Taranto Sociale

RSS logo

Mailing-list Taranto

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • conto corrente bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

Lista Taranto

...

Articoli correlati

  • Davvero gli inceneritori sono innocui per la salute? Sentiamo il Professor Stefano Montanari

    Testo è stato scritto dal Dott. Francesco Sodo (laureato in Scienze Ambientali specializzato Tecnico Superiore per la Raccolta e Smaltimento dei Rifiuti) a testimonianza dei danni alla salute che possono causare gli impianti inquinanti. Speriamo che in un futuro imminente venga valorizzata e preferita una gestione dei rifiuti basata sulla riduzione, sulla raccolta differenziata e su tecnologie a basso impatto ambientale. La raccolta differenziata è importante anche per il lavoro, soprattutto nelle regioni del mezzogiorno.
    17 dicembre 2009 - Francesco Sodo
  • Seveso è a Taranto

    Seveso è a Taranto

    «La diossina dell’Ilva uccide in silenzio. Occorre far presto» Non sono mai stati così gravi e ripetuti, come negli ultimi sei mesi, gli allarmi lanciati per il capoluogo ionico. Colpa del ricatto occupazionale. Di uno scarica a barile tra governi omertosi o incapaci. E di un sindacato impotente.
    9 agosto 2008 - Stefano De Pace
  • La verità sui termovalorizzatori, ecco le conseguenze ambientali

    La verità sui termovalorizzatori, ecco le conseguenze ambientali

    Come dovrebbero funzionare e le conseguenze ambientali. Perchè in Italia sono un affare Termovalorizzatori? Nel mondo ormai non ne costruiscono più.
    23 maggio 2008 - Sabina Morandi
  • Inceneritore: un altro ricorso

    Inceneritore: un altro ricorso

    Ci sarà un secondo ricorso contro il maxi-inceneritore di Hera e a presentarlo sarà il movimento referendario. Nell’assemblea di giovedì sera, infatti, i refendari con Medicina democratica in prima fila, hanno deciso di contestare di fronte al Tar anche l’Autorizzazione integrata ambientale-bis, emessa dalla Provincia nel marzo scorso, che ha fatto decadere i due ricorsi in piedi contro l’Aia di ottobre 2007.
    22 aprile 2008
Ambiente

Sette domande al ministro Clini

Sette domande al Ministro Clini a proposito dell'Ilva
7 agosto 2012 - Alessandro Marescotti (Presidente di Peacelink)
Fonte: Il Fatto Quotidiano - 07 agosto 2012

Ci sono sette domande che vorrei fare al Ministro Clini a proposito dell’Ilva di Taranto. Pecore-Ilva


La prima domanda è: lei farebbe vivere un suo nipotino nel quartiere Tamburi di Taranto?

Accanto a quel quartiere “fuma” la cokeria Ilva e i bambini respirano in un anno una quantità di benzo(a)pirene equivalente a circa mille sigarette.

Il calcolo delle mille sigarette “fumate” è frutto di un algoritmo spiegato in questa pagina web

Da notare: il benzo(a)pirene è non solo cancerogeno ma genotossico: può modificare il DNA trasmesso da genitori a figli.

La seconda domanda è: perché va multato un fumatore che fuma una sigaretta di fronte ad un bambino e l’Ilva che fuma giorno e notte non è mai stata multata fino a ora per questo?

La terza domanda è: una gravidanza nel quartiere Tamburi espone il feto a un rischio accettabile per lei?

Da notare: durante una gravidanza in quel quartiere superinquinato, una donna è come se fumasse quaranta pacchetti di sigarette.

La quarta domanda è: perché oggi non c’è un limite sul benzo(a)pirene e a chi è che è venuta la bella idea di toglierlo?

Le intercettazioni telefoniche di Girolamo Archinà (pubbliche relazioni dell’Ilva) – di cui si parla tanto in questi giorni – risalgono ai primi mesi del 2010. Precisamente alle settimane che hanno preceduto la modifica della normativa sul benzo(a)pirene (avvenuta nell’agosto del 2010). Dal 1° gennaio 1999 c’era un limite di 1 nanogrammo a metro cubo che con il dlgs 155/2010 è stato tolto proprio nell’agosto del 2010, quando si attendevano le prescrizioni che avrebbero costretto l’Ilva a darsi una calmata con i fumi della cokeria. La brutta storia dell’abolizione di un limite ad un pericoloso cancerogeno è descritta qui.

Guarda caso, la modifica della normativa è venuta proprio nel momento giusto. E dopo l’Ilva ha potuto continuare ad inquinare senza problemi, tanto il limite non c’era più. L’Arpa aveva attribuito il 98% del benzo(a)pirene a una sola sorgente: la cokeria dell’Ilva.

La quinta domanda: i tecnici riconoscono a livello internazionale che non c’è aria pulita in un raggio di 1700 metri da una cokeria (il cuore dell’area a caldo che la magistratura vorrebbe fermare), e allora perché a Taranto lei la si vorrebbe far funzionare a 300 metri dalle abitazioni?

Anche l’adozione di migliori tecnologie disponibili non è in grado di assicurare nel raggio di 1700 metri da una cokeria un valore concentrazione di benzo(a)pirene inferiore a 1 nanogrammo a metro cubo. Molto chiari sono i risultati degli studi riportati in Atmospheric Environment 43 (2009) 2070–2079. Lo studio è stato condotto da Diane Ciaparra (Corus Research, Development and Technology, UK), Eric Aries (Corus Research, Development and Technology, UK), Marie-Jo Booth (Corus Research, Development and Technology, UK), David R. Anderson (Corus Research, Development and Technology, UK), Susana Marta Almeida (ISQ, Portogallo), Stuart Harrad (Division of Environmental Health & Risk Management, Public Health Building, School of Geography, Earth & Environmental Sciences, University of Birmingham, UK).

La sesta domanda è: perché a Genova hanno chiusa l’area a caldo dell’Ilva e a Taranto non dovrebbe avvenire lo stesso? Forse i problemi sanitari non sono analoghi?

Se si scava negli archivi si scoprirà che a Genova Clini era favorevole a chiudere la parte inquinante dell’Ilva.

Settima e ultima domanda: perché non c’è un limite per diossine e pcb che sia specifico per i terreni di pascolo? Non c’è il rischio che, come a Taranto, anche in altre zone dell’Italia si contamini il bestiame con questa politica “lassista” del Ministero dell’Ambiente?

Oggi in Italia, in qualunque regione, una pecora può contaminarsi “a norma di legge” in terreni con diossine e pcb. Per ovviare a questo “buco normativo” per i pascoli si adotta il limite di diossine e pcb delle zone urbane, che è assolutamente inadatto: le pecore non pascolano sull’asfalto. Il ministro dell’Ambiente Clini questa cosa la sa? E il Ministero delle Politiche Agricole ha qualcosa da dichiarare?

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy