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    Riflessioni sulle ipotesi di realizzazione di un rigassificatore a Taranto

    "Con quali occhi le destre misurano il passato?"

    Le destre a Taranto hanno creato un processo in qualche modo pre-orientato di distribuzione indiscriminata di ricchezza, c'è stato insomma un saccheggio vero e proprio ai danni della cittadinanza, dell’elettorato su quale forse anche coloro che lo hanno voluto e realizzato non hanno riflettuto a sufficienza
    18 gennaio 2007 - Stefano De Pace
    Fonte: Corgiorno & Tarantosera

    - Con sgomento ho letto le dichiarazioni del vicepresidente della Commissione Ambiente della Regione Puglia Pietro Franzoso, in riferimento alla realizzazione di un molo esterno al porto di Taranto per l’attracco delle navi metaniere ritenendo in tal modo l’ipotesi rigassificatore “rispettosa di ogni criterio di sicurezza”. Mi sono quindi chiesto: con quali occhi le destre misurano il passato? Scavando nel pesante e inquinato deposito della storia degli ultimi anni di loro governo, estraiamo avventure cupe e tragiche, quel male che ha intriso l’anima della nostra città, quasi a voler cercare di scoprire il filo di coerenza che deve pur legare questo passato così avvelenato ad un presente che vuole fondarsi sullo sviluppo del territorio. Una specie di pudore generalizzato, di imbarazzata coscienza collettiva dovrebbe animare gli sguardi. Eppure c’è gente che gira ancora per questa città del tutto indisturbata, ed è proprio da questo punto che deve partire ogni riflessione politica. Nei giorni di campagna elettorale che ci attendono torneranno a bussare alle nostre porte come sciacalli alla ricerca di vacui voti di scambio. Ogni Tarantino allora dovrà ricordare le inquietanti incognite dell’odierno dissesto, i posti di lavoro perduti, i favoritismi e tutto il malcostume paramafioso che tutti ben conosciamo, espressione “genuina” di una partitocrazia che ascolta la “Voce dei Padroni” senza curarsi del popolo.

    Le destre a Taranto hanno creato un processo in qualche modo pre-orientato di distribuzione indiscriminata di ricchezza, c'è stato insomma un saccheggio vero e proprio ai danni della cittadinanza, dell’elettorato su quale forse anche coloro che lo hanno voluto e realizzato non hanno riflettuto a sufficienza. Oggi non bastano le contingenti ragioni ‘politiche’ a giustificare la non-considerazione del passato. Qualcosa ha infatti “costretto” Taranto in questa situazione. E questo “qualcosa” va riconosciuto pubblicamente e nelle aule competenti. L'ultima giunta ha costruito il suo potere su sabbie mobili che poi hanno risucchiato la città (spiega Roberto Nistri, insegnante di storia e filosofia) ed oggi gente che ha passeggiato nei salotti della Di Bello continua a riunirsi in una combriccola di associazioni e ordini professionali, continuando a mercanteggiare per i propri interessi.

    Il fatto che Franzoso oggi appoggi l’ipotesi rigassificatore a Taranto è perfettamente in linea con le politiche economiche e sociali di una destra disfattista che non conosce concertazione. Il precedente Governo Regionale dell'on. Fitto infatti accolse l’impianto di rigassificazione di Brindisi senza una procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Il nostro ex Sindaco, che ha lasciato la città nella situazione che tutti ben conosciamo non ha fatto altro che patteggiare con Ilva ed Eni senza considerare gli aspetti ambientali. Il precedente governo ha infine “paralizzato” la città piazzandoci un commissario al comune ed uno all’Autorità Portuale.

    Cos’altro dovremmo aggiungere? Cosa ne sanno gli amici delle destre dello sviluppo del porto di Taranto? Parlano di impianto di rigassificazione e retro-portualità al tempo stesso, parlano di attuazione di investimenti e di ipotesi assurde qualora dovessimo accorgerci di eventuali problemi solo in fase di cantierizzazione…

    Si potrà ancora procedere per andamenti paralleli e opposti al tempo stesso? quanto oggi questo “procedere convulso” è ancora compatibile?

    Franzoso può essere certo sin da ora che Taranto non accetterà un altro compromesso, che Taranto sarà capace di far tesoro di queste esperienze. La nostra città si appresta ad una nuova fase di sostegno e potenziamento dell’iniziativa popolare (vedi l’esperienza del comitato contro il rigassificatore) Ovvio che a tutto ciò è quasi impossibile dare risposta in termini solo di mediazione, specie quando gli esiti finali dei conflitti si determinano più nei tribunali che altrove. Ma anche in questi casi, come ha insegnato la vicenda di Scanzano, se le volontà popolari si manifestano in maniera altamente significativa e qualificata, possono essere rispettate anche a fronte di consolidatissimi diritti giuridici acquisiti dal proponente.

    Mi permetto infine di ritenere la capacità di contestualizzare un vero e proprio indice di maturità. Chiaramente è un discorso fatto in senso generale, sapendo che a volte si tende ad esagerare anche con gli “scenari” e con improbabili ricorsi storici. Ma lo sforzo di analizzare ogni situazione aiuta terribilmente a definire meglio i contorni e ad intuire i possibili sviluppi.

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