Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

La sentenza della Cassazione sulla Palazzina LAF

24 marzo 2006
Gianluca Scafa

“il lavoro è considerato come la capacità professionale, la “faccia Sociale” di ciascun cittadino, uno dei canali principali attraverso i quali si esplica la propria personalità, uno dei modi attraverso i quali si attuano aspirazioni; uno dei principali strumenti attraverso i quali si contribuisce al proprio progresso morale e spirituale e a costruire la percezione dell’autostima”
Il vivere l’azienda si trasforma in senso di appartenenza, in occasioni di relazione sociale, diventa lo strumento per soddisfare i propri bisogni per alimentare i propri sogni.

Il lavoro nobilita l’uomo…. Non la pensava cosi l’ingegnere di acciaio, il proprietario di una azienda che si attesta ai primi posti in Europa per fatturato e redditività. L’uomo di acciaio, dopo aver negato i sogni di una città, nella logica del profitto e nel nome dell’occupazione e dello sviluppo, ha segnato la nostra storia ed impressionato le nostre coscienze con una terribile vicenda di mobbing.
Il mobbing, quella brutta pratica che leva le aspirazioni, che impedisce il progresso morale, che reprime quello spirituale, lo strumento per alimentare frustrazioni e disillusioni.

Ora la condanna..
Ma cosa resta della triplice sentenza di condanna (cassazione del 8 marzo 2006); tutto si è risolto?
Quanti lavoratori vivono ancora forme di mobbing in questa azienda, su quali basi ci si può attendere che questi episodi non si verifichino più.
Manca la fiducia verso chi ha dimostrato di non avere cura per il territorio, per l’ambiente, per la dignità dei lavoratori. Manca la fiducia verso una cultura aziendale contraria alla definizione stessa di Progresso. Prima ci chiedevamo se tutto è risolto! Episodi come quello della palazzina LAF rappresentano un caso limite, riprorevole ma forse irripetibile nelle sue modalità eclatanti; ma le forme di mobbing sono tante… Lo stabilimento di Taranto, il Galtarossa di Verona, le altre aziende del signore d’acciaio …. Cosa accade in queste realtà?
Forse ora dovremmo solo essere un po’ più ottimisti e credere che la legge possa redimere oltre che punire.

Articoli correlati

  • "Un clima di terrore all'ILVA"
    Taranto Sociale
    Nichi Vendola dichiarò di stimare Emilio Riva ma forse non aveva letto abbastanza

    "Un clima di terrore all'ILVA"

    Il Senato della Repubblica nella seduta del 28 aprile 1998 focalizzò alcuni aspetti della gestione ILVA con varie audizioni. Ed emerse una situazione che l'allora direttore dell'INAIL definì "un clima di terrore".
    17 luglio 2021 - Redazione PeaceLink
  • Quell'esplosione notturna nell'ILVA di Taranto con la nebulizzazione del fluido cancerogeno
    Processo Ilva
    Come mai attorno all'ILVA si trovano anche i PCB oltre alla diossina?

    Quell'esplosione notturna nell'ILVA di Taranto con la nebulizzazione del fluido cancerogeno

    Il 16 agosto 1997, dentro lo stabilimento siderurgico di Taranto, esplodeva un trasformatore elettrico contenente olio a base di PCB (policlorobifenili), denominato “apirolio”. Gli operai l'inalarono i vapori cancerogeni. Questo è il racconto dettagliato che ne fanno i magistrati.
    16 luglio 2021 - Redazione PeaceLink
  • Diffida sul campionamento continuo della diossina ILVA
    Ecologia
    Inviata dal Ministero della Transizione Ecologica al gestore dello stabilimento ILVA di Taranto

    Diffida sul campionamento continuo della diossina ILVA

    Il Gestore dell'ILVA non ha eseguito il controllo mensile del camino E-312. La legge prevede il fermo dell'impianto se accadesse una seconda volta in 12 mesi. PeaceLink evidenzia che dai controlli emerge una concentrazione di diossina superiore al limite prescritto per gli inceneritori.
    9 luglio 2021 - Associazione PeaceLink
  • Chi è oggi il proprietario dell'ILVA?
    Editoriale
    Una vicenda sempre più ingarbugliata dopo la condanna per disastro ambientale

    Chi è oggi il proprietario dell'ILVA?

    C'è chi ritiene che gli impianti dell'ILVA siano dello Stato e chi invece sostiene che non sia affatto così; lo Stato gestirebbe solo la loro conservazione, mediante la prosecuzione o la riconversione delle attività imprenditoriali. E vi è un limite temporale, oltre il quale c'è il fallimento.
    8 luglio 2021 - Alessandro Marescotti
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)