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L'altro volto del Borgo

23 novembre 2004 - Cosimo Salvatorelli

Nel Borgo ci sono circa 200 famiglie che non riescono nemmeno a provvedere al loro sostentamento nutrizionale, vivono grazie agli aiuti effettuati dalla Parrocchia di San Antonio e qualche lavoretto saltuario, mal pagato o in nero. È questa la notizia clamorosa dataci dal responsabile della Charitas, Antonio Pasquali. Ciò significa che nel “cuore di Taranto” ci sono persone che non possono permettersi il minimo indispensabile per la sopravvivenza.
Questo fenomeno, oltre a violare l’art. 22 della “Dichiarazione dei diritti dell’uomo” sancita dall’ONU, è stato alimentato dall’avvento dell’euro, quindi è in continua crescita. Infatti, le famiglie che usufruiscono di questo ‘servizio” non sono necessariamente con un reddito pari a zero ma anche coppie di anziani che percepiscono una sola pensione di vecchiaia minima, tanto da non riuscire a raggiungere il cosiddetto “fine mese”. La condizione economica tarantina e la precarietà dei posti di lavoro contribuisce al mancato soddisfacimento di molte famiglie tarantine.
La scarsità del lavoro a Taranto è ben visibile su molti siti internet di varie industrie e privati che offrono soltanto lavori a contratto interinale, cioè prestazioni di lavoro manuale non qualificato e temporaneo. L’intervento effettuato dalla Charitas consiste nella fornitura di alcuni alimenti necessari, oppure nel pagamento di bollette e bombole del gas. Un nucleo familiare può ricevere un tipo di aiuto una volta al mese; quindi il signor Pasquali, a questo proposito, definisce il loro aiuto non risolutivo ma integrativo. Inoltre, la crescita del fenomeno coincide con l’esaurimento dei fondi da parte del servizio sociale e qui il responsabile della Charitas conferma l’inefficienza di quest’ultima, infatti in dei casi la gente è mandata direttamente dal servizio sociale alla Parrocchia, poiché, ribadisce il signor Pasquali, i fondi non sono abbastanza per “soddisfare tutti”.
Quindi, la ricchezza del Borgo, con le sue nuove strade, marciapiedi, fioriere e pavimentazioni, è solo una maschera, infatti la gente che ne ha la possibilità si trasferisce nella periferia di Taranto, come Taranto due. La povertà del Borgo non è una novità per la Parrocchia di San Antonio che è fiera di aiutare le persone con condizioni precarie senza aiuti dei servizi sociali o dell’amministrazione tarantina.

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