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Il “NO” al potenziamento della centrale termoelettrica dell’ENIPOWER rientrava tra i punti della piattaforma di AltaMarea

Comunicato stampa su centrale Enipower e metanodotto

AltaMarea quindi ritiene che la Regione Puglia abbia la piena legittimazione popolare per poter inoltrare il suo ricorso amministrativo avverso la concessione della v.i.a. per la nuova centrale
12 luglio 2010 - Altamarea (Coordinamento di cittadini e associazioni)

Il “NO” al potenziamento della centrale termoelettrica dell’ENIPOWER rientrava tra i punti della piattaforma di AltaMarea in sostegno della quale circa 20 mila cittadini hanno manifestato lo scorso 28 novembre per le vie della città.

AltaMarea quindi nel ribadire la sua opposizione al progetto nella sua attuale formulazione, ritiene che la Regione Puglia abbia la piena legittimazione popolare per poter inoltrare il suo ricorso amministrativo avverso la concessione della v.i.a. per la nuova centrale. AltaMarea inoltre ritiene che il consiglio comunale debba a sua volta confermare la sua opposizione al progetto. -

Di recente il Ministero dell’ambiente ha anche rilasciato l’AIA alla vecchia centrale termoelettrica. Scandalosamente sono state ritenute idonee tutte le sue componenti. Anche quelle più inquinanti, nei confronti delle quali non è stato prescritto alcun procedimento di chiusura, né nei tempi stretti, né ad avvenuta costruzione della nuova centrale. Non solo. Le prescrizioni imposte risultano del tutto blande.

Va ribadito come la nuova centrale termoelettrica non sostituisca quella già in esercizio all’interno della raffineria. Se non in alcune delle sue parti più obsolete realizzate negli anni ’60 e funzionanti ad olio combustibile. Rimangono invece in esercizio caldaie e turbine per una potenza di circa 67 MW che, sommata ai 240 MW della nuova, portano il polo energetico da 87 a circa 307 MW. Si tratta quindi di un’operazione soprattutto di ordine commerciale e poco caratterizzata come risanamento ambientale.
L’ENI punta non già a soddisfare il fabbisogno energetico della raffineria ma ad una diversificazione produttiva delle sue attività sul territorio jonico, affiancando alla raffinazione del greggio la produzione di energia.

Molte le ambiguità, infine, sulla vicenda metanodotto. Questa condotta dovrebbe servire l’impianto di produzione idrogeno (ausiliario rispetto al nuovo impianto di idrocracking) e la nuova centrale termoelettrica in una diramazione del tronco principale. Si tratta di due distinti progetti rispetto ai quali sussistono molti aspetti da chiarire nelle procedure sin qui espletate ed alcune perplessità per quanto riguarda la V.I.A. dei progetti di cui sono parte integrante.

AltaMarea resta vigile in attesa dei chiarimenti che saranno fatti in sede di Consiglio Comunale.

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