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    Cinema contro la guerra

    Casalini: il 16 marzo "All'Ovest niente di nuovo", uno dei film più censurati dai militari

    Alle ore 17.30 in via Plateja 142 a Taranto si terrà un incontro promosso da PeaceLink e Taranto Sociale.
    5 marzo 2005

    La verità è la prima vittima della guerra. Per questo si è pensato ad un incontro dedicato ai film antimilitaristi più censurati, proiettando "All'Ovest niente di nuovo".

    Il film fu oscurato in Italia e Germania. Uscito nel 1930, vincitore di due Oscar, era troppo antimilitarista. Tratto dal romanzo di E. M. Remarque e con regia di Lewis Milestone, presenta la guerra di trincea dal punto di vista dei giovani tedeschi illusi dalla propaganda militarista.

    Ma non fu l'unico caso di film sgradito ai comandi militari.

    Dal romanzo "Addio alle armi" viene tratto un film che nel 1932 mette in scena la sconfitta di Caporetto, il mito della prima guerra mondiale viene infranto da scene di cruda realtà e di insensata follia. Scatta la censura e gli italiani per vederlo in TV dovranno aspettare 50 anni.

    Realizzare e far vedere film critici sulla prima guerra mondiale risulta difficile anche nel 1950: la narrazione della storia di un obiettore di coscienza ha un effetto così dirompente che il "servizio segreto psicologico" dell'esercito francese ne impedisce la realizzazione. Il film viene ripreso dieci anni più tardi, cambia titolo (da "L'obiettore" diventa "Non uccidere") e il regista Autant-Lara è costretto a realizzarlo in Jugoslavia, fra il 1961 e il 1963. Sono gli anni dell'Algeria, allora colonia francese, in lotta per l'indipendenza. Il film ha un impatto poderoso sull'opinione pubblica. Stesso effetto shock ha in Italia "Uomini contro" di Francesco Rosi, ispirato al romanzo di Lussu Un anno sull’altipiano. Il regista incontra forti resistenze in Italia ed è costretto a realizzarlo in Jugoslavia. Il film esce nel 1970 provocando uno strascico di polemiche e di proteste dei "benpensanti". Infatti viene evidenziata la contrapposizione tra i soldati, mandati al massacro, e il militarismo degli alti ufficiali.

    Altri film che hanno rivisitato criticamente la prima guerra mondiale sono:

    - Charlot soldato (1918), di Chaplin, che racconta, tra satira e sogno la guerra in trincea, con un soldato che da solo cattura il Kaiser;

    - La grande parata (1925) di King Vidor, centrato sulla storia di un giovane volontario americano sul fronte francese;

    - La grande guerra (1959) di Mario Monicelli, con Vittorio Gassman e Alberto Sordi nei panni di due soldati, uno milanese e uno romano, che cercano di sfuggire alla guerra e finiscono fucilati dagli austriaci.

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