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TarantoViva interviene nel dibattito lanciato dal Procuratore Sebastio

Profitti e Danni: Nuovo Atto di Intesa e coinvolgimento delle Associazioni Ambientaliste

Il Procuratore Sebastio, di recente, sulle pagine del Corgiorno ha posto una domanda cruciale su quanti e quali danni siano accettabili in nome dell'attività produttiva.
1 luglio 2007 - Stefano De Pace
Fonte: Corriere del Giorno

ILVA di Taranto La risposta, a dispetto di quanto potrebbe sembrare, non è semplice, soprattutto nella nostra realtà ove l'inquinamento è pesantissima e quotidiana presenza da decenni.Il quesito peraltro è posto pubblicamente e si rivolge a tutti, ai politici, agli industriali, ai sindacalisti, agli ambientalisti ed alla cittadinanza.Dalle azioni dei politici che ci rappresentano arrivano segnali forse contraddittori, forse inquietanti.Ricordo che alcuni mesi fa da parlamentari jonici fu presentata un'interrogazione bipartisan per ottenere deroghe ai tagli di CO2 imposti all'acciaieria dagli accordi di Kyoto.Purtroppo i nostri deputati e senatori non hanno finora mostrato la stessa sollecitudine nel chiedere una tempestiva revisione delle norme previste dal Testo unico sull'ambiente riguardo alle emissioni di diossina e cosi noi, il loro elettorato, siamo attualmente esposti alla diossina,ma pure alla CO2 e a tante altre sostanze dannose.

Sempre di recente il presidente Vendola ha reso visita alla città dopo le elezioni comunali ed ha tenuto un discorso suggestivo ed articolato, ricordando i molteplici mali che ci affliggono e facendo riferimento ad un cronoprogramma, le cui fasi sono scandite nel tempo si da evocare l'immagine della sabbia che scivola inesorabilmente in una clessidra, cronoprogramma destinato a risolvere la questione dell'impatto dell'acciaieria. Sarebbe doveroso che i tempi e le soluzioni tecniche contenute in questo progetto fossero comunicati ai cittadini, visto che in gioco c'è il loro destino. D'altra parte l'ultimo Atto d'intesa è da rivedere non foss'altro perchè è stato stipulato quando non c'era un sindaco a rappresentare la città.

Alla domanda posta dal giudice Sebastio sarebbe indispensabile che rispondessero anche gli industriali, magari manifestando la consapevolezza che rispettare l'ambiente non è solo necessario eticamente, ma anche conveniente dal punto di vista economico.Da ultimo mi pare che i cittadini, soprattutto quelli che tentano di battersi per trovare una soluzione adeguata, siano sempre più numerosi e desiderosi di evitare che la città continui a subire altri danni in nome delle esigenze produttive.Si tratta di un impegno non solo di denuncia, ma anche di proposta, che è gravoso e a volte rischioso.

Penso quindi che la risposta al fondamentale interrogativo in discussione debba essere ricercata in un dialogo da cui scaturisca un nuovo Atto d'Intesa, che coinvolga tutte le parti sociali e che ammetta il contributo consultivo, civile, tecnico delle associazioni ambientaliste che da anni descrivono la gravità di quanto accade e che al momento mi sembrano pienamente rappresentative di parte non trascurabile degli interessi della città.In questo senso ci sono stati precedenti nella gestione di analoghe problematiche a Cornigliano.Spero che questa proposta sia accolta con interesse e magari con favore dal Sindaco Stèfano e dagli altri ptotagonisti della questione ambientale.

Roberto Petrachi
Associazione TarantoViva
www.tarantoviva.it

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