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Il movimento dei cittadini a Taranto ha aperto una nuova pagina della città, stiamo scrivendo un nuovo pezzo della storia di Taranto. E’ importante scriverlo con la verità e non con la propaganda.
14 gennaio 2010 - Alessandro Marescotti

L’Ilva si sta muovendo. Dopo le possenti mobilitazioni cittadine di Altamarea che nel 2008 e nel 2009 hanno portato in piazza oltre 20 mila cittadini, l’azienda è impegnata in un poderoso sforzo di comunicazione pubblica. Ma c’è una reale inversione di rotta da parte dell’azienda? Purtroppo sembra di no. Molto viene esibito. Poco viene realizzato. Lo testimonia la cerimonia di inaugurazione dell’impianto di depolverazione dell’acciaieria 2. Vi sono foto e video che documentano come, in coincidenza dell’avvio della cerimonia, ci siano gli “sbuffi” di polveri sottili. Se le autorità invitate per il lieto evento avessero fatto un bel giro attorno all’impianto non avrebbero respirato una bell’aria. E’ questa la grande novità che hanno inaugurato? Le autorità sapevano dove era esattamente ubicata l’acciaieria 2? Non hanno notato le emissioni diffuse e fuggitive? E’ probabile che la loro visuale fosse impedita. Insomma, rimane veramente l’amaro in bocca quando scattano gli applausi mentre un impianto nuovo funziona male.

Altro mezzo bluff è stato il Rapporto Ambiente e Sicurezza dell’Ilva, presentato alla fine del 2009. Viene decantata una riduzione di polveri del 62%, di benzene del 27% e di IPA del 45%. Ma non viene specificato rispetto a che anno. Sono dati non certificati da un ente terzo e di “fonte Ilva”. La validità scientifica di dati presentati così per noi è nulla. Anche perché l’Ilva ha costantemente dichiarato al registro Ines del Ministero dell’Ambiente emissioni inquinanti in aumento. E’ difficile a questo punto essere entusiasti o semplicemente ottimisti.

L’unica nota positiva è data dall’applicazione della legge regionale antidiossina che ha obbligato l’Ilva a scendere sotto il livello di 2,5 nanogrammi di diossina a metro cubo. Recentemente l’Ilva ha dichiarato di voler adottare le tecnologie tedesche per scendere sotto il limite “europeo” di 0,4 fissato dalla legge regionale. Questo è positivo ed è frutto della nostra pressione. Ma anche qui occorre verificare che – mai sia Signore! - non vi sia una diluizione dei fumi, altrimenti la diossina si può dimezzare aggiungendo a un metro cubo di fumi un metro cubo di aria fresca. E bisogna far applicare il campionamento in continuo (articolo 3 della legge regionale) altrimenti quando i tecnici Arpa vanno via e non misurano più la diossina, che ne sappiano dei livelli di emissione la notte? Ecco perché riteniamo irrinunciabile un sistema di monitoraggio e controllo complessivo dell’Ilva che ci dica mese dopo mese tutto ciò che finisce nell’aria, nell’acqua e nelle discariche.

Il movimento dei cittadini a Taranto ha aperto una nuova pagina della città, stiamo scrivendo un nuovo pezzo della storia di Taranto. E’ importante scriverlo con la verità e non con la propaganda. Anche perché i nostri polmoni respirano la realtà e non la propaganda.

Note:

Dopo l'intervento di oggi del Direttore Generale dell'Arpa Puglia, il Quotidiano di Taranto mi ha chiesto questo articolo che apparirà domani.

Ecco il video delle emissioni fuggitive apparse il 14/1/2010 poco prima dell'inaugurazione del sistema di depolverazione dell'acciaieria 2 dell'Ilva di Taranto
http://tinyurl.com/y8nd324

Questo è il relativo comunicato di Altamarea
http://groups.google.it/group/altamareanews/browse_thread/thread/cbd725e041f31c2d

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