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Stralci delle dichiarazioni fatte in occasione della Tavola rotonda del 22-04-2005

Cosa si è detto alla tavola rotonda del 22-04-2005 "La questione ambientale e il nostro impegno civile"

La Tavola Rotonda organizzata dall'Associazione TarantoViva ha rilanciato la tematica ambientale a Taranto all'indomani del nuovo assetto istituzionale del territorio ed all'indomani dell'atto d'intesa
4 maggio 2005 - Gianluca Scafa

L’iniziativa del 22-04-2005 è stata pensata per dare continuità a quel dialogo intrapreso il 13 gennaio 2005 con la trasmissione la radio ne parla andata in onda su radio RAI nella quale, Gianluca Scafa, in rappresentanza di TarantoViva, il Sindaco Di Bello, il dott. Michele Conversano della ASL, il giornalista Michele Tursi del Corriere del giorno e il sign Cito in rappresentanza del Comitato Tamburi si confrontarono per fare il punto sulla questione Ambientale all’indomani della sottoscrizione dell’atto d’intesa.
L’esito di questa iniziativa è stato ridimensionato dall’assenza di tutti gli interlocutori istituzionali. Gli impegni di agenda sono stati determinanti l’assenza delle Istituzioni; però parlare dell’emergenza ambientale a Taranto, del diritto costituzionalmente garantito alla salute, delle malattie e delle morti per patologie legate all’inquinamento, sicuramente rappresenta la priorità per la società civile.
Resta la sensazione di aver comunque fatto qualcosa di buono; informare e stimolare l’attenzione su questi problemi vuol dire maggiore consapevolezza da parte di tutti.
Da oggi sarà più difficile per noi comprendere l’ottimismo sulle soluzioni intraprese. Forse si potrebbe discuterne ancora e con le istituzioni e le aziende.

Gianluca Scafa

Di seguito stralci delle dichiarazioni più significative degli interlocutori presenti alla tavola rotonda

Michele Conversano (Dip. Prevenzione ASL TA)

--Negli ultimi 30 anni sono raddoppiati nei comuni di Taranto Statte, Massafra, Montemesola e Crispiano i tumori. Sono dati che non si possono contestare. Qualcuno ci ha provato ma poi ha dovuto abbandonare il campo

--Ad oggi le emissioni non sono monitorate. Non sappiamo cosa esce dai camini. Ad oggi solo 3- camini su 300 sono monitorati on line nell’Ilva e 3-4 nell’Agip.

--Nessun accordo può prescindere dal fatto di sapere, tramite un organismo terzo, cosa esce dall’Ilva perché altrimenti non potremo mai sapere quale è il reale impatto sulla salute.

--Non aspettiamoci dagli ultimi accordi un miglioramento della salute dell’uomo,assolutamente. Posso essere d’accordo che questo è stato un primo passo, ma è proprio un primo piccolo passo. Può andar bene ma a condizione che si continui non a camminare ma a correre in quella direzione perché non credo ci sia tempo da perdere; tutto questo per dare quella garanzia a noi genitori che i nostri figli non debbano, dopo l’università, stare in qualche altra città.

--Se l'atto d'intesa fosse stato fatto dopo il processo in Cassazione per i parchi minerali e il ritiro della costituzione di parte civile fosse stato fatto dopo la sentenza, avremmo potuto avere una situazione di forza nei confronti l'impresa, avremmo potuto ottenere qualcosa di più, ne parlo da consulente del pubblico ministero, L'ilva è stata condannata 2 volte per la assoluta semplicità del processo.
Ho avuto l’impressione che la fretta maggiore a firmare l’atto d’intesa fosse dell’impresa, forse il nostro interesse era di aspettare la conclusione del processo e poi sedersi al tavolo delle trattative da una posizione di maggiore “FORZA CONTRATTUALE” ...( E' UTILE PRECISARE CHE NE PARLO DA SEMPLICE CITTADINO ! )

Prof. Lopez (Scienze Ambientali)

--Non voglio fare umorismo nero però, parafrasando sul nome dell’Associazione, non vorrei che nei prossimi decenni si debba parlare di Taranto moribonda o di Taranto morta perché questo è il pericolo che corriamo

--I dati contenuti nel dossier sono preoccupanti in quanto non ci sono iniziative tendenti a cercare di migliorarli e a permettere un corretto sviluppo.

--Io credo che in queste condizioni, ancora un decennio di tempo e poi sarà un disastro. Spero che Le istituzioni possano dare il loro contributo.

--Abbiamo proposto come commissione lo spostamento dei parchi.

--Il costo non deve essere la parte fondamentale nell’affrontare questa questione ma la salvaguardia della salute.

--E se per salvaguardarla serve spostare il parco minerale allora si faccia spostare. Ci si adoperi per spostarli.

Lo perfido (Consulente Provincia)

--A Taranto chi deputato non fa prevenzione, andrebbero fatti dei rilievi del microclima interno all’azienda.

--Siamo in una fase di sviluppo. Taranto è un cantiere aperto in materia ambientale

--Qualora si vogliano spostare i parchi minerali qualora siano risolti tutti i problemi legati alla disponibilità dell’impresa, in quel momento ci deve essere una nuova valutazione dell’impatto ambientale, quindi molto tempo.... quindi non si può fare

--La ASL ha delle leve in mano anche come spesa incredibili, è bene utilizzarle al meglio.

