Chiediamo giustizia, non chiediamo la luna!
Le masserie rappresentano un pezzo di storia del nostro territorio, ma anche la vita della nostra gente dedita all' agricoltura e all'allevamento del bestiame da secoli.
Non si tratta solo di lavoro, ma di appartenenza a questa terra, di radici che mai niente e nessuno avrebbero potuto e dovuto estirpare... eppure davanti ai miei occhi il tempo si è fermato e la storia ha cambiato improvvisamente il suo naturale corso.
Ho visto la barbarie di uomini sconsiderati avventarsi contro chi porta avanti con orgoglio e con amore questa antica tradizione e le radici della propria famiglia... ho visto annientare la loro onestà e la loro dignità.
Tremavano per la rabbia, affogati nell'amarezza di non poter reagire davanti alla deportazione dei loro animali e degli ultimi brandelli di civiltà che questa terra riusciva ancora a rattoppare.
Era il 10 dicembre del 2008 quando è sceso il silenzio sulle case e sulle terre degli allevatori di Taranto... ora resta solo la speranza di non essere dimenticati ed una ferita che ancora continua a sanguinare.
Sono passati sei mesi da quel giorno e già l’indifferenza dilaga spedita negli sguardi di molti… di tutti, l’incuria vanifica il sacrificio di tanti animali innocenti, offende la sofferenza di coloro che lottano per la vita in una stanza d’ospedale e costringe noi in una prigione senza sbarre.
Continueremo a batterci per mantenere viva la speranza di avere giustizia, la nostra tenacia sarà più incalzante di ogni perbenismo e di ogni ipocrisia, strariperà da ogni dove finchè noi e i nostri figli torneremo a respirare l’aroma gustoso e genuino che questa terra ha sempre vantato.






