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    Comunicato stampa

    Lo Stato dà i soldi del patteggiamento all'ILVA? PeaceLink scrive alla Commissione Europea per impedirlo

    L'articolo 107 del TFUE (Trattato di Funzionamento dell'Unione Europea) che, come è noto, vieta a livello europeo l'uso del denaro pubblico per aziende in crisi. Tali operazioni si configurerebbero come "aiuto di stato" e sono vietate dall'articolo 107 del TFUE. L'Italia è già sotto procedura di infrazione dopo che PeaceLink aveva segnalato l'uso di fondi pubblici per le attività produttive dell'ILVA. Ma dopo le dichiarazioni emerse nell'audizione parlamentare, PeaceLink si è nuovamente rivolta alla Commissione Europea per segnalare con preoccupazione l'annuncio che una quota di questa notevole somma derivante dal patteggiamento servirà al rilancio produttivo dell'ILVA. In altri termini lo Stato restituisce la somma sequestrata alla stessa fabbrica che ha inquinato senza alcuna sicurezza che l'eccesso di malattie e morti non prosegua in futuro e senza definire un programma chiaro e condiviso che indichi i tempi e le modalità per la decontaminazione del terreno e della falda, cosa che invece era stata richiesta dalla Commissione Europea al governo italiano.
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I verbali delle Conferenze dei servizi

L'ILVA è obbligata alla messa in sicurezza d'emergenza della falda e dei terreni sotto i parchi minerali

Nella conferenza dei servizi del 16 marzo 2016 è fatto obbligo all'ILVA (pagina 11 del verbale della Conferenza dei servizi istruttoria) di "adottare tutte le misure di prevenzione finalizzate a circoscrivere, limitare la diffusione della contaminazione".
21 gennaio 2017 - Alessandro Marescotti

Verbale della Conferenza dei Servizi istruttoria del 16 marzo 2016 (iniziata alla ore 10)

Nel verbale della conferenza dei servizi del 16 marzo 2016 si legge che è fatto obbligo all'ILVA (pagina 11 del verbale della Conferenza dei servizi istruttoria)) di "adottare tutte le misure di prevenzione finalizzate a circoscrivere, limitare la diffusione della contaminazione".
La conferenza dei servizi aggiunge: “Ai sensi dell’art. 245, comma 2, del dlgs 152/2006, anche il proprietario e/o il gestore dell’area, non responsabile della contaminazione, devono attivare idonee misure di prevenzione secondo le procedure di cui all’art.242 dello stesso decreto. Si tratta di un vero e proprio obbligo di garanzia in virtù del quale non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo con tutte le conseguenze di legge”. CdS decisoria del 16 marzo 2016
Si tratta di una vera e propria diffida alla struttura commissariale ILVA che, poche ore dopo, è stata approvata dalla Conferenza dei Servizi in fase decisoria (si veda pagina 4 del verbale della conferenza decisoria svoltasi a Roma nel pomeriggio dello stesso giorno, ossia il 16 marzo 2016, mentre la conferenza istruttoria si è svolta la mattina). 

Allegati

  • Conferenza dei servizi istruttoria (2526 Kb - Formato pdf)
    Ministero dell'Ambiente
    Iniziata alle ore 10 del 16 marzo 2016
  • Ministero dell'Ambiente
    Verbale della conferenza dei servizi (iniziata alle ore 15) di approvazione della conferenza istruttoria (iniziata alle ore 10 nella stessa giornata) per quanto riguarda la messa in sicurezza d'emergenza per evitare la propagazione della contaminazione sotto il parco minerali (vedere punto 2).
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