Alessandro Marescotti (Peacelink)

--Profondamente delusi dal patto d’intesa con cui si sono di fatto presi impegni blandi ed tolte le castagne dal fuoco a Riva senza alcuna garanzia in cambio

--Visti i dati dei rilevamenti delle centraline, qualcuno di notte continua, approfittando del buio, a fare quello che non si può fare di giorno.

--Offriamo la nostra disponibilità per dare visibilità ai dati del monitoraggio. Il nostro sito ha 20000 accessi al giorno e quindi offriamo questa visibilità per veicolare all’esterno l’informazione

Prof.Liberti (Facoltà di Ingegneria)

--Non è chiaro l’asse di scorrimento di questi patti da 0 a infinito o da infinito a 0. Se mi è consentito da non Tarantino, la sensazione è che bisogna rendere unidirezionali questi passi. E’ difficile che un solo soggetto possa risolvere problemi, occorre la concertazione, siamo tutti costretti a stare intorno al tavolo.

--Continua a mancare l’interlocutore principale a questi incontri. Questo è un grossissimo punto di debolezza. Deve esserci l’Ilva o non si fanno passi avanti.

Dott. Sebastio (Procuratore della Repubblica)

--La carta costituzionale contiene diritti dei cittadini che sono tutelati.
I diritti costituzionalmente garantiti possono essere anche contemperati cosi come la privazione della libertà è un contemperamento del diritto costituzionale alla libertà.
Poi c’è un altro diritto assoluto e la carta Costituzionale non permette che sia contemperato ed è il diritto alla salute, alla vita. NON E’ SUSCETTIBILE DI CONTEMPERAMENTO, un principio di civiltà assoluta. Se non si accettasse questo principio ci si porrebbe la domanda : Fino a che punto si potrebbe accettare una malattia, fino a che punto si potrebbe accettare la morte 1-2-10 è come se si dicesse fino a che punto ci si può ammalare di fronte a certi interessi economici, sociali, qualcuno Poco Poco si potrebbe anche ammalare, qualcuno Poco Poco può anche morire.

--La ecocompatibilità può essere contemperata ad esempio dal diritto all’occupazione ma se il discorso entra nella tutela della salute entriamo nel contesto dei compiti fondamentali della repubblica e della società civile e cioè tutelare , difendere la vita.

Capriulo (comune di Taranto)

--Il 3* atto d’intesa è insoddisfacente rispetto alle esigenze della città.
Uno dei problemi principali che abbiamo nella città è la rete di monitoraggio

--Io come membro della commissione ambiente comunale ho avuto difficoltà nel mio ruolo istituzionale ad entrare in possesso dei dati sull’inquinamento.

--Una nota dolente, oltre alle altre parti, manca l’ARPA che è l’organismo preposto proprio alla diffusione di questi dati.

--Noi siamo fortemente condizionati dal ricatto occupazionale

--Rispetto ai 56m di euro il consiglio comunale ha contestato la scelta operata, la scelta politico amministrativa che è stata fatta nel senso di impiegarli per 2/3 in edilizia residenziale pubblica per una parte realizzando una foresta urbana, per un’altra parte per realizzare degli impianti sportivi, non abbiamo colto un risultato accettabile per superare l’emergenza ambientale.

--Apriamo una riflessione su come spendere questi soldi perché ritengo che cosi si sia raggiunto un risultato insoddisfacente.

--Facciamo in modo che questo ricatto occupazionale dell’ilva finisca e quindi si possano fare interventi decisivi all’interno dello stabilimento e mirando allo sviluppo alternativo di questa città. Questo deve essere l’impegno principale per risolvere il problema ambientale.

Michele Tursi (Corriere del Giorno)

--Il patto di intesa è stato definito un primo passo ma io resto dell’opinione che ancora bisogna vedere se sarà un passo in avanti o indietro.

--Oltre alla concertazione occorre vedere i contenuti di questa concertazione e stando a quello che fin ora si è fatto, questi contenuti non mi sembrano molto esaltanti.

--A noi cittadini resta solo la possibilità di pretendere quello che è stato scritto e sottoscritto nel patto.
Il patto d’intesa dice che entro 4 mesi dalla sottoscrizione del presente l’ilva si impegna a......
Occorre rispettare i tempi, sono trascorsi 4 mesi ed ancora non se ne sa niente.

--Sono rimasto deluso dalla campagna elettorale, nessuno ha portato avanti la tematica ambientale; sul tema è ricaduto un silenzio tombale tranne che per le visite che si sono succedute dopo l’atto nello stabilimento nell’immediatezza del voto. È quindi Riva è diventato di colpo da interlocutore non credibile, da nemico numero uno a poi interlocutore. Mi chiedo si esagerava prima nel sostenere queste cose o si esagera adesso ad attribuire troppa credibilità a questa industria.

--La chimera delle BAT. Le ultime notizie risalgono all’ultima visita dell’amministrazione provinciale nel corso della quale Riva disse che le BAT pur essendo già pronte ed approvate non potevano essere messe sulla gazzetta ufficiale perché non c’era spazio.

E LE AMMINISTRAZIONI?
ASSENTI

E I CITTADINI COSA NE PENSANO
???????????

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