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Su iniziativa della Gas Natural la procedura di VIA è stata sospesa per due mesi

Rigassificatore di Taranto: sospesa la procedura di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale)

Il Comitato per il NO al rigassificatore sottolinea ancora una volta la vulnerabilità del progetto
6 aprile 2007
Il Comitato per il no al rigassificatore di Taranto
Fonte: Portale Ambientale della Regione Puglia

Apprendiamo dal sito web della Regione Puglia che su iniziativa della Gas Natural, società proponente l'impianto di rigassificazione a Taranto, la procedura di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) è stata sospesa per due mesi. La Società spagnola ha informato la Regione ed il Ministero dell'Ambiente che la sospensione è dovuta alla necessità di ottenere il parere del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici in relazione al Piano Regolatore Portuale.

Il Comitato per il NO al rigassificatore sottolinea ancora una volta la vulnerabilità del progetto in quanto nelle integrazioni richieste dalla Commissione VIA del Ministero dell'Ambiente si fa riferimento ad un piano regolatore portuale in itinere.

Nel maggio 2006 infatti, il Comitato portuale deliberò l'adozione preliminare del piano regolatore che fu successivamente trasmesso al Comune di Taranto affinché rilasciasse il parere dell'amministrazione comunale, così come previsto per legge. A quel punto, poiché la giunta Di Bello si dimise, la gestione commissariale decise di bloccarlo con delibera del 25 agosto del 2006 in quanto si era accorta che in quel piano era previsto un rigassificatore a ridosso della città.

Intendiamo segnalare una ulteriore novità.

Il Comitato contro il rigassificatore di Taranto oggi ha inviato al Comitato Tecnico Regionale una richiesta di annullamento in via di autotutela, ai sensi dell'art. 21 nonies della legge n. 241/90, del nulla osta di fattibilità prot. n. 4184 del 24.5.2005 rilasciato dal Comitato Tecnico Regionale presso i Vigili del Fuoco. Infatti il Comitato contro il rigassificatore rilava che le 40 lacune e i punti critici del progetto evidenziati dal Ministero dell'Ambiente, rimandano per buona parte ad aspetti relativi alla sicurezza dell'impianto di rigassificazione e alle sue interrelazioni con gli altri impianti a rischio di incidente rilevante presenti persino nelle immediate vicinanze.

Tutti questi aspetti critici evidenziano gravissime lacune istruttorie nel sub-procedimento conclusosi imprudentemente con il rilascio dello stesso nulla osta di fattibilità. Il proponente Gas Natural non specifica quale sia stata la metodologia seguita per l'analisi qualitativa e quantitativa di propagazione di eventi incidentali (effetto domino). Inoltre non viene contemplato l'aggravio di rischio che deriverà dal raddoppio della raffineria e dai piani di sviluppo Industriali dell'ILVA.

Considerando tutto ciò, il Comitato contro il rigassificatore ha ritenuto opportuno richiedere al Prefetto di Taranto copia dei piani di emergenza esterni e rapporti di sicurezza dei 9 stabilimenti a rischio di incidente rilevante già presenti, assoggettati alla direttiva Seveso ter e al dlgs n. 334/99.

La mancata predisposizione, ai sensi dell'articolo 20 del dlgs 334/99, dei relativi piani di emergenza esterni di ogni singolo impianto, renderebbe impossibile, per le loro ovvie interazioni, una valutazione della adeguatezza dei piani di emergenza esterni, interni e i rapporti di sicurezza per l'ipotetico impianto di rigassificazione; piani e rapporti che non possono essere intesi come adempimenti meramente burocratico-formali, ma che devono essere sostenuti innanzitutto dalla logica e dal buon senso oltre che, naturalmente, dalla normativa vigente.

La mancata conoscenza di tali piani di emergenza renderebbe difficoltosa e incompleta - per il Comitato contro il rigassificatore - l'analisi delle integrazioni proposte da Gas Natural.

Il Comitato, con l'ausilio di esperti di varie discipline, sta infatti elaborando delle controdeduzioni che necessitano della conoscenza dei piani di emergenza.

Taranto si conferma sempre più una città ad alto rischio e il rigassificatore resta un ostacolo gravemente lesivo delle possibilità di sviluppo del territorio. Lo stop alla Valutazione di Impatto Ambientale conferma - se ce ne fosse stato bisogno - quanto sia straordinariamente rischioso l'aggiunta di un rigassificatore in un'area del porto già ad elevato rischio di incidente rilevante.

Per il Comitato Contro il Rigassificatore di Taranto

Stefano De Pace
Alessandro Marescotti

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