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    E'come la fabbrica di cioccolato. Tutt’e due le fabbriche sono blindate e guai a ficcarci il naso

    Cos’è l’Ilva per Taranto?

    Un uomo non è fatto per lavorare in quell’inferno, magari nel turno di notte.Un uomo è fatto per vivere una vita decente, giocarsi qualche chance, innamorarsi se capita e poi sperare in un finale dignitoso
    19 luglio 2010 - Cosimo Argentina
    Fonte: Corriere del Giorno - 18 luglio 2010

    Cos’è l’Ilva per Taranto? Mi chiede questo grasso brianzolo al bancone del bar Dedalus di Cesano Maderno.

    Che vuoi che ti dica Fiorenzo, è la fabbrica di cioccolato! Hai presente il film? Molte similitudini. Tutt’e due le fabbriche sono blindate e guai a ficcarci il naso
    dentro. Tutt’e due dispensano goffe illusioni… entrambe sono gestite in modo rocambolesco e tutt’e due fanno male alla salute.

    Ueh, figa, ma in quella di Willy Wonka c’è la cioccolata. Ecco bravo, Fiorè… fai che qui al posto della cioccolata ci sta la merda e al posto di Tim Burton c’è un gruppo di imprenditori che non vive di certo a Taranto e quindi può anche infischiarsene dei veleni che narcotizzano la città.

    Una foto dell'Ilva

    La cosa sarebbe diversa se ad esempio i signori del vapore comprassero un attico ai Tamburi e vivessero chessò, in zona san Brunone e la mattina si affacciassero guardando negli occhi la loro bella fabbrica. Uhm, capisco, però i tarantini, prima, quando ci campavano in parecchi, mica si facevano tante domande? ribatte il socio, qua. Se è per questo pure tu ti mangi la carne in scatola e i formaggini con le unghie di topo e mica dici niente anche se ti stai lastricando l’esofago di grappoli di cancro.

    Non è questo il punto, bello mio! Il punto è che ogni maledetta domenica mi siedo alla scrivania e parlo di questo e di quest’altro, ma alla fine la città è qua davanti, con tutti i suoi malanni, e respira vomito e non c’è nemmeno la consolazione di un foglio d’oro per portare un bambino nell’altoforno numero cinque per fargli capire quello che di sbagliato c’è nella vita. Fargli capire che un uomo non è fatto per lavorare in quell’inferno, magari nel turno di notte! Un uomo è fatto per vivere una vita decente, giocarsi qualche chance, innamorarsi se capita e poi sperare in un finale dignitoso.

    Qui invece siamo fuori della grazia di Dio. Anzi mi sa che Dio se prendesse coscienza dell’ilva la farebbe secca con un peto divino. Quello che butta due righe su sto foglio aveva il padre che lavorava all’ilva. Tutti i miei compagni avevano il padre che lavorava all’ilva e chi scampava il siderurgico aveva il padre ai cantieri Tosi, all’arsenale o in marina.

    Non si rinnega nulla, ci mancherebbe altro… ma adesso si sa, sappiamo, il tappo è saltato, il coperchio è stato rimosso anche perché forse il priso era pieno. Altri paesi ce l’hanno fatta… mandiamoli via!

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