Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

Dopo i dati resi noti dall’Arpa emerge con maggiore forza la necessità di rivedere la legge in vigore in Italia.

Diossina: Il comune chiede una legge più severa

Nel documento l’esecutivo intende sollecitare la Regione Puglia ed il governo a modificare il sistema legislativo nazionale in materia di emissioni di diossina
19 settembre 2007
Michele Tursi
Fonte: corgiorno

Taranto vista dal mare Era il dieci agosto al villaggio Fata Morgana, quando l’assessore comunale all’Ambiente Bruno Pastore, intervenendo ad un dibattito di TarantoViva e sollecitato dal nostro collega Michele Tursi, annunciò pubblicamente che il Comune avrebbe chiesto alla Regione Puglia di rivedere i limiti di emissione di diossina. A poco più di un mese, quell’impegno sta per diventare realtà. L’altro ieri l’Arpa ha reso pubblica la relazione sulla campagna di monitoraggio effettuata dal 12 al 16 giugno sull’impianto di agglomerazione dell’Ilva. E proprio l’altro ieri la giunta comunale avrebbe dovuto esaminare ed approvare l’atto di indirizzo con cui si chiede ai governi regionale e nazionale di adottare un sistema legislativo simile a quello già in vigore in Friuli Venezia Giulia.

Il prolungarsi della discussione sui dipendenti comunali, ha impedito che l’argomento (iscritto all’ordine del giorno) fosse affrontato. Se ne discuterà nella giunta in programma oggi e probabilmente nella prossima seduta del Consiglio comunale che dovrebbe tenersi l’1 ottobre. Nel documento l’esecutivo intende sollecitare la Regione Puglia ed il governo a modificare il sistema legislativo nazionale in materia di emissioni di diossina, adottando un parametro più restrittivo di quello attualmente in vigore sul modello delle normative europee recepite dalla legge regionale adottata in Friuli per l’impianto di sinterizzazione di Servola.

----------------------------------------------------
E basta con sta’ diossina!
----------------------------------------------------

Sindaci, assessori, onorevoli, consiglieri, presidenti e affini, se ci siete battete un colpo. E che sia bello forte, tale da poterlo sentire anche a distanza e nel cuore della notte quando i gorgheggi del mostro d’acciaio accompagnano il sonno dei tarantini. Migliaia di soldatini si affannano a fondere metalli per far funzionare il mostro. Eccome se funziona! A modo suo.
L’Arpa lo ha scritto in maniera chiara: durante i controlli effettuati a giugno i livelli di polveri in atmosfera sono diminuiti.

Ma che si sono messi in testa quei malfidati dell’Arpa al soldo del sornione Assennato? Cosa vogliono la rovina della città? Non solo si sono arrampicati a 53 metri sul ciclopico camino E 312 e con sonde al titanio hanno pescato polveri, pcb e diossine in quantità... industriali, hanno pure l’ardire di fare proposte e dare consigli! E no, ma come si permettono. A Taranto poi. Con tutti i problemi che abbiamo. Col dissesto, con la tarsu raddoppiata, con le salme in attesa di degna sepoltura, con Stefàno e Carrozzo come Totò e Peppino (solo che quelli facevano ridere), con il dibattito sul partito democratico, con il Taranto con le divise nuove, con mia moglie che non sa cosa prepararmi per cena... l’ambiente è proprio l’ultima cosa!

E invece, niente. Non hanno altro da fare all’Arpa? Eppure di problemi ce ne sono in Puglia: i danni dell’eolico, le controindicazioni del solare, i segreti dell’agricoltura biologica! Su cosa va a fissarsi Assennato con la pattuglia dell’Inca (che non è il patronato della Cgil), nientemeno che sulla diossina, quella sostanza che se non fosse stato per lo stabilimento Icmesa vicino Seveso, nessuno saprebbe cos’è.

Cos’hanno escogitato questi dell’Arpa? Visto che nonostante i controlli tutto è risultato nella norma, si sono messi in testa che la norma è da cambiare. Incredibile! Meno male che Stefàno, Florido, Vendola, Losappio insieme a tutti i consiglieri regionali ed ai parlamentari eletti a Taranto ed al ministro Pecoraro Scanio, c’hanno altro a cui pensare... sennò finiva come in Friuli Venezia Giulia che appena vedono un filo di diossina... apriti cielo!

Articoli correlati

  • La sentenza del TAR per lo stop degli impianti è stata trasmessa al Consiglio Europa
    Taranto Sociale
    ArcelorMittal

    La sentenza del TAR per lo stop degli impianti è stata trasmessa al Consiglio Europa

    Legamjonici contro l’inquinamento, una delle associazioni ambientaliste di Taranto, ha trasmesso al comitato dei ministri del Consiglio d’Europa la sentenza dello scorso 13 febbraio del Tar di Lecce che ordina ad ArcelorMittal di spegnere gli impianti inquinanti.
    25 febbraio 2021 - AGI (Agenzia Giornalistica Italia)
  • "Mancano le tute nello stabilimento siderurgico di Taranto"
    Taranto Sociale
    Denuncia della Uilm

    "Mancano le tute nello stabilimento siderurgico di Taranto"

    La denuncia, oltre che ad ArcelorMittal, è inviata anche a Spesal, il servizio sicurezza luoghi di lavoro dell’Asl. “I lavoratori da più tempo - afferma la Uilm - da più tempo non riescono ad approvvigionarsi di tute per poter svolgere la propria mansione”.
    23 febbraio 2021 - AGI (Agenzia Giornalistica Italia)
  • ArcelorMittal: Peacelink, dopo sentenza nuova fase per Taranto
    Taranto Sociale
    Dopo la sentenza del TAR di Lecce

    ArcelorMittal: Peacelink, dopo sentenza nuova fase per Taranto

    "Un'intera comunità deve richiedere che il Recovery Plan finanzi la riconversione dei lavoratori Ilva impiegandoli in attività di bonifica, di utilità sociale e di riqualificazione territoriale. Occorre chiudere definitivamente l'area a caldo così come è avvenuto a Genova e a Trieste”.
    13 febbraio 2021 - AGI (Agenzia Giornalistica Italia)
  • Per il Tar di Lecce ILVA impone un tributo inaccettabile "in termini di vite e di salute"
    Editoriale
    Ordinato lo spegnimento dell'area a caldo del siderurgico di Taranto

    Per il Tar di Lecce ILVA impone un tributo inaccettabile "in termini di vite e di salute"

    Chiediamo che il nuovo ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, non faccia ricorso contro questa sentenza ma la accolga come una opportunità. La chiusura dell'area a caldo deve essere l'occasione per riprogettare lo sviluppo e porre fine a decenni di sofferenze.
    13 febbraio 2021 - Alessandro Marescotti
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)