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Clamoroso provvedimento della Guardia di Finanza a conclusione di indagini e verifiche. L’area per il conferimento resta aperta ma potrà ricevere solo rifiuti provenienti da Lecce

Discarica “La Torre Caprarica” sotto sequestro

Sono stati sottoposti a sequestro i due lotti della discarica “La Torre Caprarica”. Dal presidio permanente chiedono le dimissioni dell'Assessore all'Ambiente: Alabrese: è una questione di interpretazione normativa. L’opposizione preannuncia battaglia in Consiglio.
28 ottobre 2007
Fonte: Corriere del Giorno

Logo del Presidio Permanente La lunga “visita” dei militari del comando provinciale di Taranto della Guardia di Finanza si è conclusa nella tarda serata di venerdì con l’adozione del clamoroso provvedimento scattato su iniziativa degli stessi militari sulla scorta dell’esito dei controlli effettuati all’interno dell’area. Le contestazioni, stando a quanto si è potuto apprendere, riguardano la presunta violazione delle norme ambientali in materia dei rifiuti solidi urbani. Comunque, la discarica resta in attività in quanto i finanzieri hanno consentito il conferimento dei rifiuti solidi urbani ma con una limitazione. Potranno essere conferiti solo e unicamente quelli provenienti dalla provincia di Lecce. Dagli ambienti investigativi non trapela nulla ma, stando a indiscrezioni, all’interno della discarica sarebbe stata riscontrata la presenza di rifiuti di altro genere sui quali sono in corso ulteriori verifiche.

Inoltre, la posizione di alcune persone sarebbe al vaglio degli uomini delle Fiamme Gialle e della magistratura. L’attività di indagine iniziata nei giorni scorsi, da quanto si è appreso, non è ancora terminata. In tempi brevi, le indagini potrebbero far registrare ulteriori sviluppi di una vicenda che, come è noto, ha suscitato non poco clamore a Grottaglie dove c’è stata una mobilitazione popolare.

Da alcune settimane, nei pressi della discarica, alcuni manifestanti hanno dato vita ad un presidio permanente. Dell’esito delle verifiche e del sequestro, ieri mattina è stato informato il pm di turno della Procura di Taranto, la dottoressa Daniela Putignano.
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Dal Notiziario FIMMG - Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, maggio 2006
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I medici di famiglia hanno espresso la loro opinione sugli inceneritori, la riportiamo di seguito. E' dedicata a tutti coloro che vivono, o vivranno, vicino ad un inceneritore.

"Gli inceneritori di ultima generazione con le loro alte temperature nei forni contribuiscono grandemente alla immissione nell'ambiente di polveri finissime che costituiscono un rischio sanitario ben più grave delle note polveri PM10. L'incenerimento dei rifiuti, fra tutte le tecniche di smaltimento, è quella più dannosa per l'ambiente e per la salute umana. Gli inceneritori producono ceneri (sono un terzo del peso dei rifiuti in ingresso e si devono smaltire in discariche speciali) e immettono nell'atmosfera milioni di metri cubi al giorno di fumi inquinanti, contenenti polveri grossolane (PM10) e fini (PM2,5) costituite da nanoparticelle di metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, diossine, estremamente pericolose perché persistenti e accumulabili negli organismi viventi.

Queste "nanopolveri", sfuggendo ai filtri dell'inceneritore, non vengono nemmeno rilevate dagli attuali sistemi di monitoraggio delle emissioni degli inceneritori e non sono previste dai limiti di legge cui gli impianti devono sottostare. Inoltre a fronte di emissioni cancerogene identificate da tempo dai ricercatori (diossine, furani, metalli pesanti) gli inceneritori emettono centinaia di sostanze di cui è sconosciuto l'impatto sulla salute umana, così come risultano non ancora indagati gli effetti della combinazione di vari inquinanti.

Ogni processo di combustione produce particolato. Se è vero che la natura è produttrice di queste polveri (vulcani), è pure vero che le polveri di origine naturale costituiscono una frazione minoritaria del totale che oggi si trova in atmosfera. È l'uomo il grande produttore di particolato, soprattutto quello più fine: più elevata è la temperatura alla quale un processo di combustione avviene, minore è la dimensione delle particelle che ne derivano.

Si tratta di particelle inorganiche, non biodegradabili né biocompatibili. La combustione trasforma anche i rifiuti innocui, come imballaggi e scarti di cibo, in composti tossici e pericolosi, sotto forma di emissioni gassose, polveri fini, ceneri volatili e residue che richiedono costosi sistemi per la neutralizzazione e lo stoccaggio.

Perciò è opportuno che si incentivi una politica della produzione, raccolta differenziata, riciclaggio, recupero dei rifiuti. Le micro e nanoparticelle, prodotte in qualsiasi modo, una volta entrate nell'organismo innescano tutta una serie di reazioni che possono tramutarsi in malattie. Le forme patologiche più comuni sono le neoplasie, ma ci sono anche malformazioni fetali, malattie infiammatorie allergiche e perfino neurologiche.

L'incenerimento dei rifiuti è inoltre il sistema più costoso per lo smaltimento dei rifiuti e tutti gli italiani, a loro insaputa, pagano generosi incentivi a suo sostegno. Il 7% dell'importo della bolletta elettrica che pagano è infatti devoluto, sotto forma di sussidi, anche alla costruzione degli inceneritori: basta prendere una fattura dell'ENEL per leggere, sul retro, nella parte delle varie voci e costi: "Componente A3 - Costruzione impianti fonti rinnovabili". La somma che compare a fianco viene devoluta ai gestori di inceneritori di rifiuti perché, la legge italiana assimila alle varie fonti energetiche rinnovabili non fossili, quali l'eolica ed il solare, quella ricavata dall'incenerimento di ogni tipologia di rifiuti urbani ed industriali. Oltre a questa fetta di incentivi prelevati dalle tasche degli utenti, i gestori degli inceneritori ricevono, da parte dello Stato, altri sussidi.

L'Italia è quindi l'unico Stato europeo che finanzia l'incenerimento dei rifiuti. Tutti gli altri Stati membri (Austria, Belgio, Danimarca, Germania) impongono ai gestori di inceneritori di pagare una tassa per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, disincentivando l'incenerimento dei rifiuti".

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