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"Giustizia per Taranto: bonifiche, risarcimenti per la città e la provincia di Taranto, chiusura delle fonti inquinanti e riconversione."

Anche gli operai dell'Ilva devono venire alla marcia del 25 febbraio!

Andiamo incontro ad un periodo difficile ed è inutile manifestare separati, gli abitanti di Taranto per la salute da una parte e gli operai dall'altra contro i tagli che sembrano ormai una certezza.
Chiediamo tutti insieme che si facciano le bonifiche e che gli operai siano reimpiegati in questo settore, dopo la formazione necessaria.
Altrimenti i lavori non saranno fatti oppure saranno appaltati a ditte del nord.
11 febbraio 2017 - Fulvia Gravame

Un gruppo di cittadini apartitici, liberi e indipendenti, come si sono firmati nella piattaforma, ha deciso di organizzare una marcia che si svolgerà sabato mattina da piazza Marconi verso il centro.

Le parole chiave sono: bonifiche, risarcimenti per la città e la provincia di Taranto, chiusura delle fonti inquinanti e riconversione.

E' la solita manifestazione per chiedere la chiusura dellIlva? No.  Locandina per la marcia del 25 febbraio 2017 a Taranto

In base al patteggiamento di tre società Ilva, si renderà disponibile un miliardo e trecento milioni per Taranto. Nell'ultimo decreto legge in discussione alla Camera questa somma è destinata all'ambientalizzazione e alla bonifica. La marcia chiede che vadano alla bonifica della falda sotto i parchi minerali a cui l'Ilva è tenuta dal 2010 e che è un obbligo di legge in base alla Conferenza dei Servizi di 2016.

Il fatto che la falda superficiale e quella profonda siano contaminate dagli inquinanti della siderurgia interessa tutti: i contribuenti perché bonificare ha dei costi ingenti e i consumatori perché è possibile che quell'acqua vada nei terreni attinta dai pozzi artesiani e nel mare che nonostante tutto, è ancora pescoso; interessa anche e forse di più, i lavoratori Ilva perché gli interventi di messa in sicurezza d'emergenza della falda previsti dalla legge e la successiva bonifica impedirebbero l'utilizzo dei parchi con un impatto sul ciclo produttivo. A questo punto, perché non chiedere che siano gli stessi operai a collaborare alle bonifiche come prevede la piattaforma della marcia?

Penso che il 25 febbraio i lavoratori Ilva si potrebbero sentire a casa loro in mezzo ai tarantini preoccupati per la loro salute e per il loro portafoglio.  Logo della marcia del 25 febbraio a Taranto

E' noto che dal primo marzo, quasi cinquemila operai andranno in CIG mentre negli ultimi due anni ce ne erano tra i tremila e i quattromila in solidarietà, a rotazione. Durante il dibattito parlamentare di ieri, l'on. Vico ha dichiarato che i quasi cinquemila in CIG non sono stati dichiarati "esuberi strutturali" e che ogni decisione in merito è rimandata a dopo il piano industriale e a dopo la vendita i cui termini sono stati prorogati a ottobre. In sostanza gli esuberi potrebbero essere dichiarati tra un anno.
Se si arriverà alla vendita dell'intero stabilimento, il compratore per riassorbire i cinquemila in CIG dovrà portare la produzione a 10 milioni di tonnellate annue, visto che c'è un rapporto di mille operai per un milione di tonnellate annue prodotte con l’attuale sistema produttivo.
Tale scelta è del tutto inaccettabile, in quanto le emissioni tornerebbero a livelli folli del 2008-2010.

La Valutazione del Danno Sanitario della Regione Puglia ipotizza l'impatto degli inquinanti con una produzione di sei milioni di tonnellate annue: a tale livello, non c'è alcuna diminuzione per varie sostanze, specie per i metalli pesanti. Attualmente siamo tra le cinque e le sei, quindi siamo comunque esposti ad un rischio che questo rapporto definisce "inaccettabile" secondo gli standard medici.

In definitiva gli esuberi ci saranno, la nostra salute non verrà tutelata e quindi non ha senso manifestare separati, gli operai per il lavoro e noi per la salute. Del resto sette morti nell'Ilva in quattro anni riguardano proprio la violazione del diritto alla salute: erano giovani entrati in fabbrica con un progetto di vita e usciti vittime del fuoco, dell'acqua e del ferro. Dopo si può solo piangere e rammaricarsi.

Io al posto degli operai sabato 25 febbraio andrei a piazza Marconi alle 9:00 in punto.

Questo articolo è stato pubblicato nell'edizione di Taranto della Gazzetta del Mezzogiorno del 10 febbraio 2017.

articolo pubblicato il 10 febbraio 2017 in prima pagina nell'edizione di Taranto Fotografia di Anna Svelto

         articolo pubblicato il 10 febbraio 2017 in prima pagina nell'edizione di Taranto Fotografia di Anna Svelto

Note:

L'ILVA è obbligata alla messa in sicurezza d'emergenza della falda e dei terreni sotto i parchi minerali
http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/43982.html

Contatti per informazioni: giustiziapertaranto@gmail.com

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