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    Resoconto per le prossime iniziative

    Torneremo a vederci come Comitato, questa volta per passare alla assegnazioni dei compiti, mercoledì 23 febbraio, alle 18.00, sempre alla libreria Gilgamesh. Mercoledì 16 febbraio, stessa ora, stessa sede, ci vedremo come tarantosociale.
    10 febbraio 2005 - Giovanni Matichecchia

    Il Comitato dei 2 No è tornato ad incontrarsi, canonicamente il mercoledì, sempre presso la libreria Gilgamesh che cortesemente ci viene messa a disposizione dalla dott.ssa Miriam Putignano.

    La sensazione avvertita da più di qualcuno è quella del gruppo che si avvita su sé stesso. Tematiche ripetute, incomprensioni e distinguo diffusi hanno caratterizzato la riunione. In buona sostanza si è tornato a parlare dei contenuti e del metodo di lavoro, così come era già avvenuto in precedenza. Le ripetizioni giovano, dice un vecchio adagio; ci piace considerare il lato positivo. In effetti contenuti, metodi e piani di lavoro erano già stati, per larghe linee, indicati.

    I contenuti.

    Il convegno di novembre si era concluso con alcune proposte. Senza voler tradire le indicazioni del convegno, la larghissima maggioranza del Comitato ha ritenuto di dover guardare con molta cautela alla proposta di una manifestazione nazionale. La cautela ci viene consigliata proprio dallo stesso convegno che, se ha brillato per contenuti, metodo e lucidità politica, certo ha messo a nudo i nostri limiti nella capacità di coinvolgimento delle masse (come alcuni chiamano la gente, termine preferibile di granlunga). Problema che evidentemente è preminente per alcuni. Come è stato intelligentemente sottolineato, una manifestazione oceanica che non abbia una forte sensibilizzazione prima e un abile lavoro di messa a frutto, poi, è una inutile e stupida dimostrazione di forza. Che a un partito può anche servire per chiedere e coagulare consenso da utilizzare su altri tavoli. Ma noi abbiamo detto che il gioco delle tre carte lo lasciamo agli altri. Nostro obbiettivo era e rimane quello di una profonda presa di coscienza di questi temi. Che poi sfocino nelle manifestazioni di migliaia di cittadini è cosa che non costituisce un nostro obbiettivo. Ogni parere difforme sarà ben accetto.

    Il metodo.

    Il metodo, dicono i giuristi, è esso stesso sostanza. Non per niente molte cause si vincono solo invocando i rigori delle procedure. Il merito, in tali casi, passa addirittura in secondo piano.

    Quando è nato il Comitato dei 2 No, non è stato indicato uno statuto, un regolamento, un decalogo, un presidente, un portavoce, una cabina di regia (nonostante sia molto di moda la cabina di regia).

    Pazzi? Illusi? Spero proprio di no. Il Comitato nasceva con lo spirito di tarantosociale. E che cos’è questo spirito di tarantosociale? Pensare che una associazione non ha bisogno di capi, di guide spirituali, di menti che pensano e di braccia che eseguono. Basta un’idea forte e chiara e la volontà condivisa di servirla. L’idea forte l’abbiamo sempre avuta. Pace, giustizia sociale e rispetto dell’uomo per l’uomo. Basterebbe ossequiare questi principi e non ci sarebbero problemi di metodo, né al nostro interno, né con l’esterno.

    Il programma.

    Alessandro ha avanzato una proposta sembrata a tutti praticabile, opportuna e a misura delle nostre capacità. Realizzare un’azione di sensibilizzazione forte intorno all'esercitazione militare che simulerà a maggio l'affondamento di un sottomarino NATO.

    E’ una azione intelligente. Dovremo solo rilanciare e sottolineare i messaggi negativi che l’esercitazione stessa contiene. Il rischio di affondamento e il pericolo della perdita della vita per tanti ragazzi. Sottolineare, inoltre, come si centuplichi il rischio in caso di dispersione nucleare, se si dovesse trattare dell’affondamento di un sottomarino a propulsione nucleare. Preparare il tutto potrebbe già essere problematico per le nostre forze. Ricordo che c’è da sollecitare fortemente il Prefetto sulla questione dei piani di emergenza.

    Tutte queste cose hanno bisogno di tutte le nostre energie. Non possiamo disperderne stupidamente in distinguo interni che non portano da nessuna parte soprattutto quando la contrapposizione è tra una soverchia maggioranza e una individuale minoranza. Mi costa molto concludere dicendo che ognuno di noi poi deve fare delle verifiche dello spazio che è riuscito a costruirsi all’interno di un organismo plurale e democratico.

    Torneremo a vederci come Comitato, questa volta per passare alla assegnazioni dei compiti, mercoledì 23 febbraio, alle 18.00, sempre alla libreria Gilgamesh. Mercoledì 16 febbraio, stessa ora, stessa sede, ci vedremo come tarantosociale.

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