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Comunicato stampa

Solidarietà a Tito Anzolin, obiettore di coscienza alle spese militari

Il 4 febbraio, alle ore 10, in via Minniti 25/a a Taranto si terrà alla Commissione tributaria la pubblica udienza per la discussione del ricorso di Tito Anzolin. Si invitano i cittadini a manifestare la loro solidarietà.

1 febbraio 2010

Tito Anzolin è un obiettore di coscienza alle spese militari di Palagiano (Taranto). Nel 2000 ha “obiettato” per 100 mila lire, dopo aver comunque to allo Stato (essendo un professore di scuola secondaria) ben 13.734.000 lire di imposte e inoltre anche 1.142.000 lire per Irpef a saldo. Tito Anzolin con la lettera di ringraziamento del Servizio Civile Nazionale per il versamento di pace in alternativa alla spesa per armamenti.

Che cosa è l’obiezione di coscienza alle spese militari?

E’ un gesto simbolico per cui l’”obiettore fiscale” versa la propria quota corrispondente all’acquisto di armi in un fondo di pace. Esiste una campagna nazionale di obiezione alle spese militari e nel 2000 gli obiettori fiscali versavano sul fondo nazionale del Servizio Civile.

In altri termini Tito Anzolin, non ha versato la quota di imposte destinata ad armamenti (100 mila lire) destinandola invece al Servizio Civile Nazionale, da cui è stato tra l’altro ringraziato con questa lettera del 30 luglio 2001 da Guido Bertolaso, che ne era il Direttore Generale:

“Gentile Signore,

Le esprimo un sentito ringraziamento per la sensibilità dimostrata nei confronti del Servizio Civile, mediante il versamento di un contributo al Fondo Nazionale, di cui all’art.11 della legge 6 marzo 2001 n.64, volto a finanziare la partecipazione di uomini e donne in servizio civile in interventi di pacificazione e cooperazione fra i popoli (art.9 comma 1 legge 64/01) e a missioni umanitarie al di fuori del territorio nazionale”.

Quindi Tito Anzolin non è un evasore fiscale ma, obbedendo alla propria coscienza, ha deciso di versare ciò che avrebbe pagato per armamenti per uno scopo ben più nobile: missioni umanitarie e interventi di pacificazione e cooperazione fra i popoli.

Ciò nonostante a Tito Anzolin nel 2005 è arrivata la cartella esattoriale in cui lo Stato intimava il pagamento di euro 280 (nel frattempo le 100 mila lire erano infatti “aumentate”). Ma tale cartella è stata impugnata di fronte alla commissione tributaria provinciale di primo grado.

Nel frattempo il procedimento è andato avanti e in data 18/11/2009 a Tito Anzolin è stato intimato il pagamento entro 20 giorni di “quanto dovuto”, che nel frattempo era lievitato a 311 euro. Gli veniva preannunciato, in assenza del pagamento, il fermo amministrativo dell’auto.

Tito Anzolin ha chiesto di soprassedere in attesa della discussione del ricorso a suo tempo presentato davanti alla commissione tributaria provinciale di primo grado.

Nel frattempo è partita una campagna di solidarietà.

Esprimiamo anche noi a Tito Anzolin il nostro sostegno.

Il 4 febbraio, alle ore 10, in via Minniti 25/a a Taranto si terrà alla Commissione tributaria la pubblica udienza per la discussione del ricorso di Tito Anzolin. Si invitano i cittadini a manifestare la loro solidarietà.

Annamaria Bonifazi (Libera)

Pio Castagna (Pax Christi)

Loredana Flore (Associazione per la Pace)

Alessandro Marescotti (PeaceLink)

Etta Ragusa (Casa per la Pace, Grottaglie)

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