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Oggi il consiglio comunale approverà lo strumento urbanistico dell’area portuale: il punto col presidente dell’Authority

Michele Conte: «Piano regolatore, no a lungaggini»

«Sarebbe assurdo sprecare tempo quando la Finanziaria ci invita ad accelerare sul porto. La sua impostazione esce confermata eccetto il rigassificatore, che ora è escluso»
18 ottobre 2007
Maria Rosaria Gigante

Il Porto di Taranto «Cosa mi aspetto oggi dal Consiglio comunale? Ovviamente che approvi il Piano regolatore portuale così come è giunto a questa fase della discussione. Sarebbe un traguardo importante». Alla vigilia dell’assise cittadina, Michele Conte, presidente dell’Autorità portuale, traccia un bilancio del lavoro fatto sinora ma guarda, soprattutto, alle altre cose da fare.

Presidente, ovviamente non basterà il sì del Consiglio a rendere operativo il nuovo Piano regolatore...

«In effetti, se oggi ci sarà, come auspico, il via libera del Consiglio, Comune e Authority dovranno definire un atto d’intesa. Dopodichè il Piano regolatore andrà al Consiglio superiore Lavori pubblici che lo esaminerà e se lo riterrà valido, lo invierà al ministero dell’Ambiente per la Valutazione di impatto ambientale. Effettuati questi passaggi, il Piano regolatore andrà alla Regione per l’approvazione finale».

E’ facile prevedere tempi non brevi?

«Le altre realtà portuali che hanno già affrontato il tema Piano regolatore hanno impiegato dai tre ai cinque anni».

Il Comitato per Taranto lancia l'allarme al Sindaco Stefàno: «Rigassificatori, i Comuni non siano esclusi»
Dall’emergenza diossina alla gestione dei rifiuti, dalla questione rigassificatore all’istituzione di una Consulta ambientale e di un’Autorità comunale che sia in grado, in caso di incidenti rilevanti, di infornare la popolazione. Tocca i diversi temi ambientali sul tappeto l’incontro tra la Consulta per Taranto ed il sindaco Ippazio Stefàno.

Consulta che comunica con evidente soddisfazione al sindaco l’avvenuta pubblicazione, sul sito del ministero dell’Ambiente (inserendo su Google le parole «dsa/aia»), delle «Osservazioni» sulla documentazione relativa alla domanda Aia (Autorizzazione integrata ambientale) dell’Ilva di Taranto presentate dal Comitato per Taranto insieme alle organizzazioni territoriali e a singoli cittadini. Ma nel condividere ed appoggiare le iniziative del Comitato per Taranto e sostenere il coinvolgimento unitario del mondo ambientalista, c'è soprattutto un’altra questione evidenziata dal movimento che ora vuole spingere il sindaco a prendere posizione.

E’ in ballo, infatti, l’art. 46 del decreto Bersani che nega all’ente comunale e ai cittadini di partecipare democraticamente al processo decisionale nella costruzione dell’impianto di rigassificazione. Se su questo articolo il Comitato intende intraprendere una battaglia anche fuori dai confini territoriali, il sindaco Stefàno ha annunciato la volontà di prendere posizione contro. Ma veniamo alle altre questioni affrontate: convocazione di un’assemblea che veda la partecipazione delle associazioni mbientaliste e dei cittadini interessati a prenderne parte, al fine di realizzare e condividere la bozza di statuto della Consulta ambientale; definizione del ruolo dell’Autorità comunale nella gestione dell’informazione alla popolazione per gli incidenti rilevanti; per la gestione dei rifiuti, attivazione del termovalorizzatore e verifica sullo stato della raccolta differenziata.

E ancora: presentazione delle integrazioni di Gas Natural (è la società spagnola interessata al rigassificatore) in concomitanza con l’approvazione dell’art. 46 della legge 159/2007 (Decreto Bersani), che semplifica le procedure per l’installazione dei rigassificatori togliendo la competenza ai Lavori pubblici e trasferendola al ministero dello Sviluppo e riducendo parecchio il potere di Comuni, dell’Autorità portuale, e degli stessi cittadini. Si chiede poi l’iindividuazione di una sede adeguata per l’Arpa di Taranto. L’ulteriore richiesta del Comitato per Taranto a favore della tutela ambientale e della salute dei cittadini, riguarda infine l’attivazione e un adeguato posizionamento delle centraline comunali, nonché la pubblicazione on-line in tempo reale dei dati rilevati
Tempi lunghi quindi?

«Mi auguro che si possa fare prima. Le lungaggini sarebbero in contraddizione con quanto prevede il comma 1002 della Finanziaria 2007, il quale, riferendosi al potenziamento infrastrutturale del porto di Taranto, parla esplicitamente di accelerazione delle procedure. Ora, non si può dire questo in Finanziaria, eppoi tenere fermo per anni il Piano regolatore che del porto disegna lo sviluppo per i prossimi dieci anni. Oltretutto, proprio sull’applicazione di quel comma, il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, ha convocato un vertice per il 24 alle 11, segno che si vuole dare seguito a quanto inserito nella Finanziaria dell’anno scorso».

Rispetto a quando è stato avviato l’iter del Piano regolatore portuale, che novità sostanziali ci sono?

«Anzitutto, cominciamo col dire che abbiamo cominciato a parlare di Piano regolatore potuale nel 2002 e siamo arrivati ad oggi....»

«Scusi, presidente Conte: ma non potevate essere un poco più veloci?

«Ma nel 2005, quando sono andato via dall’Authority, dov’ero segretario generale, il Piano regolatore poteva essere già sottoposto al confronto col Comune. Non è accaduto perchè il porto, in questi anni, ha avuto due commissariamenti e ciò ha causato dei ritardi».

Alla fine dei vari passaggi, come esce il Piano regolatore? Modificato? Stravolto?

«No, esce abbastanze bene, nel senso che l’unica cosa che non
c’è più è la previsione del rigassificatore, che le gestioni commissariali avevano inserito. Per il resto, invece, è tutto confermato».

Sinteticamente, delinei gli obiettivi del Piano...

«Per quanto attiene le opere, rilevanti sono l’ampliamento del quinto sporgente, la possibilità di poter fare un secondo terminal container dopo quello di Evergreen, la costruzione della vasca di colmata per i fanghi dei dragaggi, la piattaforma logistica, il raddoppio del pontile petroli, cosa che era già stata prevista con l’adeguamento tecnico del vecchio Piano e che ora il nuovo recepisce».

A proposito di piattaforma logistica: ma i lavori quando partono?

«Siamo in attesa della Valutazione di impatto ambientale che per la piattaforma è stata chiesta dopo le vicende di Brindisi del rigassificatore. Acquisito questo parere, faremo una conferenza di servizi con 42 amministrazioni a vario titolo coinvolte nel progetto per definire l’atto che poi servirà al Cipe cui compete l’approvazione definitiva del progetto. Penso che i cantieri potranno partire nel nuovo anno».

Ma per i lavori della piattaforma non c’è bisogno dei dragaggi? E i fanghi come li smaltirete?

«Per cominciare ad applicare il comma 1002 della Finanziaria 2007, il comitato portuale ha deciso di partire con i lavori del secondo terminal e quindi con l’ampliamento del molo ovest. All’interno di quest’a rea dovremmo collocare la vasca per i fanghi. Mi pare che sia un segnale che noi vogliamo essere concreti».

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