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Ieri a Palazzo di Città l'incontro fra il Sindaco Stefàno ed Emilio Riva

Occupazione e ambiente accordo tra Comune e Ilva

Il sindaco Stefàno e l’assessore Pastore hanno incontrato a Palazzo di Città il presidente dell’Ilva, Emilio Riva. C’è l’impegno sulle cokerie e sulla riduzione dei livelli di diossina. In arrivo anche le centraline. Il Comune ha chiesto a Riva un impegno puntuale sui problemi occupazionali dei giovani tarantini e sull’utilizzo di imprese locali nell’appalto.
8 novembre 2007
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

Comune di Taranto Nei rapporti fra Comune e Ilva si volta pagina. Con un incontro svoltosi ieri mattina a Palazzo di Città fra il sindaco Stefàno e il patron dell’industria siderurgica, Emilio Riva è stato messo a punto un protocollo d’intesa, come illustrato successivamente nel corso di una conferenza stampa.

In pratica a Riva sono stati chiesti alcuni impegni in materia di lavoro e occupazione, e alcuni - molto specifici - sulla riduzione del danno ambientale. Si è parlato di un impegno particolare nell’assunzione futura di giovani del nostro territorio, e di un’attenzione più puntuale verso gli imprenditori tarantini.

Sul fronte ambientale, Riva ha assunto l’impegno di ridurre entro settembre 2008 l’inquinamento da idrocarburi policlici aromatici (gli Ipa) proveniente dall’area delle cokerie, e di portare entro il 2009 le emissioni di diossina dall’agglomerato al livello massimo di 0.4 nanogrammi per normal metro cubo, al di sotto di quanto attualmente previsto dalle norme italiane.

Nei rapporti fra Comune e Ilva si volta pagina. A testimoniarlo plasticamente, la stretta di mano di ieri mattina a Palazzo di Città fra il sindaco Stefàno e il patron dell’industria siderurgica, Emilio Riva. A dare corpo e sostanza, una sorta di protocollo d’intesa su fatti operativi che è stato stipulato sempre ieri mattina, come una sorta di gentlemen’s agreement che diventa impegno puntuale e - ce lo auguriamo tutti - degno della massima fede.

A spiegare i contenuti dell’accordo Comune-Ilva è stato ieri mattina lo stesso Stefàno, nel corso di una conferenza stampa tenuta avendo al fianco l’assessore comunale all’Ambiente, Bruno Pastore, e alcuni rappresentanti della maggioranza (Scasciamacchia, Cosa, Di Cuia e la neo-delegata al caso-Amat, Vitale).

In pratica a Riva sono stati chiesti alcuni impegni in materia di lavoro e occupazione, e alcuni - molto specifici - sulla riduzione del danno ambientale. «Abbiamo posto a Riva - ha detto Stefàno - il problema di un impegno particolare nell’assunzione futura di giovani del nostro territorio, residenti nella nostra città e nei quartieri più a rischio sotto il profilo ambientale. E abbiamo chiesto anche un’attenzione puntuale verso quegli imprenditori tarantini preparati e sani che siano in grado di lavorare con l’Ilva garantendo una preparazione particolare dei propri lavoratori soprattutto sotto il profilo della tutela della sicurezza, e che non ricorrano a formeaberranti di subappalto».

Di dialogo con Riva fermo e sereno, senza contrapposizioni frontali ma in un clima di reciproco confronto sui temi dell’ambiente, ha parlato anche l’assessore Pastore, che ha illustrato nel dettaglio l’accordo raggiunto su alcune specifiche competenze tecniche volte a ridurre l’impatto inquinante sul territorio.

Qui i problemi più gravi sul tappeto sembrano essere due: l’inquinamento prodotto dall’area cokerie, con la diffusione dei micidiali idrocarburi policiclici aromatici (gli Ipa); e le emissioni di diossina dall’agglomerato. Sulle cokerie Riva ha garantito che entro settembre del 2008 saranno completati i lavori di messa in sicurezza delle dieci batterie a carboncoke, adottando le Bat (Best Available Technology, le migliori tecnologie disponibili) come previsto dalla legge e dall’Atto d’intesa. Più complesso il discorso della diossina, vista la difficoltà tecnica di monitorare in continuo sui camini Ilva questo potentissimo e teratogeno inquinante (dopo 2-3 ore di monitoraggio, le sonde diventano inservibili per l’accumulo di polveri).

L’impegno di Riva comunque è stato quello di adottare le Bat subito anche in questo campo, proseguendo nel contempo la ricerca di un sistema sicuro ed efficace di contenimento delle emissioni in altre nazioni tecnologicamente all’avanguardia (studi in questa direzione sono in corso in Giappone). Ad ogni modo - e anche questo ci pare un risultato da non sottovalutare - l’Ilva si impegna entro il 2009 a portare le emissioni di diossina in linea con quanto richiesto dal Comune, ovvero la soglia di 0.4 nanogrammi per normal metro cubo, e non di 0.10 come attualmente previsto dalle norme italiane (molto più permissive di quelle francesi, inglesi o tedesche). «In tempi rapidissimi - ha detto Pastore - l’Ilva fornirà al Comune delle sonde per consentirci di monitorare l’inquinamento da diossina su tutto il territorio. Sonde e centraline che gestiremo noi, per evitare il rischio di qual-sivoglia strumentalizzazione».

Restando in tema, va segnalata infine la dura presa di posizione del Comitato promotore del referendum sull’Ilva, il cui portavoce, l’avv. Russo, ha affermato: «prendiamo atto negativamente che il Sindaco ha immediatamente ricevuto l’Ing. Riva , mentre ha dilazionato l’incontro con il Comitato dei cittadini al 26 novembre. Diciamo subito che sono 40 anni che sentiamo inutilmente le solite promesse e i soliti impegni sulla riduzione delle emissioni inquinanti. Adesso basta! Non si può barattare, caro sindaco, quattro posti di lavoro con la salute di una intera città, a meno che l’Ilva non decida di adeguarsi ai quesiti referendari».

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