le uniche uscite sono dovute all´acquisto di attrezzature hardware, ai costi di connessione relativi ai server internet utilizzati dall'associazione per le proprie attività e ai costi vivi di comunicazione (francobolli, fotocopie, telefonate, affissione manifesti e simili). Nel corso della sua attività ultradecennale PeaceLink ha messo a disposizione la competenza dei suoi volontari (ingegneri, giornalisti, programmatori, grafici e redattori del sito) anche per sostenere iniziative di solidarietà realizzate da strutture umanitarie e operatori di pace presenti in Africa (Kenya, Congo) nei Balcani, in Medio Oriente (Israele, Palestina) e in Turchia. I volontari di PeaceLink hanno in più occasioni realizzato libri e iniziative editoriali no-profit a partire dai materiali pubblicati in rete e da esperienze concrete di volontariato dell'informazione. Tra i vari titoli fin qui pubblicati segnaliamo i libri "Telematica per la Pace", il testo che nel 1996 apre il settore della saggistica al dibattito sulle reti di telecomunicazioni, rimasto confinato fino a quel momento nel settore tecnico/manualistico, e a seguire i libri "Oltre Internet", "Italian Crackdown", "Apri una finestra sul mondo", "Con il mondo a scuola", "Cronache da sotto le bombe", "Bandiere di pace". Nel 2001, in seguito alla produzione dettagliata e documentata di informazioni sui rischi legati all'utilizzo di Uranio Impoverito per attività militari, i rappresentanti dell'associazione PeaceLink sono stati convocati a Strasburgo dal parlamento Europeo per presentare all'interno di una audizione pubblica i risultati della loro attività di documentazione. Per la sua efficace attività di servizio, rivolta anche e soprattutto agli operatori del mondo dell'informazione e alle numerose testate giornalistiche con cui l'associazione intrattiene rapporti di collaborazione, nel marzo 2001 PeaceLink ha ricevuto il premio Giornalistico intitolato "Il mosaico della solidarietà". Per la qualità delle informazioni prodotte, il sito web dell'Associazione PeaceLink è stato premiato nell'edizione 2003 degli "Italian Web Awards" con la qualifica di "Sito Eccellente". Durante la guerra del Kossovo ci fu una vera e propria esplosione dei contatti telematici, anche perche' su PeaceLink scrivevano persone sottoposte ai bombardamenti Nato. Nacque cosi' il libro "Cronache da sotto le bombe", una testimonianza drammatica, terribilmente umana, un vero testo letterario paragonabile alle lettere dei condannati a morte della Resistenza. Quello e' stato un momento forte di una piu' vasta serie di iniziative di risonanza nazionale che si sono poi concentrate sullo scandalo dell'uranio impoverito e sul rischio nucleare. Si sono ottenuti risultati concreti come la pubblicazione sul sito di PeaceLink dei piani di emergenza nucleare (tenuti fino ad allora segreti) e delle mappe dettagliate (tenute segrete anch'esse) dei Balcani dove erano caduti i proiettili radioattivi della nato. Era prevista, per i dieci anni di PeaceLink, la pubblicazione di un libro. Ma mentre veniva preparato... a Taranto si ottenevano importanti risultati pubblicando su Internet le foto dei veleni cancerogeni della cokeria, poche settimane dopo scoppiava il movimento anti-G8 (e PeaceLink era costretta a raccogliere per Amnesty International un dossier) e subito dopo il mondo si accingeva a vivere la triste attuale pagina del terrorismo e della guerra in Afghanistan. L'urgenza di questi fatti drammatici non consente oggi di scrivere il libro e di festeggiare alcunche' ma impone di continuare a testimoniare un impegno per la pace e la difesa dei diritti umani. Anziche' un incontro per il decennale PeaceLink in questi giorni e' stata effettuata un'azione nonviolenta nella base nucleare di Faslane in Scozia, condotta da Francesco Iannuzzelli insieme ad altri mille attivisti. Francesco Iannuzzelli e' stato arrestato e infine rilasciato (si veda il resoconto su www.peacelink.it) comunicando via e-mail: "Alle 7 di mattina ci siamo legati le braccia dentro dei tubi di plastica, formando cosi' delle catene umane ben difficili da sciogliere, e ci siamo sdraiati per terra davanti agli ingressi della base, bloccandone l'accesso ai dipendenti che vi si recano al lavoro la mattina. Per la polizia e' stato particolarmente laborioso rompere le catene umane e ha dovuto far ricorso a seghetti elettrici, pinze e forbici per tagliare i tubi e rompere le corde e le catene. Come conseguenza della manifestazione, le attivita' della base sono rimaste bloccate per circa 5 ore. Alla fine 171 persone sono state arrestate, in maggioranza donne, e trasportate verso le vicine stazioni di polizia. Tra gli arrestati anche 3 membri del parlamento (due scozzesi e un'irlandese), due pastori della chiesa scozzese e numerosi anziani. Al clima molto pacifico e di reciproca fiducia ha sicuramente contribuito il proverbiale carattere amichevole degli scozzesi, sia dalla parte dei manifestanti che da quella dei poliziotti, e soprattutto la presenza di una vasta fascia della popolazione, anziani, famiglie, bambini, preti, deputati, ecc. ecc., tutti quanti attivi in questa forma di disobbedienza civile e pronti anche a farsi arrestare. In merito e' interessante ricordare che, secondo un recente sondaggio, il 51% della popolazione scozzese appoggia queste proteste contro le basi militari". Questa testimonianza spiega l'efficacia della disobbedienza civile nonviolenta che "parla" al cuore della gente catturandone la simpatia; e' una prassi a cui PeaceLink guarda con particolare favore. Nel complesso ci caratterizziamo per strategie che intrecciano l'attivismo di Greenpeace e con le metodologie di Amnesty International (in primo luogo una rigorosa autonomia dai partiti politici). Devo dire francamente che dieci anni fa non avrei mai immaginato che il mondo si sarebbe evoluto cosi' e che ogni mese le persone piu' varie su PeaceLink si collegassero 80.000 volte e scaricassero un milione di pagine. Tutto cio' e' stato il frutto del lavoro gratuito di decine di volontari, di cui non e' possibile ricordare qui i nomi ma che hanno saputo costruire un'utopia concreta con la ragionevole fiducia nell'idea che le tecnologie della pace possano competere con le tecnologie della guerra.

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